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giovedì 19 dicembre 2019

Rubriche: Lo scaffale degli incanti


Buondì carissimi lettori, eccoci a un nuovo appuntamento con la rubrica, Lo scaffale degli incanti, oggi vi incanterò con un nuovo libro adatto tutto l'anno, ma con il Natale oramai alle porte, mancano pochissimi giorni, e questo "romanzo, diario", chiamatelo come volete ben si presenta in questo periodo utile come un buon regalo.
In effetti, penso che sia un bellissimo pensiero...


Titolo: Un anno al villaggio. Il diario di Vaniglia e Pervinka. Fairy Oak
Autore: Elisabetta Gnone
Casa editrice: Salani Editore
Pag.: 160
Costo: 18,00














Un libro pieno di illustrazioni e racconti per ogni mese dell'anno. Un diario nient'affatto segreto, a cui le gemelle Vaniglia e Pervinca hanno affidato le ricette di famiglia, i compiti per le lezioni di Magia, le regole dei giochi da fare nelle giornate di pioggia e i resoconti delle avventure vissute nelle giornate di sole, e naturalmente i loro piccoli segreti. Un diario in cui tutti sono invitati a scrivere, anche le lettrici, per conservare i loro ricordi ed entrare a far parte del mondo incantato di Fairy Oak. Età di lettura: da 8 anni.



Avere la possibilità di entrare nel mondo fantastico di Elisabetta Gnone non ha paragoni. Ringrazio infinitamente la CE, Salani, che mi ha dato la possibilità di leggere e scoprire il mondo incantato di Fairy Oak e Olga di carta.
Vi è mai capitato di possedere un diario? Beh penso di sì, almeno io l'ho sempre desiderato e trasformavo quaderni con la copertina rigida in veri e propri manufatti, dove custodivo i miei pensieri, i miei segreti.
Vaniglia e Pervinca però decidono di condividere il loro diario con tutti i loro amici, conoscenti, familiari.


E così, troviamo i racconti di giornate trascorse in giro, per i campi, a scuola, a casa...
Ci sono pensieri , poesie, ricette da gustare e per incantare...
E poi la vita, il tempo, il cadenzare delle stagioni, con i loro pregi e difetti, descritti ora da Pervinca, ora da Vaniglia, ora da Flox, Grisam, insomma un diario comunitario.


Un libro bellissimo, tutte le pagine hanno una loro matrice calligrafica, in questo modo sappiamo quando è una o l'altra a scrivere, quando è la mamma o la zia e così via...
Adoro i diversi stili calligrafici, in particolare il corsivo, oramai diventato un miraggio negli scritti dei ragazzi di oggi.
E' un diario che non si nasconde, ognuno dice la sua, è l'opinione dei provetti scrittori che si cimentano nella condivisione di un evento.
Certamente non dobbiamo dimenticare tutte le immagini che ci sono all'interno che sono favolose.
Il magico mondo di Fairy Oak è un libro da regalare, da leggere, è un diario dove possiamo anche noi annotare i nostri piccoli pensieri, creato proprio per interagire con i protagonisti stessi che ci rendono partecipi delle giornate.
Lo consiglio vivamente, è un dono o un regalo adatto ai piccoli ma anche ai grandi, vi garantisco che sfogliandolo entrerete, leggerete e sentirete tutti i profumi descritti all'interno, profumi che sanno di magia, di incantesimi e soprattutto di vita quotidiana.


Floriana

giovedì 13 giugno 2019

Rubriche: Lo scaffale degli incanti


Buongiorno lettori, oggi sul blog la rubrica, Lo scaffale degli incanti, cosa vi proporrò?
Ho terminato la lettura del terzo libro su Olga di carta, scritto da Elisabetta Gnone.
Oramai l'autrice è una costante qui sul blog, il suo stile e il suo modo di coinvolgere il lettore mi piace tanto, colgo anche l'occasione per ringraziare la CE, Salani Editore, che mi ha dato la possibilità di leggere ancora una volta le storie della giovane Papel.

Titolo: Le storie di Olga di carta. Misteriosa
Autore: Elisabetta Gnone
Casa editrice: Salani Editore
Pag.: 180
Costo: 14,90













Cosa significa diventare grandi? E come si fa? «Crescere è una faccenda complicata» direbbe il professor Debrìs, e Olga lo sa bene: per rassicurare una giovane amica, che di crescere non vuole sentire parlare, le racconta la storia di una bambina a cui i vestiti stavano sempre troppo grandi, anche se l'etichetta riportava la sua età, o la sua taglia, e che saltava nei disegni per fuggire dalla realtà. La storia di Misteriosa è la storia di chi fatica a trovare il proprio posto nel mondo, fugge da responsabilità e doveri, incapace di assumersene il carico, e combatte strenuamente per restare fanciullo. È anche, però, la storia di una bambina che non si arrende. Una storia che farà ridere, pensare e spalancare gli occhi per lo stupore; e che rassicurerà Olga, i suoi amici e i lettori di tutte le età su un punto, che è certo: per diventare splendidi adulti occorre restare un po' bambini. Età di lettura: da 9 anni.


Di un nuovo racconto mi appresto a parlarvi e ha come protagonista una bambina fantastica che ha costruito intorno a sè un mondo di storie vere e fantastiche che si uniscono in modo così meraviglioso tantochè il confine tra realtà e fantasia è molto sottile.
Olga Papel vive in un piccolo paesino, Balicò, dove tutti conoscono tutto, e le sue storie che siano vere, vissute o solo e semplici invenzioni attirano poichè poi ne nascono vere e proprie discussioni tra chi ci crede e chi no.
Ma cosa ci racconterà questa volta?
Intanto per le vacanze estive è tornata Mimma, in compagnia di un'amica di scuola con la quale ha legato, Mirina.
Mirina, però non si dimostra l'amica del periodo scolatico, è scostante, non aiuta in casa e si lamenta spesso, Mimma a volte pensa di aver fatto un errore a portarla in quel posto così particolare, dove tutti i bambini vivono immersi nella natura, giocando e passeggiando e soprattutto ascoltando le storie di Olga.
Ed è proprio una di queste che vede coinvolti un po' tutti, perché per essere raccontata decidono di avviarsi per una gita alla malga.
La bambina con i vestiti larghi è un racconto che Olga non ha vissuto in prima persona come tanti altri, ma ha letto il diario che la bambina ha scritto.
Misteriosa, questo è il suo nome, è una bambina particolare, la sua famiglia, i Mademas, non riescono a capire il motivo per il quale i vestiti seppur acquistati della sua taglia, quando li indossa le vanno molto grandi, tanto da scomparirci dentro...
Misteriosa è una bimba attenta, ma spesso scompare, si nasconde attraverso i quadri dove intraprende lunghi viaggi che la portano a scoprire e conoscere molto più di quello che legge e studia dai libri...
La storia di Misteriosa raccontata da Olga si lega tantissimo anche agli avvenimenti che nel frattempo giungono impetuosi su di lei e i suoi amici che si ritrovano chiusi nella malga, una baita, dove attendono che la tempesta che li ha colpiti termini.
Non vorrei dilungarmi ancora, perché potrei dire troppo, ma come tutte le storie per bambini, abbiamo la sua morale, anche questa volta la fantasia supera la realtà, ma c'è un limite che va riconosciuto per tempo perché aiuta a capire quello che siamo, quello che vorremmo essere e quello che vorremmo che gli altri vedano di noi.
Misteriosa è una bambina che ama chiudersi, fuggire in mondi alternativi, i quadri le danno la possibilità di farlo perché con i loro colori, chiari, brillanti, scuri, opachi rendono chiaro anche lo stato d'animo della piccola stessa, lei non vuole essere invisibile agli occhi di nessuno ma arriva un momento per il quale giunge anche la scelta. 
Quale sarà?
Questa volta, più delle altre, la Gnone si è rivolta a un pubblico più adulto (anche se la storia è consigliata ai più piccoli, ho cisto oltre) perché a volte siamo noi genitori con la nostra indifferenza a rendere invisibili e misteriosi i nostri figli tanto da chiederci quando diventano adolescenti e si trovano a dover fare delle scelte e se queste sono giuste o no, non riusciamo ad aiutarli pienamente, troppo in fretta crescono e troppo in fretta li perdiamo.

La serie di Olga di carta è al momento composta da tre libri:

#1 Olga di carta. Il viaggio straordinario recensione
#2 Olga di carta. Jum fatto di buio recensione
#3 Le storie di Olga di carta. Misteriosa


Floriana

martedì 9 aprile 2019

Rubriche: Lo scaffale degli incanti

Titolo: Olga di carta. Il viaggio straordinario
Autore: Elisabetta Gnone
Casa editrice: Salani Editore
Pag.: 237
Costo: 14,90














Olga Papel è una ragazzina esile come un ramoscello e ha una dote speciale: sa raccontare incredibili storie, che dice d'aver vissuto personalmente e in cui può capitare che un tasso sappia parlare, un coniglio faccia il barcaiolo e un orso voglia essere sarto. Vero? Falso? La saggia Tomeo, barbiera del villaggio sostiene che Olga crei le sue storie intorno ai fantasmi dell'infanzia, intrappolandoli in mondi chiusi perché non facciano più paura. Per questo i racconti di Olga hanno tanto successo: perché sconfiggono mostri che in realtà spaventano tutti, piccoli e grandi. Un giorno, per consolare il suo amico Bruco, dal carattere fragile, Olga decide di raccontargli la storia della bambina di carta che un giorno partì dal suo villaggio per andare a chiedere alla maga Ausolia di essere trasformata in una bambina normale, di carne e ossa. Il viaggio fu lungo e avventuroso: s'imbatté in un venditore di tracce, prese un passaggio da un ragazzo che viveva a bordo di una mongolfiera e da un altro che attraversava il mare remando. Più volte rischiò la vita, si perse, ma fu trovata da un circo. E quando infine trovò la maga, solo allora la bambina di carta comprese quante cose fosse riuscita a fare... Con un poster in regalo. Età di lettura: da 9 anni.


Ho scoperto Elisabetta Gnone, grazie a Manuela che ha letto per il blog la serie Fairy Oak (qui), quando poi la CE, Salani Editore, mi ha proposto di leggere il libro su Olga Papel ho subito accettato e ho scoperto un nuovo mondo. Quello che ho letto però era il secondo e nonostante abbia già il terzo, ho voluto recuperare il primo, e ora eccomi qui proprio a recensire il primo romanzo che presenta Olga Papel.
Mi sono subito innamorata di questa ragazzina, esile, sottile che racconta le sue storie tanto da catturare non solo i suoi amici, compagni, coetanei ma anche i più grandi che in continuazione si domandano se le vicende narrate dalla piccola Olga siano vere o di pura fantasia. 
Perché, come può una bambina così piccola conoscere così tanti posti, così tante cose se non ha mai viaggiato? O almeno non si è mai allontanta così tanto da presupporre storie così avvincenti e avventurose?
Ma entriamo un attimino nel mondo di Olga...

Olga Papel era una ragazzina esile come un ramoscello, mangiava come un uccellino, faceva respiri brevi e il suo esistere, quasi sempre, produceva pochissimo rumore, se non un leggero fruscio, come la pagina di un libro mossa dal vento; 
saltava fuori bagnata zuppa da dove acqua non ce n'era, 
sporca di sabbia da un bosco innavato, 
bruciata dal sole in un giorno di pioggia.

Quando Olga comincia a raccontare, sembra quasi che il mondo si fermi, non si sente un solo respiro, le campne della chiesa non suonano, ogni movimento è bloccato e così in questo romanzo conosciamo la storia di Olga di carta, sarà un caso, sarà una coincidenza, due nomi identici, due bambine simili, ma Olga di carta vuole cambiare, non vuole più essere di carta, aver paura della pioggia, del fuoco, del vento e così decide di affrontare un viaggio verso ovest che la porterà dalla maga Ausolia.
Ma il viaggio di Olga non sarà facile, tantomeno semplice, incontrerà tanti personaggi che l'aiuteranno nel suo cammino, troverà ostacoli che dovrà attraversare, riderà, piangerà ma ciò che sta alla base della storia è la forza di volontà di questa piccola bambina che con uno zainetto pieno di fogli di carta, un paio di forbici e della colla attraverserà paesaggi a lei sconosciuti.
Riuscirà a raggiungere il proprio scopo?
Sta a voi scoprirlo, il bello delle storie narrate è di scoprire l'incanto solo attraverso la lettura.
Il fantastico mondo immaginato dall'autrice è semplice, non complicato, anche i discorsi, le parole della piccola Papel sono così familiari che tendono a catturare non solo gli abitanti di Balicò ma anche chi sta leggendo il libro, devo dirvi che mi sono anche divertita a leggerlo ad alta voce, cercando di interpretare, secondo le stesse indicazioni della Gnone, i vari personaggi, una voce esile per Olga, un parlare poco chiaro per la signora Erisina Casol, la Casolina, mentre per il povero Bruco così poco sicuro di sé una voce più remissiva. E' stato divertente ve lo garantisco, vuoi anche perché è un'esperienza che ho già provato in una classe di bambini di quarta elementare, con un'altra storia però.
Tornando però alla serie, la trovo adattissima non solo a un pubblico di bambini di 9/10 anni, ma anche più piccoli e più grandi. Immaginatevi a raccontarla ai vostri figli, usando versi e gesti, vedrete che anche loro resteranno a bocca aperta per la storia ma soprattutto perché scopriranno una mamma e un papà che non pensavano di conoscere sotto un altro aspetto, quello giocoso del narrare storie per catturare l'attenzione dei propri figli.

La serie di Olga di carta è al momento composta da tre libri:

#1 Olga di carta. Il viaggio straordinario
#2 Olga di carta. Jum fatto di buio recensione
#3 Le storie di Olga di carta. Misteriosa



Floriana



mercoledì 24 gennaio 2018

Rubrica: Lo scaffale degli incanti

Buongiorno cari lettori, una nuova rubrica entra a far parte del blog, Lo scaffale degli incanti. 
Di cosa si tratta, partendo dall'inizio, è una idea nata da me (Floriana) e Manuela, da un po' di tempo sul blog entrambe, ma più Manuela, ci siamo interessate alla lettura di romanzi per bambini o piccoli ragazzi, vedete le recensioni dei romanzi di Elisabetta Gnone, qualche review party... così si è deciso di creare una rubrica che potesse convogliare queste letture, dando spazio anche ai più piccoli. 
Ma perché Lo scaffale degli incanti?
Il titolo di questa rubrica è pensato perché i romanzi dedicati ai più piccoli hanno un ché di magico, di misterioso, di fantastico, che crea nella mente dei più piccoli immagini incantate, creando a volte anche loro delle storie di fantasia. 
Una rubrica che ha proprio questo scopo, farvi conoscere nuove letture, magari da consigliare ai più piccoli.







Partiamo da una delle autrici che a dire il vero ha coinvolto anche me, e parlo di Elisabetta Gnone, che con le sue storie e mondi incantati, ha incantato anche noi adulti.
Oggi partiamo proprio con lei e con una recensione scritta da Manuela, il processo sarà identico, non cambierà nulla, solo abbiamo voluto creare come dicevo prima una rubrica adatta ai più piccoli

Titolo: Flox sorride in autunno
Autore: Elisabetta Gnone
Casa editrice: Salani Editore
Pag.: 278
Costo: 14,90















Trama
Succede sempre così, un giorno di settembre, qualcuno commette una stranezza più strana delle solite stranezze, e da quel momento, per un mese, a volte due, da Fairy Oak è bandita la normalità. La chiamano "La danza delle follie di stagione". È esilarante quel che avviene in quei giorni e bellissimo, perché ciascuno sembra dare davvero il meglio di sé quanto a fantasia, forza, abilità e... stravaganza. Anche gli alberi non scherzano, l'intera Valle sembra stregata. E Flox ha una teoria al riguardo: basta guardare gli occhi di chi danza per capire che... Lasciamolo dire a Flox, questo mistero lo svelerà lei, la ragazza arcobaleno, l'amica del cuore di Vi e Babù. Questa storia è dedicata a lei e all'amicizia, quella che ovunque ti volti te la ritrovi davanti e qualche volta ti lascia i lividi. E non solo sulla pelle... Età di lettura: da 8 anni.




Il commento di Manuela


Mi piacciono i libri per ragazzi e trovo che Elisabetta Gnone sia una magnifica scrittrice, molto molto adatta ai bambini/ragazzi.
Con questa serie di romanzi, la Gnone racconta le stagioni e i misteri di Fairy Oak. Per la precisione in questo racconto descrive l’autunno.
L’autunno è una stagione strana a Fairy Oak. Succede proprio di tutto e tutto comincia in un preciso momento...

Così: un quieto giorno di settembre qualcuno commetteva una stranezza più strana delle solite stranezze. 
E da quel momento, per un mese, a volte due, da Fairy Oak era bandita la normalità.
Quest’anno toccò al signor McDale dare il via alla Danza [delle Follie di Stagione] o almeno così semprò.
Mi pare fosse il 23 settembre.

Protagonista di questa storia è Flox, una ragazza che ama i colori, tutti i colori per lei erano egualmente importanti.

La fata Felì ha terminato il suo lavoro di tata in casa Periwinkle. È tornata nel mondo delle fate in attesa di un nuovo incarico. Qui racconta alle altre fatine le sue avventure con Vaniglia e Pervinca. Nel fare questo parla di tutti i loro amici, delle loro avventure e di tutti gli altri abitanti del villaggio. Ogni giorno Felì racconta di un mistero di Fairy Oak. 
Questa volta il messaggio alla base è l’amicizia…

«Ebbene, pensa a noi tre come alle rose del Trio e che il ramo penzolante sia quello che è successo stamattina: non dobbiamo fare in modo che i rami deboli del nostro Trio non pendano mai soli nel vuoto. I nostri rami forti dovranno sostenerli.»

Nello stile, questo è il classico libro per bambini. Frasi semplici, non banali, ma ben legate tra loro e scorrevoli. Inoltre i capitoli sono brevi, corredati da belle illustrazioni in bianco e nero che riprendono una frase del capitolo appena letto. Ogni capitolo si apre con in esergo il racconto di una stranezza, poi però la narrazione si lega al capitolo precedente. Ci sono poi delle parti solo di illustrazioni a colori che ricordano i quaderni di Flox.
I temi trattati sono resi “fruibili” dai bambini. In qualche modo con delicatezza, ma anche con precisione, la Gnone affronta anche la relazione con i sentimenti importanti come l’amicizia, la malattia e anche la morte. C’è poi la speranza e la gioia della nuova nascita. Con divertenti episodi racconta la “vita” dei bambini, tutta la loro vita è raccontata attraverso sensazioni e colori…oserei dire anche profumi. Le descrizioni che la scrittrice fa dipingono un bel quadro in 4D. Quando parla del diario di Vaniglia sembra faccia la descrizione del suo stesso romanzo…

Impressi nella carta c’erano i rumori, i profumi, le atmosfere, i colori, le voci della vita del villaggio. Sembrava di vederci: i riti di famiglia.
 Le piccole abitudini, gli amici che venivano a trovarci, le storie buffe e quelle tristi di ciascun abitante, le feste, le domeniche, le vacanze.

Adoro questa autrice. Mi piace come scrive, come descrive emozioni e stagioni. Un esempio bellissimo è quando Flox descrive cosa è l’autunno. 
La bambina dice che questa stagione è un momento di euforia per tutti…

«l’ultimo tributo alla vita che la natura rende in grande stile, dando sfogo a tutte le energie che le sono rimaste, dopo l’esuberante estate e prima del sonnolento inverno.»
Le gemelle sgranarono gli occhi.
«Non siamo parte della natura, noi?»
«Sì» disse Babù «Però…»
«Ebbene, se in autunno non riusciamo a diventare gialli come un acero o rossi come le vigne, abbiamo lo stesso modo tutto nostro di salutare il sole e dire “ciao ciao” a un altro anno che se ne va.»

E dopo una così poetica descrizione dell’autunno, sfido chiunque a non amare questa stagione.
Poi c’è un episodio in cui mi sento tirata in causa…
Qual è la materia meno amata e con la maestra più severa del mondo, tanto che solo il nome De Transvall mette spavento? Naturalmente la matematica!!! E comunque ho trovato un’insegnate “peggio di me”!!!
Concludendo, questo racconto è una bellissima pagina carica di poesia, una fiaba moderna completa e avvolgente. Consigliatissimo!!!

venerdì 29 dicembre 2017

Recensione: Olga di carta. Jum fatto di buio di Elisabetta Gnone

Titolo: Olga di carta. Jum fatto di buio
Autore: Elisabetta Gnone
Casa editrice: Salani Editore
Pag.: 215
Costo: 14,90
















Trama
E' inverno a Balicò, il villaggio è ammantato di neve e si avvicina il Natale.
Gli abitanti affrontano il gelo che attanaglia la valle e Olga li riscalda con le sue storie. Ne ha in serbo una nuova, che nasce dal vuoto lasciato dal bosco che è stato abbattuto. Quel vuoto le fa tornare in mente qualcuno che anche Valdo, il cane fidato, ricorda, perché quando conosci Jum fatto di Buio non lo dimentichi più. E' un essere informe, lento e molliccio, senza mani né piedi. La sua voce è l'eco di un pozzo che porta con sé parole crudeli e tutto il suo essere è fatto del buio e del vuoto che abbiamo dentro quando perdiamo qualcuno o qualcosa che ci è caro. Jum porta con sé molte storie, che fanno arricciare il naso e increspare la fronte, e tutte sono un dono che Olga porge a chi ne ha bisogno. Perché le storie consolano, alleviano, salvano e soprattutto, queste fanno ridere.


e mezzo

Il mio commento

Tutti sapevano che Olga amava raccontare bene le sue storie o non le raccontava affatto, e quando la giovane Papel attaccava un nuovo racconto, la gente si metteva ad ascoltare. Sarà stata la fame di conoscere per chi non s'era mai mosso dal villaggio; sarà stato il solletico che ogni storia procurava a un angolino della mente, trasformando fatiche e pensieri in sogni e speranze; sarà stato il fascino dell'ignoto e dello straordinario, sta di fatto che, quando Olga cominciava a raccontare, chi era vicino tendeva un orecchio, le finestre si dischiudevano, le voci nel cortile si acquietavano, volti incuriositi sbucavano da dietro il bucato e chi era in casa usciva, trascinandosi dietro una sedia...

Terminato di leggere questo breve incipit iniziale, ho subito pensato a Olga come al pifferaio magico che con la sua musica incantava i bambini, certamente le storie non sono identiche, se il piefferaio aveva un fine diciamo un po' "cattivo" (l'avete mai letta la storia?), Olga incanta con i suoi racconti il villaggio di Balicò. 
E la gente vuole ascoltarla, perché in lei c'è della magia, e con le parole rende le sue storie veritiere. C'è chi sostiene che siano solo storie, chi invece crede che la piccola Olga le abbia vissute realmente, perché troppo dettagliate, particolari.
Ma Olga è anche una bambina, un sottile foglio di carta che resta ancorato alla terra con le sue parole, gira per il villaggio, lasciando le sue uova di porta in porta e ad ogni sosta racconta di Jum...
Ma chi sarà mai?
E così nel piccolo paese si vocifera che sia un mostro, che divori i bambini, che mangi gli animali, che venga dal nulla, che porti con sé paura e tristezza.
Olga sa che tutto ciò non è vero, ma come riuscirà a raccontare la sua storia?
Jum è un essere che si nutre di lacrime, ogni lacrima ha un sapore e più è speziato più Jum ne è goloso, ogni personaggio raccontato da Olga si dispera per qualcosa o qualcuno, e il pianto manifestato viene alimentato da Jum...
Ho spesso sentito parlare dei libri di Elisabetta Gnone, ma non ne avevo ancora letto uno, anche se qui sul blog trovate diverse recensioni, sono tutte di Manuela, che più volte mi ha invogliata a leggere i suoi romanzi. Il mondo raccontato dalla Gnone è il mondo fantasioso dei bambini, che non disdegna anche gli adulti, anzi credo che dietro ogni suo racconto ci sia sempre una morale. La sua scrittura, le sue descrizioni mi hanno catapultata in un mondo che avevo dimenticato, i balocchi, i giochi senza tempo, l'osservare con gli occhi di un bambino, a volte credo che queste cose per noi adulti siano scontate, invece no. Leggere di Olga mi ha portato alla memoria tanti libri letti da bambina, l'incedere del racconto, lo svolgimento, la meraviglia, il finale. Ancora oggi mi stupisco, in un'epoca interinale, dove è lo smartphone a fare da padrone, leggere di fantastici personaggi ognuno con un suo perché, celato dietro immagini che solo dalla mente di un bravo scrittore possono nascere, storie che mi hanno riscaldato il cuore e invogliato a non abbandonare completamente questo genere di libri.




mercoledì 23 agosto 2017

Trame e opinioni: Gli incantevoli giorni di Shirley di Elisabetta Gnone

Titolo: Gli incantevoli giorni di Shirley
Autore: Elisabetta Gnone
Casa editrice: Salani Editore
Pag.: 261
Costo: 14,90
















Trama
Fairy Oak è finalmente giunta la primavera. L'aria profuma di narcisi, di giornate lunghe e di giochi. Ma anche di pioggia. E infatti piove, diluvia, grandina perfino! Per lunghi, interminabili giorni. Menomale che c'è Shirley Poppy a sollevare gli animi dei giovani del villaggio, con un nuovo, intricato mistero. Nascosto nel laboratorio di sua zia, infatti, la giovane e potentissima strega, ha trovato un ricettario molto, molto strano. Non a uova e farina si fa cenno nelle antiche pagine sgualcite, ma a spade di sale, a pezzi di cielo, a cuori di pietra e a un segreto, il Segreto del Bosco. Decisa a scoprire di cosa si tratta, Shirley coinvolge le gemelle Vaniglia e Pervinca e tutta la Banda del Capitano in una serie di mirabolanti avventure. Sarà pericoloso, i ragazzi lo sanno, ma ciò che vedranno e impareranno li ripagherà di ogni ferita e paura. Per sempre. Età di lettura: da 10 anni.


Il commento di Manuela

Ogni tanto mi piace leggere romanzi per ragazzi, questa volta mi sono immersa in una fiaba moderna di una scrittrice secondo me favolosa: Elisabetta Gnone.
L’autrice descrive il mondo magico di Fairy Oak attraverso le avventure di un gruppo di bambini di dieci anni. Certo sono bambini speciali perché dotati di poteri magici e con delle fatine come tate. A raccontare questa storia è la fatina tata Sefeliceleisaràdirvelovorrà detta Felì. Al centro di questa storia c’è Shirley.

Shirley aveva una tale fantasia! […] 
Lei trasformava le favole in realtà, e anche i sogni.

Shirley è capace di attivare la suprema Magia.

La legge dei Magici vieta d’interferire con la Natura.
 Ma Shirley era oltre la legge, oltre la magia. Shirley ERA la magia!

L’Infinito Potere era ciò che assicurava l’equilibrio e la vita, per mantenere l’equilibrio di questo stato era stato diviso in due: Creare e Distruggere. I Magici della Luce erano in grado di creare, quelli del Buio avevano il potere di distruggere…

Shirley Poppy era l’unica creatura al mondo che possedesse entrambi i poteri. Shirley Poppy racchiudeva in sé l’Infinito Potere.

Tutta l’avventura inizia perché Pervinca vuole far sì che Vaniglia non pensi a Jim (Jim lo si incontra nel primo mistero di Fairy Oak, purtroppo io non ho letto questa avventura, ma all’inizio di questo secondo romanzo c’è un piccolo riassunto e quindi si riesce bene a seguire la storia). Babù (Vaniglia) soffre la perdita di Jim, ormai partito da più di due mesi. Vì (Pervinca) vuole scuoterla e sollevarle il morale, ma i metodi di Pervinca a volte sono “perversi” come si addice ad un Magio del Buio…

“Sei tu che ti annoi con me! […] Ti annoiano le onde che s’infrangono contro la scogliera.”
“Dipende: se le guardiamo da vicino, aumentando le probabilità che ci travolgano, allora è molto divertente” specificò Pervinca.
“Appunto” sospirò Vaniglia. “Vedi, io con te non mi annoio mai, piuttosto mi terrorizzo”.

Attraverso avventure rocambolesche si arriva alla soluzione del Mistero del Bosco che Shirley vuole risolvere.


Oltre a raccontare le avventure di questo allegro gruppo di ragazzini, questa fiaba pone l’attenzione sull’importanza del rispetto della Legge, qui è il Codice Magico ma sempre di regole si tratta, pone l’attenzione sul rispetto degli altri e soprattutto dei propri genitori, sull’aiuto reciproco e sul rispetto della Natura…



E come ogni favola che si rispetti il lieto fine è sorprendente … “e vissero sempre felici e contenti” … e questo lieto fine riguarda ognuno dei componenti della Banda.
Questo romanzo fa parte dei quattro misteri di Fairy Oak: amore, magia, amicizia e un addio. È una bella fiaba per bambini di oggi, che come insegnante posso dire sia utile leggere in classe perché pone tanti spunti importanti in un gruppo classe. I capitoli sono brevi, senza parole particolarmente difficili e si adatta bene alle conoscenze di bambini di scuola primaria. È inoltre accattivante anche nella grafica, ci sono bellissime illustrazioni all’interno dei capitoli, ci sono anche due gruppi di pagine a colori che richiamano i “diari” di Shirley. Inoltre la Gnone scrive in modo poetico e affascinante ed è capace di incantarti. Ho avuto il piacere di partecipare ad un suo “seminario” alla mostra Tempo di libri ’17 a Milano e leggendo questo racconto sono rimasta affascinata esattamente come ero rimasta incantata ascoltandola quel giorno. Amo molto questa autrice e mi è piaciuta l’apologia degli insegnanti che inserisce nel romanzo…

La ragazzina […] volle azzardare un’ipotesi in difesa degli insegnanti. “Mi sono fatta l’idea che sia il peso del sapere e della conoscenza a rendere i professori così, come dire?”
“Pesanti?” suggerì Vì.
Scoppiarono a ridere.

Leggendo questo brano sorridevo, beh ero chiamata in causa!
Concludendo, questo è un bellissimo racconto, migliore della Trilogia delle gemelle. Consigliatissimo per tutti i ragazzi dagli 8 agli 11 anni, ma soprattutto alle bambine.


martedì 30 agosto 2016

Trame e opinioni: Fairy Oak. L'incanto del buio di Elisabetta Gnone

Titolo: Fairy Oak. L'incanto del buio
Autore: Elisabetta Gnone
Casa editrice: Salani Editore
Pag.: 357
Costo:  14,90














Trama
Fairy Oak è un antico villaggio incantato, cresciuto attorno a Quercia, il grande albero fatato da cui prende il nome. A Fairy Oak i Magici della luce e del buio hanno stretto alleanza e vivono in armonia con i Nonmagici. Ma il tempo della pace sembra destinato a finire, perché un antico nemico è tornato in cerca di rivincita. Il Signore del Buio vuole governare il mondo nell'oscurità e il suo potere si fa ogni giorno più forte. L'antica alleanza tra Luce e Buio vacilla. Tuttavia un legame appare indissolubile, quello che unisce Vaniglia e Pervinca, le streghe gemelle, uguali e opposte, Luce e Buio nello stesso sangue. Su quel legame il Nemico calerà la sua scure. Saprà resistere Pervinca all'incanto del buio? Da questo dipende la salvezza dei Magici e dei Nonmagici della Valle... Età di lettura: da 10 anni.


Il commento di Manuela

Secondo appuntamento con le streghe gemelle e con il villaggio di Fairy Oak.
In questo secondo libro è descritta la lotta contro il Nemico. E’ presente la paura del Nemico, la si respira attraverso le raccomandazioni alla prudenza che per tutto il racconto si susseguono. Come in tutti i periodi bui, quelli pieni di paure che ci sono nelle storia dell’umanità, anche in questo racconto per bambini hanno un posto rilevante i legami familiari. Diventano importanti i gesti quotidiani, i momenti di condivisione con tutta la famiglia. In questo romanzo tutte le scene di vita domestica sono evidenziate come quando si parla della colazione della domenica.

Dalia l’aveva imbandita con tutto l’amore e la grazia di cui è capace una mamma.

Il romanzo, come il primo libro, è ben scritto, scorrevole e piacevole. Sono posti al centro i sentimenti, i legami familiari e di amicizia. La lotta tra bene e male si riesce quasi a respirare tramite le descrizioni che l’autrice fa delle scene. I capitoli sono brevi, il carattere topografico è di facile leggibilità, la vita dei ragazzi è descritta con precisione e capace di suggestionare il lettore e farlo partecipe. Ogni tanto c’è il capitolo del Libro Antico, che ripercorre la storia del paese di Fairy Oak, un libro che porta le gemelle, Flox e Grisam a conoscere meglio il Nemico, che tutti combattono e di cui tutti hanno paura.
Anche in questo libro bellissime e degne di nota sono le illustrazioni, che ci presentano i quaderni delle due streghe al centro della storia.

Il finale del romanzo lascia una porta aperta al proseguo della storia.
Anche in questo caso devo dire che è un libro molto indicato per i ragazzi, forse più del primo.

Una trilogia Fairy Oak i cui titoli sono:
#1 Il segreto delle gemelle - recensione
#2 L'incanto del buio
#3 Il potere della luce
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