giovedì 28 aprile 2022

Rubriche: Ci provo con... #26

 


Oggi nella rubrica, Ci provo con... vi parlo del libro Dominant di Irene Grazzini.

Ci provo con... è una rubrica che dà spazio alle letture di autori che non abbiamo ancora letto, ideata da Chiara, del blog, La lettrice sulle nuvole, con la collaborazione di Dolci, del blog, Le mie ossessioni librose.

Titolo: Dominant

Autore: Irene Grazzini

Casa editrice: Fanucci

Pag.: 219

Costo: 14,90


Data di pubblicazione: 30 marzo 2017




Claire ha trascorso i suoi primi sedici anni sotto la Cupola, l'enorme barriera alimentata a energia geotermica che protegge la city dall'esterno, il Mondo di Fuori, una landa inospitale e pericolosa sconvolta dalla più violenta glaciazione di cui si abbia memoria. Claire è una Dominante, appartiene cioè a quella razza eletta cui spetta il merito di aver liberato la città dalla minaccia dei Recessivi. Ora il destino ha deciso di sconvolgerle l'esistenza, presentando alla porta del suo Loculo una ragazza sconosciuta, ferita, che ha bisogno di aiuto. Da quel giorno, la vita di Claire si trasforma in una fuga disperata e rocambolesca dai Vigilanti e dai loro terribili robot, i Mastini, perché quella ragazza misteriosa è una Ricessiva, e aiutarla significa commettere il più grave dei reati, quello di alto tradimento. Atraverso un mondo inospitale, reso sterile dal ghiaccio e dall'odio, tra bufere di neve che sferzano enormi città e maestove rovine, Claire scoprirà che il confine tra giusto e sbagliato è più labile di quanto abbia mai creduto.


Dominant è il primo libro di una trilogia distopica.

In questo periodo alterno letture che sono un po' fuori dal mio ordinario per poi tornare a immergermi in quei libri che amo e che non mi deludono quasi mai.

Il distopico è un genere letterario molto particolare, perché si parla di una realtà immaginaria portata all'estremo, a conseguenze che si possono prospettare, ma non è detto che si avverino.

In questo romanzo, la realtà è un mondo che vive una fase che noi chiameremo glaciazione e dove una folta popolazione ha trovato riparo all'interno della Terra e precisamente ha creato un sistema chiamato Cupola e ciò che è esterno è chiamato Mondo di Fuori.
Claire è la protagoinista, è una giovane ragazza in gamba, intelligente e molto ligia al sistema che la Cupola ha organizzato.
Un sistema che non permette sbagli e che ha diviso le persone secondo un criterio genetico che vede da una parte i Dominanti e dell'altra i Recessivi.
Bene, penso sia ben chiaro chi sia uno e chi sia l'altro, ma cosa li distingue: il colore della pelle, degli occhi e dei capelli e così i Dominanti avranno occhi e capelli scuri, i Recessivi occhi e capelli chiari.
In un sistema rigido e basato su regole, i Dominanti eseguono come burattini tutte le istruzioni del loro presidente, vivono in una sorta di "cupola dorata", dove chi è fuori è il nemico che cerca di introdursi nel loro territorio per rubare, ed è proprio in una delle tante incursioni che una Recessiva chiede aiuto a Claire che decide inconsapevole delle conseguenze di proteggerla.

Da questo punto il romanzo si costruisce da solo, pagina dopo pagina scopri la vita dentro e fuori della Cupola, tutti i meccanismi che ci sono dietro e soprattutto cosa ha portato a tutto ciò.

Tempo fa, l'autrice, Irene Grazzini, mi ha dato la possibilità di leggere la sua trilogia, le sono grata, anche se ho cominciato solo ora, ma sono contenta, perché mi ha trasportato in un mondo parallelo, a metà strada tra i reale e l'immaginario.

Claire ha sedici anni, l'impatto con la fuggiasca e la conoscenza del mondo di fuori, la porterà a vedere oltre la Cupola e a capire cosa si celi dietro una storia falsata da un regime che ha creato falsi miti.

Dominant è un romanzo ben scritto, lineare, con buone caratterizzazioni e ottime descrizioni, la Cupola è un sistema di ingranaggi costruito per creare una simulazione della Terra che dopo un evento catastrofico sembra essere tornata al periodo della glaciazione dove invece vivono coloro che non possono accedere perché non hanno le caratteristiche richieste.

Ma cosa si nasconde dietro tutto questo?

Claire scoprirà una rete di menzogne, verità che le sono stare nascoste e in questo sistema così intricato lei avrà modo di scegliere da quale parte stare.

La serie è composta:

#1 Dominant
#2 Recessive
#3 Crossing over



Floriana






giovedì 21 aprile 2022

Rubriche: Questa volta leggo... #15

 


Benvenuti nella rubrica, Questa volta leggo, nata dalla mente di Chiara del blog, La lettrice sulle nuvole, con la collaborazione di Dolci del blog, Le mie ossessioni librose, che hanno pensato di organizzare mensilmente una lettura a tema, questo mese la parola scelta è Scarpa.

Titolo: Gioco senza regole

Autore: Jaci Barton

Casa editrice: Leggereditore

Pag.: 294

Costo: 4,95 cartaceo, 4,99 ebook


Data di pubblicazione: 23 aprile 2015




Gavin le posò le labbra sul collo, e i suoi capelli le sfiorarono la guancia. Liz inalò il suo profumo e si rese conto di non essersi mai trovata così vicina a lui. Odorava di sapone e di tutto quello che aveva sempre sognato. Si aggrappò al piano di granito con tatna forza che le dita le fecero male. Provò a deglutire di nuovo, ma aveva la gola completamente secca. Solo la gola, però. Dalla vita in giù era pronta ad accoglierlo e a ottenere ciò su cui aveva fantasticato negli ultimi cinque anni. 

"Gavin" sussurrò.

"Toccami, Elizabeth" mormorò lui, passandole la lingua sul collo. 

"Accarezzami e dimmi che è questo ciò che vuoi."

Accidenti a lui. Come faceva a non prendere quello che lei stessa voleva?Ma quella notte sarebbe cambiato tutto tra loro. E l'avrebbe perso come cliente. Gavin l'attirò a sé, e lei si sciolse. Gli avvolse le braccia intorno al collo e gli affondò le mani nei capelli. Quando li tirò per fargli alzare la testa, vide nei suoi occhi lo stesso desiderio che provava per lui.


Ennesima serie che si è persa nei meandri di scelte editoriali discutibili.

Gioco senza regole è il secondo romanzo della serie Play by Play di Jaci Burton, serie che si ferma proprio qui e che non è stata ripresa dal lontano 2015, a oggi conclusasi nel 2018 con la pubblicazione in America di 14 libri.

Prima di cominciare la mia recensione sono andata a rileggermi quella scritta nel 2014, quando ho letto il primo libro della serie, Il gioco perfetto, per capire se le mie impressioni fossero le stesse di otto anni fa. Ebbene non è cambiato di una vigola.

In Gioco senza regole cambiano i personaggi ma non la sostanza che è sempre la stessa, sesso, sesso, sesso, tanto sesso a volontà...

Penso che sia una fortuna non aver proseguito la serie, io sicuramente mi fermo qui.

Protagonisti sono Gavin, fratello di Micky, e Liz, manager inizialmente di entrambi i fratelli, ma dopo un errore commesso dalla stessa, è stata abbandonata dal fratello maggiore, tantoché teme che anche il giovane Gavin sia in procinto di lasciarla.

La storia riprende da dove era stata interrotta, certo a distanza di tempo, ricordare tutti i passaggi non è stato facile, ma rileggendo la recensione precedente, un paio di cose mi sono tornate in mente.

In questo secondo romanzo ci si ritrova a paragonare i due fratelli, diversi per tante cose, il modo di affrontare i problemi o di fuggire davanti a questi, e qui Gavin non eccelle per niente, anzi è un insicuro, in costante lotta con se stesso e ciò di cui è stato capace di costruire il fratello, una costante che a volte è risultata pesante.

Liz, invece, è stata una scoperta, donna d'affari, sempre impeccabile nei suoi tailleur e tacchi a spillo, con Gavin seppur mantenendo una certa distanza per timore di cadere in un baratro senza uscita, per i suoi sentimenti ben nascosti, abbandona la sua confort zone per scoprirsi una donna dalle mille risorse e idee.

Sinceramente il libro non è male, ben scritto, una buona analisi dei personaggi e dei loro sentimenti, vengono riprese anche le problematiche che hanno visto scontrarsi Liz e Micky, però in ogni incontro tra Gavin e la donna, si finisce "a tarallucci e vino", se si fossero limitate tutte "le scopate" probabilmente il romanzo sarebbe stato meno noioso e più coinvolgente.

Ancora un'altra piccola osservazione che naturalmente in questo momento ha poco valore visto che la serie è stata interrotta, la copertina che non rispecchia per niente quelle americane che sono molto goduriose.




Floriana


Molto bello invece è il banner che ha creato Dolci...







mercoledì 13 aprile 2022

Rubriche: Tu leggi? Io scelgo! #35

 


Buongiorno lettori, pronti per una nuova lettura nella rubrica, Tu leggi? Io scelgo?, ideata da Chiara del blog, La lettrice sulle nuvole.

In cosa consiste questa rubrica che naturalmente è aperta a tutti, se volete partecipare fate un fischio, saremo ben liete di organizzare il tutto, ma torniamo a noi, la scelta avviene attraverso un sorteggio, dove dal blog assegnatoci scegliamo un libro per poterlo leggere e recensire. Il romanzo scelto questa volta è Rovina e Ascesa dal blog di Dolci (recensione)

Titolo: Rovina e Ascesa
Autore: Leigh Bardugo
Casa editrice: Mondadori
Pag.: 288
Costo: 18,90 cartaceo, 9,99 ebook


Data di pubblicazione: 30 marzo 2021











"Disprezza il tuo cuore."
Era quello che volevo. Non volevo più essere in lutto, soffrire per qualche perdita o per i sensi di colpa, o per la preoccupazione. Volevo essere dura, calcolatrice. Volevo essere impavida. Fino a poco prima mi era sembrato possibile. Ora ne ero meno sicura. L'Oscuro ha ormai esteso il suo dominio su Ravka grazie al suo esercito di creature mostruose. Per completare i suoi piani, gli manca solo avere nuovamente al suo fianco Alina, la sua Evocaluce. La giovane Grisha, ance se indebolita e costretta ad accettare la protezione dell'Apparat e di fanatici che la venerano come una Santa, non ha perso però le speranze: non tutto è perduto, sempre che un certo principe, sfacciato e fuorilegge, sia sopravvissuto, e che lei riesca a trovare la leggendaria creatura alata di Morozova, la chiave per liberare l'unico potere in grado di sconfiggere l'Oscuro e distruggere la Faglia. Per riuscirci, la potente Grisha dovrà tessere nuove alleanze e mettere da parte le vecchie rivalità. Nel farlo, verrà a conoscenza di alcuni segreti del passato dell'Oscuro che getteranno finalmente luce sulla natura del legame che li unisce e del potere che l'uomo esercita su di lei. Con una nuova guerra alle porte, Alina si avvia verso il compimento del proprio destino, consapevole che opporsi all'ondata di crescente oscurità che lambisce il suo paese potrebbe costarle proprio quel futuro per cui combatte da sempre.




Frammenti di teoria Grisha mi riempirono la testa.
Odinakovost. Ciò che rendeva una cosa uguale a ogni altra.
Etovost. Ciò che la rendeva diversa da ogni altra.
Era tutto confuso.
Ma le parole che mi tornarono con più forza furono quelle scarabocchiate febbrilmente da Morozova: "Non siamo noi tutte le cose?".

Atto finale di una serie che non mi è dispiaciuta. Il fantasy è un genere un po' lontano dalla mia confort zone, però quando trovo qualcosa che mi attrae e coinvolge come questa serie, non desisto a pensare di leggere altro.
Alina e altri Grisha, insieme con l'inseparabile "amico" Mal è nascosta nelle viscere della terra, sede indiscussa dell'Apparat che la protegge in una forzata convalescenza.
Il terzo amplificatore non sono ancora riusciti a trovarlo e quando ricominciano la ricerca scoprono un paesaggio nuovo, un posto dove la vita è fuggita e tutto ciò che resta è solo cenere.
Alina sente su di sè il pesante compito, un macigno che le grava sulle spalle, perché deve fare delle scelte che non vuole fare, e la più importante è quella di lasciare Mal.
L'Oscuro con forza cerca di attirare nella sua rete la ragazza, ma lei riesce a sfuggirgli.
Si avvicina la fatidica guerra che vedrà l'Oscuro combattere, alla ricerca di quel potere che solo la giovane Evocaluce può dargli...
Rovina e ascesa è l'ultimo libro di una serie che ho cominciato a leggere per caso, ma che mi ha dato modo di conoscere una nuova autrice, il mondo da lei costruito si alterna tra le brutture di montagne aride, territori arsi e alberi che sembrano soldati in fila pronti al combattimento a serre con germogli profumati, piccoli mondi creati per accrescere le contraddizioni di popoli e uomini che combattono non per sopravvivere ma per aumentare il proprio potere.
Ho più volte detto che la Bardugo è molto brava a caratterizzare i suoi personaggi, qui mi sono piaciute anche le descrizioni dei luoghi, che attraverso gli occhi dei protagonisti sembrano immensi, fanno paura o meraviglia, un contrapporsi di buio e luce, laddove è la stessa Alina a incarnarli.
Il finale è stato sorprendende, uno di quei finali che non ti aspetti, perché non pensi che chi ami possa sparire e chi non sopprti possa rimanere.

Forse l'amore era una superstizione, una preghiera che recitavamo per tenere lontana l'inesorabile solitudine.
Inclinai indietro la testa.
Le stelle sembravano vicine tra loro, ma in realtà erano a milioni di chilometri di distanza l'una dall'altra.
Forse amare significava solo avere nostalgia di qualcosa di impossibilmente luminoso e per sempre inafferrabile.

Vi ricordo che la serie è composta da tre romanzi, più due spin off.

The Shadow and Bone Trilogy o GrishaVerse

#0,5 The Demon in the Wood
#1 Shadow and Bone - Tenebre e Ossa -recensione
#1,5 The Tailor
#2 Siege and Storm - Assedio e Tempesta - recensione
#3 Ruin and Rising - Rovina e Ascesa




Floriana




giovedì 24 marzo 2022

Rubriche: Tu leggi? Io scelgo! #34

 


Buongiorno lettori, pronti per una nuova lettura nella rubrica, Tu leggi? Io scelgo?, ideata da Chiara del blog, La lettrice sulle nuvole.

In cosa consiste questa rubrica che naturalmente è aperta a tutti, se volete partecipare fate un fischio, saremo ben liete di organizzare il tutto, ma torniamo a noi, la scelta avviene attraverso un sorteggio, dove dal blog assegnatoci scegliamo un libro per poterlo leggere e recensire. Il romanzo scelto questa volta è Con te fino alla fine del mondo dal blog  Il mondo di Krapfy

Titolo: Con te fino alla fine del mondo
Autore: Nicolas Barreau
Casa editrice: Universale Economica Feltrinelli
Pag.: 180
Costo: 8,50 cartaceo

Data di pubblicazione: 9 ottobre 2013












"Mon cher Monsieur, vi starete chiedendo chi è che vi scrive. Non ve lo dirò. Non ancora. Rispondetemi, e provate a scoprirlo. Forse vi aspetta un'avventura che farà di voi l'uomo più felice di Parigi. La Principessa" Così comincia la lettera che stravolgerà la vita di Jean-Luc Champollion, l'affascinante proprietario di una galleria di successo in rue de Seine. Molto sensibile al fascino delle donne, che lo ricambiano volentieri, Jean-Luc vive in uno dei quartieri più alla moda di Parigi, in perfetta armonia con il suo fedele dalmata Cézanne. Tutto procede al meglio, tra vernissage, allegri ritrovi con gli amici nei café di Saint-Germain-des-Prés e romantiche passeggiate au clair de lune lungo la Senna. Finché, una mattina, Jean-Luc scorge qualcosa nella posta: una busta azzurra, scritta a mano. È una lettera d'amore, o meglio, una delle più appassionate dichiarazioni d'amore che lui abbia mai ricevuto, ma non è firmata: la misteriosa autrice, nascosta dietro uno pseudonimo, lo sfida a smascherarla dandogli una serie di indizi. Per quanto perplesso, Jean-Luc sta al gioco. Ma l'impresa non sarà affatto semplice: chi sarà mai la deliziosa impertinente che sembra conoscere così bene le sue abitudini e si diverte a stuzzicarlo? Stregato dalle sue parole, Jean-Luc cercherà di dare un nome a quella donna così intrigante e sfuggente il cui volto gli è del tutto sconosciuto. O forse no?



Mi dispiace ma questo libro non mi è per niente piaciuto.
Ho faticato a entrare nella storia...
Con te fino alla fine del mondo è il primo romanzo che leggo di Barreau, una storia che per molti aspetti potrebbe essere incantevole, con quel velo di mistero che si cela dietro l'enigmatica figura della Principessa, ma che io non ho apprezzato.
Jean-Luc è un gallerista, ama l'arte in tutti i suoi aspetti, vive assaparando ciò che la vita gli offre, donne, buona cucina, amici, serate in compagnia, insomma non si fa mancare nulla, e come potrebbe, tra l'altro è single!
Le cose però cambiano quando inaspettatamente gli giunge una lettera

Quella che tenevo tra le mani tremanti era una bellissima lettera d'amore.
Era diretta a me, non c'era dubbio.
Sembrava arrivare direttamente dal Diciottesimo secolo.

Jean-Luc è incuriosito e soprattutto meravigliato, mai si sarebbe aspettato di ricevere una lettera vergata in una grafia elegante, con parole che in pochi utilizzerebbero per esprimere dolci sentimenti d'amore.
Ecco, fin qui la storia non mi ha sconvolta però era comunque una bella storia, le cose sono cambiate quando lo scambio epistolare (ho sperato in questo) non è avvenuto secondo i canoni classici della lettera scritta a mano, ma attraverso il fantastico pc, non mi è piaicuto per nulla.
Non sono una grande amante dei romanzi scritti attraverso scambi di email, per quanto l'autore non usi questa forma in tutto il libro, per fortuna.
Certo, incuriosisce voler conoscere chi si celi dietro La Principessa, però non sono riuscita a entrare in empatia con il protagonista.

L'arte di sedurre una donna consiste essenzialmente nel non accettare un no, non abbassare mai la guardia e corteggiarla come fosse una regina.
In questo senso, ogni donna è una principessa, ormai l'avevo capito.
Ognuna è un piccolo miracolo e ognuna ha le proprie fissazioni, che è meglio assecondare.



Floriana



lunedì 21 marzo 2022

Rubriche: Questa volta leggo... #14

 


Benvenuti nella rubrica, 
Questa volta leggo, nata dalla mente di Chiara del blog, La lettrice sulle nuvole, con la collaborazione di Dolci del blog, Le mie ossessioni librose, che hanno pensato di organizzare mensilmente una lettura a tema, questo mese la parola scelta è Fiore.

Titolo: La rosa selvatica

Autore: Jennifer Donnelly

Casa editrice: Sonzogno

Pag.: 588

Costo: 17,00 cartaceo


Data di pubblicazione: 13 febbraio 2013




Londra, 1914. In seguito al tragico incidente sulle vette del Kilimangiaro, l'anticonformista e caparbia scalatrice Willa Alden taglia i ponti con il proprio passato e con Seamus Finnegan, l'uomo che l'ha salvata e che a lei è unito dalla passione per le imprese più estreme. Eroe delle asplorazioni polari, Seamus cerca di rifarsi una vita a Londra, provando a dimenticare quella donna che l'aveva sedotto, mentre Willa si rifugia in un angolo remoto del Nepal da cui contemplare e fotografare le cime dell'Himalaya per la Royal Geographical Society. Finché un evento improvviso la richiama a Londra, una città in fibrillazione per le tensioni che precedono la Prima guerra mondiale, dove Max Von Brandt - l'enigmatico alpinista tedesco conosciuto in Nepal da Willa - è riuscito ad affascinare i salotti dell'élite e a carpire i segreti dei più influenti uomini politici. L'inatteso incontro tra i tre darà inizio a una serie di avventure che li porterà di nuovo a viaggiare, persino in Egitto e Siria al finaco di Lawrence d'Arabia, in un vorticoso succedersi di colpi di scena e sentimenti che intrecceranno sempre più saldamente i loro destini.


Anche in questa rubrica sono alle prese con un romanzo storico, ma con secoli distanti l'uno dall'altro.
La rosa selvatica è il terzo e conclusivo romanzo della serie The tea rose, una trilogia pubblicata dalla Sonzogno nel 2013 e che finalmente porto a compimento io nella mia lettura.
Intano devo precisarvi che tutti e tre i libri si possono leggere singolarmente, le storie narrate seppur legate da legami familiari non influiscono all'interno delle trame.
Il primo libro I giorni del te e delle rose l'ho letto senza recensirlo, mentre il secondo, Come una rosa d'inverno, se vi avrò incuriositi, troverete la mia recensione sul blog.

I protagonisti di questo romanzo sono Willa e Seamus, ma anche questa volta l'autrice non si è fatta mancare nulla e all'interno della storia ha inserito un corollario non indifferente di personaggi che con le loro storie, oltre a incrociarsi, creano la trama corposa e soprattutto avvincente, piena di colpi di scena, affascinante e coinvolgente, in particolare nelle descrizioni di scenari come le alte montagne dell'Himalya o le vaste aree del deserto con le loro dune.

Willa è una giovane donna emancipata, ama viaggiare, scoprire e scovare i più remoti angoli della terra, una passione che coinvolge anche Seamus Finnegan, ed è proprio durante una delle loro scalate che accade l'inevitabile, una caduta che mette a repentaglio la stessa vita di Willa e una scelta da parte di Seamus che cambierà il destino delle loro vite.

La separazione seppur dolorosa, il rimorso e la convinzione di aver fatto il bene e il meglio per Willa, porta Seamus a cercare di dimenticarla, ma il suo cuore va oltre la ragione e quando eventi inaspettati riportano in patria la giovane esploratrice, tutto cambia e soprattutto entrambi scoprono che i sentimenti tra loro non sono mai mutati.

In questo romanzo ancora una volta la Donnelly ha inserito una molteplicità di eventi, innanzitutto il contesto storico, il 1914 è l'anno dello scoppio della Prima guerra mondiale, l'autrice intesse intorno a esso una serie di avvenimenti, come la doppia vita di Max Von Brandt, un giovane tedesco che riesce attraverso intrighi e colpi di scena a raggirare gli inglesi e ancora tornano sulla scena, i protagonisti dei libri precedenti, come Fiona e Sid, entrambi fratelli di Seamus.

Albie lo guardò. "Ho sempre pensato che tu e Willa vi sareste fatti fuori a vicenda. 
Quando eravamo bambini sulla barca di mio padre. 
A Cambridge, quando scalavate le chiese. 
Ci siete andati terribilmente vicini sul Kilimangiaro. 
E poi a Londra ho pensato che lo avreste fatto spezzandovi il cuore a vicenda. 
Potreste ancora farlo. 
Quello che c'è tra voi non è amore.
 Ha quasi distrutto Willa in Africa. 
E poi di nuovo a Londra. 
Probabilmente lei è morta, Seami. 
Io lo so e lo sai anche tu, ma non riesci ad accettarlo. 
E ora vuoi distruggere te stesso con questa missione impossibile. 
Se vieni catturato dal nemico, be', sai cosa succederà..."
 La sua voce si spense gradualmente.
"Albie" rispose Seamie, "non ho scelta. Non lo capisci? Lei è il mio cuore e la mia anima. Esiste una possibilità, per quanto remota, che sia ancora viva, e finché esiste non posso abbandonalra. Non posso."

La guerra è il contesto storico in primis, ma all'interno l'autrice parla anche della famosa influenza spagnola che coinvolge e miete vittime.
Un libro anche questa volta corposo, più di 500 pagine, narrate con dovizia di particolari, di eventi, introducendo anche personaggi che già la storia ci ha riportato nei libri, come Lawrence d'Arabia. 
Una trama che ti incolla ad ogni singola pagina, per le avventure della giovane Willa e del bel Seamus che cercano in tutti i modi di continuare e imperterriti costruire il loro amore in modo disperato e attraente.

La trilogia The tea rose:

#1 I giorni del te e delle rose
#2 Come una rosa d'inverno - recensione
#3 La rosa selvatica 


Floriana




giovedì 17 marzo 2022

Rubriche: L'angolo vintage 2.0 #11

 


Un nuovo libro per questa rubrica, L'angolo vintage, ideata da Chiara de La lettrice sulle nuvole.
La rubrica ha lo scopo di ricordarci che ci sono libri che a volte acquistiamo con grande entusiasmo e poi immancabilmente vengono relegati e surclassati da altri più recenti.
Oggi vi parlo del Il leone di Roma di Adele Vieri Castellano.

Titolo: Il leone di Roma
Autore: Adele Vieri Castellano
Casa editrice: Amazon Publishing
Pag.: 509
Costo: 9,99 cartaceo, 0,00 kindle unlimated, 3,99 ebook

Data di pubblicazione: 26 settembre 2017












Roma, 50 d.C. Massimo Valerio Messalla è nobile di nascita, colto per educazione e guerriero per scelta, ma la sua libertà sta per finire: il padre gli impone di sposarsi, per garantire una discendenza alla stirpe dei Valeri.

Ottavia Lenate è una giovane inquieta e curiosa, appassionata di scienza e astronomia, che desidera la conoscenza, non un marito, specie non uno ruvido e affascinante come Messalla, l'uomo a cui scopre di essere destinata.

Massimo e Ottavia si trovano così forzati in un'unione decisa da altri, finché il Fato non li porterà ad Alessandria d'Egitto. In quella terra arida, sterile come l'anima di Messalla e ricca di tesori nascosti come lo spirito di Ottavia, una terribile minaccia in arrivo dal passato metterà a rischio tutto ciò che Massimo, il leone di Roma, ama e vuole proteggere...


Riprendere in mano serie lasciate tempo fa non è facile, perché ritornare con la memoria ai precedenti, soprattutto quando sono passati diversi anni, ci vuole uno sforzo mnemonico non indifferente.
Ho ripreso in mano un libro di un'autrice che adoro e che tutte le volte non mi delude, quindi quando ho cominciato a leggere Il leone di Roma sono andata sul sicuro.

Messalla e Ottavia sono i protagonisti di questo quarto volume della serie Roma Caput Mundi di Adele Vieri Castellano, al momento risultano essere pubblicati solo sei e non sono a conoscenza di altre stesure, ma torniamo al fantastico mondo di eroi ed eroine romane.

Messalla è un facoltoso uomo che ha scelto la vita militare a quella della quiete romana, in compagnia del suo vigile amico Raganhar è sempre impegnato in campagne che lo portano fuori dai confini e in particolare in Egitto.

Ottavia Lenate è una donna fuori dal comune, in una società patriarcale è costretta a reprimere la voglia di curiosità che è insita nel suo essere.
Una giovane che ama la scienza, la matematica, l'astronomia non è ammissibile, così deve nascondere la propria fame di conoscenza, la voglia di leggere e divorare libri a lei proibiti, ed è proprio in una delle sue uscite, nascoste, che si scontra proprio con Messalla, in una disputa verbale che lascia perplesso lo stesso romano.

Un incontro che non dovrebbe avere futuro, se non fosse per un unico problema, l'anziano padre del giovane ha deciso e stabilito che dovrà sposarsi quanto prima, per poter dare un futuro alla dinastia dei Valeri, ma Massimo non è molto d'accordo, sono altri i suoi progetti, come quello che lo vede coinvolto in campagne militari proprio nella terra che lui ama, l'Egitto.
Anche Ottavia è costretta a sottostare alle decisioni paterne che in accordo con il "vecchio patriarca Messalla", hanno organizzato il matrimonio tra i due giovani.

"Lo so. Ma è dalla paura che prende il coraggio."
Ottavia non avrebbe mai dimenticato quella frase.

Un matrimonio che entrambi non vogliono, Massimo e Ottavia scopriranno una convivenza tacita di accordi e poche parole, ma qualcosa cambia quando Massimo rivede e scopre una Ottavia completamente diversa, più donna, non più la fanciulla acerba, che ha lasciato a Roma ad accudire il vecchio padre e qualcosa scatta e per un uomo che si rifiuta di legarsi e che ha accettato il compromesso non è facile, tantomeno semplice.

Il leone di Roma è un romanzo storico, la ricerca dell'autrice conferma ancora una volta i miei innumerevoli pensieri.
La sapienza di saper mescolare storia e romance, rendere uno storico romanzato leggibile, senza mai appesantirlo è importante per chi si approccia a questo genere letterario, l'autrice sa dosare bene tutti i momenti, da quelli descrittivi a quelli sentimentali senza mai cadere nel finto e nel superficiale.
Sicuramente cercherò di rimediare e di proseguire nella lettura di questa serie che per chi ama la Roma antica sono convinta che ne resterà affascinato.

La serie Roma Caput Mundi è composta da:
#0,1 Roma 39 D.C. Marco Quinto Rufo - recensione
#1 Roma 40 D.C. Destino d'amore - recensione
#2 Roma 42 D.C. Cuore nemico - recensione
#3 Roma 46 D.C Vendetta - recensione
#4 I leone di Roma
#5 Il barbaro di Roma
#6 Figlia di Roma






Floriana



lunedì 28 febbraio 2022

Rubriche: Ci provo con... #25

 


Oggi nella rubrica, Ci provo con... vi parlo del libro I tacchini non ringraziano di Andrea Camilleri.

Ci provo con... è una rubrica che dà spazio alle letture di autori che non abbiamo ancora letto, ideata da Chiara, del blog, La lettrice sulle nuvole, con la collaborazione di Dolci, del blog, Le mie ossessioni librose.

Titolo: I tacchini non ringraziano
Autore: Andrea Camilleri
Casa editrice: Salani
Pag.: 180
Costo: 15,90

Data di pubblicazione: 19 novembre 2018












Lo zoo personale di Andrea Camilleri è fatto di animali e di storie che entreranno nella nostra vita per sempre. Sono ritratti en plein air: impossibile leggerli e vederli senza sentire dentro qualcosa di fortissimo, perché sono pieni di affetto, confondono il confine tra la coscienza umana e quella degli animali e sono sempre a favore di questi ultimi, nel senso di un'armonia della vita solo nel rispetto di tutte le specie viventi. Cani, gatti, cardellini, ma anche volpi, serpenti e tigri sono descritti come portatori di uno spirito ricco di amore e di intelligenza, molto più complesso e profondo di quanto pensiamo: una 'magaria' inesauribile. Ciascuno di loro sembra comprendere la logica degli uomini, che di volta in volta sfrutta a suo favore o prova a sconfiggere con varie strategie, sempre vincenti: dalla dignità dei tacchini al canto riconoscente di un cardellino, dall'astuzia di un lepro alla commovente compostezza di un gatto innamorato, dalla mite bellezza di una capra alla puntualità discreta di un serpente. Allo stesso tempo Camilleri ci ricorda che forse il mondo è diventato troppo brutto perché la bellezza degli animali abbia diritto a esistere. Ogni storia ci lascia con la consapevolezza dolceamara di tutto quello che rischiamo di perdere, ma anche con la quieta fiducia che sia ancora possibile un mondo in cui convivere e rispettarsi, con l'ausilio di un po' di buon senso e di umorismo, un mondo meno prepotente e più meritevole di bellezza. Quella che Paolo Canevari con la grazia e la leggerezza dei suoi animali ha fissato sulla carta, anche lui, per sempre. Età di lettura: da 9 anni.


Ho praticamente guardato tutta la serie Montalbano e tante volte mi sono detta che avrei voluto leggere un libro scritto da Camilleri.

Un paio di anni fa, in un mercatino di provincia, che io adoro, ho trovato questo libro, diciamo che come al solito non ho letto la trama, l'ho acquistato e basta, riponendolo in quella libreria che chiede pietà tutte le volte che appoggio un libro con la convinzione che lo leggerò a breve.

Comunque alla fine il tempo per I tacchini non ringraziano è arrivato, solo che invece che leggere una storia poliziesca, avvincente, seriale, ho letto una storia che parlava di animali, dal punto di vista dell'autore.

I tacchini non ringraziano è un insieme di storie, molte delle quali narrate dalla stesso Camilleri che si racconta, parlando di esperienze giovanili a contatto con la natura, andando a caccia, scoprendo aspetti e storie che ha poi raccontato.
I protagonisti sono gli animali e ce ne sono davvero tanti, e ogni storia viene presentata e illustrata (perché ci sono delle illustrazioni) come se fosse una favola, ma non è una favola perchè non sempre c'è il lieto fine.

Ho scopreto un libro insolito, adatto ai più piccoli, però la penna dello scrittore è stata capace comunque di catturarmi, certo mi sono mancate le sue chiacchiere che un po' annunciano gli eventi, un po' come ci ha abituati tutte le volte che stiamo per guardare uno dei suoi film, come mi è mancato magari un po' di investigazione che tanto mi sarebbe piaciuto leggere.
Pazienza mi rifarò sicuramente in un altro dei suoi libri, solo che la prossima volta leggerò prima la trama e poi magari lo acquisterò.



Floriana



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