lunedì 12 aprile 2021

Rubriche: Tu leggi? Io scelgo! #27

 


Buonasera lettori, pronti per una nuova lettura nella rubrica, Tu leggi? Io scelgo?, ideata da Chiara del blog, La lettrice sulle nuvole, e Rosaria del blog, Niente di personalema da un po' si è anche aggiunta Maria Rosaria del blog Librintavola.

In cosa consiste questa rubrica che naturalmente è aperta a tutti, se volete partecipare fate un fischio, saremo ben liete di organizzare il tutto, ma torniamo a noi, la scelta avviene attraverso un sorteggio, dove dal blog assegnatoci scegliamo un libro per poterlo leggere e recensire. Il romanzo scelto questa volta è Le solite sospettescelto dalle letture del blog,  Il mondo di Krapfy, di Elisa, recensione

Titolo: Le solite sospette
Aautore: John Niven
Casa editrice: Einaudi ET
Pag.: 346
Costo: 11,87 cartaceo

Data di pubblicazione: 12 settembre 2017












Quando Susan - a causa dei vizi nascosti del marito - si ritrova vedova e con la casa pignorata, insieme ad alcune amiche decide di compiere una rapina. Contro ogni probabilità, il colpo va a buon fine, e alle "cattive ragazze" non resta che raggiungere la Costa Azzurra, riciclare il denaro e sparire. Nulla che possa spaventarle, dopo tutto hanno più di un motivo per riuscire nella loro impresa: andare in crociera e fuggire il brodino dell'ospizio.


Le prime parole che mi sono venute in mente quando ho terminato di leggere Le solite sospette, sono state: "ma tu vedi se dovevo innamorarmi della scrittura di Niven! Dov'era scritto?"
Eh sì perché ragazze/i, io ne sono rimasta affascinata.
Il mondo che John Niven descrive è quel mondo che difficilmente riesci a immaginare, perché abbiamo un'idea stereotipata degli "anziani", non me ne vogliano, ma è l'unico termine meno offensivo che mi è venuto in mente, perché per me è la parola "vecchio" che mi risulta brutta.
In effetti quando possiamo dire che una persona è vecchia?
E' una riflessione che nell'ironia del romanzo ho più volte fatto.

Julie guardò l'ottuagenaria semiparalitica, che aveva arruolato insieme a un ottuagenario col girello e la bombola d'ossigeno per fare una rapina a mano armata, scendere la collina.
Si alzò per seguirla e sospirò tra sé e sé. - Io sono davvero fuori di testa - disse.

Susan è una donna che ha vissuto più della metà dei suoi anni accanto a un marito che non le ha mai fatto mancare nulla e quando scopre al momento della morte cosa si celi dietro la sua vita, non sa cosa fare, soprattutto perché la banca vuole toglierle l'unico bene a cui è legata, la casa. La sua migliore amica, Julie ha una vita che non le va giù, non è stata molto fortunata e dopo una serie di fallimenti si è ritrovata a lavorare in un ospizio, dove però trova persone spassose come Ethel, ultra ottantenne con uno spirito da ventenne.
Cos'hanno in comune queste donne? 
E' quello che mi sono domandata tra una risata e l'altra, perché questo libro l'ho adorato dall'inizio alla fine.
Potrebbe sembrare nulla ma sono donne che oltrepassata la soglia over 60 non hanno più uno scopo nella vita ma non è così e da tranquille nonnine si trasformano in impavide rapinatrici.
Non vi racconterò cosa succede, perché con le lacrime agli occhi ancora ora ripenso a questa storia così rocambolesca e davvero assurda.

John Niven con la sua scrittura mi ha completamente spiazzata, aprendo un mondo per me completamente nuovo quello dell'umorismo e dell'ironia, della commedia dell'assurdo, perché attraverso le vicende di queste donne, osservi come la vita non finisce neanche se sei su una sedia a rotelle, perché dalla vita bisogna trarre tutto anche il più piccolo suggerimento che non ti faccia cadere nella monotonia, nella costanza giornaliera che il più delle volte le persone si ritrovano a vivere.
Ecco perché con questo libro lo stereotipo della nonnina è stato completamente scardinato dalle fondamenta creando personaggi forti non solo nell'animo ma anche nel carattere.

Una commedia all'americana che vede l'assurdo insinuarsi in tutti i gesti e le azioni sconsiderate e pazzesche.
Donne che non si sono lasciate coinvolgere dagli eventi, donne che hanno reagito appena gli è stata data l'opportunità.
Direi quasi che questo libro è un inno alla donne alle quali noi abbiamo dato uno status che è quello di "nonne" ma che c'è molto dietro la semplice apparenza.

Niven utilizza inoltre anche un linguaggio forte, soprattutto su personaggi come Ethel che dal pulpito della sua sedia a rotelle riesce a gestire tutte le difficoltà con ironia e sagacia, nonché con un linguaggio a volte anche "scurrile" ma che su di lei le calza a pennello rendendola forte e arguta.

Scoprendo Niven mi sono anche domandata quanto questa letteratura mi piaccia perché a volte anche io mi cullo di ciò che so piacermi senza andare oltre e vi dico che penso proprio che un altro libro qi questo autore lo leggerò!!!


Floriana






giovedì 8 aprile 2021

Rubriche: Cosa segnalo oggi? #119

 

TITOLO: La luce calda del tramonto

SERIE: Trilogia del sogno americano #1

AUTORE: Vanna Costanzo

EDITORE: Words Edizioni

GENERE: Romanzo storico/Narrativa di formazione

FORMATO: Ebook (2,99) - Cartaceo (20,90)

 


 


 Avevo diciassette anni e ricordo tutto,

come se a dividermi da quei momenti ci fosse solo una luna.

Pasadena, 1945 

È un placido pomeriggio d’estate quando il capitano Peter Jones, di ritorno dall’Europa negli Stati Uniti, piomba nella vita della giovane Cindy Harris. Sin da subito, la ragazza avverte insofferenza nei suoi confronti, dettata dal timore che questi possa portarle via l’adorata sorella Alexandra. Ma l’eroe che ha ammaliato l’intera famiglia Harris, è davvero quel che vuole far credere? E perché gli sguardi che le rivolge sono sempre più ambigui? Sarà la scoperta dell’uomo oltre l’uniforme a far vacillare i pregiudizi di Cindy. Quando la ragazza dichiarerà guerra al capitano Jones, si troverà a fronteggiare una battaglia contro sensazioni fino ad allora sconosciute, trascinata in un vortice di sentimenti proibiti e segreti inconfessabili. 

L’AUTRICE

Giovanna “Vanna” Costanzo, classe 1995. Vive a Caserta ed è diplomata in restauro delle opere pittoriche. Ama profondamente tutto ciò che ha a che fare con l’arte (in qualsiasi campo), gli animali, la natura e la Storia. Tenta di convincersi ogni giorno di essere nata nel decennio giusto, ma con scarsi risultati. La luce calda del tramonto, primo volume della Trilogia del Sogno Americano e precedentemente pubblicato in self-publishing su Amazon, segna il suo nuovo esordio per la Words Edizioni.

ESTRATTI

 

1.

Un tempo sono stata molte cose. Un tempo sono stata come te e quel che gli altri credevano che io fossi, ciò che più faceva loro comodo.

Oggi sono solo una donna come tante, nata il giorno 10 di un caldo e assolato martedì aprilino, e ciò che sta per aprirsi davanti ai tuoi occhi è stata l’estate della mia vita, la mia estate del 1945. 

2. Non era stata la bellezza a colpirmi, ma l’atteggiamento spudorato e sicuro di sé nel fronteggiare il mio sguardo. Continuava a fissarmi da sopra la sua spalla ornata della toppa con la stella alata della 4th Air Force. Era appena voltato e, senza aprire bocca o battere ciglio, non trasmetteva alcuna espressività, come una statua di cera piazzata lì di proposito per incutere soggezione.

Il viso liscio e squadrato incorniciava due incredibili occhi cobalto, che quasi parevano cozzare con i lineamenti decisi. Non lo capivo, ma non riuscivo nemmeno a distogliere l’attenzione: c’era qualcosa in quello sguardo che non mi dava tregua, ma non ne restai ammaliata. Mi ricordava uno di quei soldatini di latta fatti con lo stampino con cui mio fratello giocava da piccolo.

Le labbra serrate e il piglio di sufficienza che aveva assunto mi irritarono ancora di più. Che uomo presuntuoso e arrogante sarai mai?

3. «Forse non mi hai sentito bene, ragazzino» con passo pesante si avvicinò a noi. «Ti ho detto di levarle quelle luride mani di dosso!»

A quelle parole ringhiate alternava delle pause minacciose. Avevo intuito che da lì a poco sarebbe scoppiata una rissa.

Stufo di quell’impiccio, Johnny mollò la presa soffocante e si avventò sul suo guastafeste, ma era in netto svantaggio. Forse avrebbe dovuto seguire l’addestramento militare con più serietà, perché il mio miraggio scansò un destro e lo afferrò facendolo ribaltare con un sonoro tonfo. Tenne Johnny bloccato a terra per quasi due minuti, con il braccio tirato dietro la schiena che sembrava sul procinto di slogarsi, finché quell’idiota non supplicò di lasciarlo andare. A malincuore, il campione lo lasciò libero, era stato fin troppo facile, così lasciò fuggire via quel lupacchiotto spelacchiato che era con la coda fra le gambe.         

«Grazie, signor Jones» sospirai, riprendendomi dalla paura. Il cuore mi batteva ancora all’impazzata e non riuscivo a controllare il mio respiro.

«Chiamami solo Peter, altrimenti mi farai sentire vecchio già a ventisette anni» disse sorridendomi.

4. Il Capitano Jones condivideva con pochissimi uomini quella particolare bellezza che era dovuta più al fascino e al portamento che all’aspetto fisico in sé, dovevo dargliene atto. Forse era anche per quello che non riuscivo a nutrire per lui alcuna simpatia: chi lo aveva creato era stato anche fin troppo generoso, e lui doveva esserne conscio. Non si possedevano due occhi come i suoi per non provare il gusto di spezzare cuori con un solo sguardo.

 


mercoledì 7 aprile 2021

Rubriche: Cosa segnalo oggi? #118

 

Titolo: La notte non perdona

Autore: Daniela Grandi

Casa editrice: Sonzogno

Pag.: 272

Costo: 16,00 cartaceo

Data di pubblicazione: 18 marzo 2021





Un incendio devasta l’ultimo piano di una palazzina nel centro di Parma, nella zona del mercato. Nina Mastrantonio, fiera marescialla di origine somala dotata di amore per la giustizia e di una prorompente sensualità, accorre sul posto: c’è un morto, il proprietario di un piccolo negozio di stoffe. Appare ben presto chiaro che non si tratta di un incidente, e il capo di Nina – il vanitoso Cattaneo – comunica di avere già identificato e arrestato il responsabile, un giovane del Ghana che si prostituisce e che frequentava la vittima: il colpevole perfetto. Nina non ha testa per seguire l’indagine, distratta com’è da due preoccupazioni. Perché l’affascinante collega Navarra non torna dalla sua Sicilia? Forse là ha un’altra donna? Niente la manda fuori dai gangheri quanto lo scoprirsi gelosa. Il secondo timore riguarda invece Volkov, l’uomo che l’aveva quasi uccisa e che ora sembra essere tornato in Emilia per vendicarsi di lei. Un giorno, però, presentandosi in questura, la madre del ragazzo ghanese accusato di omicidio riesce a convincere Nina a riaprire il caso. Toccherà a lei – impegnata nella lotta contro i suoi fantasmi interiori e un potente nemico esterno – dipanare a poco a poco il filo che dal delitto del mercato conduce fino a una ricca famiglia della città emiliana, a una villa signorile e a un segreto antico, rimasto custodito per troppi anni.

Titolo: La coppa dell'amore

Autore: Winston Graham

Pag.: 544

Costo: 18,00 cartaceo

Data di pubblicazione: 8 aprile 2021






Cornovaglia, 1813. Una coppa d’argento giace abbandonata in una grotta, insieme ad altri oggetti rubati. Porta incisa un’iscrizione in latino, amor gignit amorem, “amore genera amore”. È il motto che sembra governare le pagine di questo nuovo episodio della saga, che si apre con il ritorno a casa, dopo lunghi anni di guerra in Europa, di Geoffrey Charles, il cugino di Ross. Per celebrare l’evento Geoffrey organizza una grande festa, che è l’occasione per rivedere in scena i principali personaggi e aprire il sipario sulle loro incandescenti passioni. La turbolenta storia d’amore tra Clowance e Stephen ha di nuovo cambiato rotta, e questa volta conduce i due addirittura al matrimonio, anche se le improvvise ricchezze da lui ottenute con la rapina alla banca di George Warleggan destano più di un sospetto. Jeremy invece continua a venire respinto dall’ambiziosa Cuby Trevanion ed è colto dalla disperazione quando si sparge la voce che la sua amata sta per sposare il cinico e affascinante Valentine Warleggan. Intanto nelle trame sentimentali si inseriscono altre figure, come la solitaria Selina Pope, da poco rimasta vedova in circostanze oscure. Ma anche nelle vite, apparentemente tranquille, di Ross e Demelza stanno per intervenire grandi cambiamenti.

Titolo: Un bacio inatteso

Autore: Kathleen Woodiwiss

Pag.: 160

Costo: 16,00 cartaceo

Data di pubblicazione: 4 marzo 2021






Charleston, Carolina del Sud, 1801. Jeff Birmingham è lo scapolo più affascinante e ambito della città, ma nessuna ragazza è ancora riuscita a conquistare il suo cuore. Finché si imbatte in Raelynn Barrett, una cascata di capelli ramati e vividi occhi celesti, che lo travolge nel tentativo di sfuggire a un ingiusto destino. A Jeff basta uno sguardo per capire che ha finalmente incontrato la donna della sua vita. Gli basta un bacio per innamorarsi e decidere che sarebbe disposto a fare qualsiasi cosa pur di averla al suo fianco. Ma Cooper Frye, lo zio di Raelynn, e Gustav Fridrich, un tedesco senza scrupoli coinvolto in loschi affari, metteranno presto alla prova la forza del loro amore...Kathleen E. Woodiwiss è stata una delle più amate scrittrici romantiche di tutti i tempi.
Il suo stile ammaliante e raffinato, le suggestive ricostruzioni storiche, l’appassionante mix di avventura e sensualità hanno conquistato milioni di lettrici nel mondo. Un bacio inatteso è l’unico libro ancora inedito in Italia, una preziosa riscoperta per apprezzare la maestria dell’autrice e vivere il primo, magico incontro tra Raelynn e Jeff, i protagonisti della fortunata saga dei Birmingham.


martedì 6 aprile 2021

Trame e opinioni: La felicità è un tè con te di Mamen Sanchez

 

Titolo: La felicità è un tè con te

Autore: Mamen Sanchez

Casa editrice: Sperilng & Kupfer

Pag.: 280

Costo: 17,90 cartaceo

Data di pubblicazione 2 luglio 2019





Il giovane Atticus Craftsman, rampollo di una delle più importanti famiglie dell'industria editoriale inglese, è sparito. Suo padre lo aveva inviato in Spagna per rimediare alle perdite rovinose che la rivista "Librarte" stava causando al gruppo. Ma, a pochi giorni dal suo arrivo a Madrid, armato dell'inseparabile bollitore elettrico e ingenti quantità di tè, rigorosamente Earl Grey, di Atticus si è persa ogni traccia. Le ultime ad averlo visto in carne e ossa sono proprio le cinque donne impiegate nella rivista: la saggia e solitaria Berta, la dolce Gaby, la malinconica Asunción, l'irrequieta María e la bella Soleá. Su di loro comincia a indagare l'impacciato ispettore Manchego, che si trova costretto a fare i conti con cinque sospettate così diverse tra loro, ma disposte a far qualsiasi cosa pur di salvare il proprio posto di lavoro. Tra risate, azione e colpi di scena, il destino della rivista "Librarte" e delle sue cinque impiegate sarà quindi legato a doppio filo con quello del giovane Atticus. Un intricato garbuglio che attraverserà le strette vie di Madrid per arrivare giù fino al cuore bohémien dell'Andalusia, e che potrà risolversi solo grazie all'amore, all'amicizia e... al buon vecchio Hemingway.


Atticus Craftsman è il figlio di un imprenditore inglese di una grande casa editoriale. Deve trasferirsi per un breve periodo a Madrid, perché la filiale Librarte non sta dando alcun frutto, anzi è in perdita ed è stato deciso di chiuderla. Atticus fa conoscenza con le 5 impiegate e rimane stregato da una in particolare, Soleà di origini gitane. Dopo pochi giorni parte con lei e va in un paese vicino a Granada dove vive la famiglia della ragazza, alla ricerca di poesie nascoste in un baule della nonna, attribuite a Garcia Lorca. Passano mesi e i genitori di Atticus arrivano a Madrid credendo che il loro figlio sia stato rapito non avendo più ricevuto notizie dallo stesso. Ci sono varie vicende che creano confusione e momenti tragicomici e alla fine tutto si risolverà.

 

A dire il vero il libro non mi è piaciuto per niente. Nella sinossi si accenna che la storia sia divertente, ma per me non lo è stata. Tantissimi personaggi, tutti molto strani e collegati tra loro in modo quasi surreale. Ciò che mi ha colpito è che i caratteri di tutti mi hanno infastidito, non ho trovato in nessuno di loro qualcosa che mi abbia colpito in modo positivo, tranne la nonna di Soleà, per il resto è stata una grande delusione. Le ultime frasi del libro mi hanno lasciato di stucco, perché non ho capito se abbiano voluto dire la verità o se la verità stessa è nascosta nelle parole che non ho afferrato per niente.




Iaia

sabato 3 aprile 2021

Review Party: Motion. Il moto dei cuori di Penny Reid

 


Ed eccomi qui...

Oggi il review party è dedicato al romanzo Motion. Il moto dei cuori di Penny Reid, pubblicato dalla CE, Always Publishing che ringrazio per la copia digitale e naturalmente per la partecipazione all'evento.

Titolo: Motion. Il moto dei cuori

Autore: Penny Reid

Casa editrice: Always Publishing

Pag.: 256

Costo: 13,20 cartaceo, 4,99 ebook

Data di pubblicazione: 1 aprile 2021





Mona DaVinci è una giovane promessa della fisica. La ricerca è la sua vita, nulla può distoglierla dai propri obiettivi. Quando ci si diploma a quindici anni e si inizia un dottorato di ricerca a diciannove, infatti, non si ha tempo per distrazioni. Mona ne è consapevole, per questo anche il divertimento per lei è programmato. La sua gemella Lisa, però, non sembra pensarla così. Più vicina allo stile di vita dei loro genitori, due super celebrità, con i suoi colpi di testa lei offre di continuo materiale ai tabloid. La sua ultima bravata, tuttavia, le è costata la prigione e adesso Mona è costretta ad impersonare Lisa per nascondere ai genitori l'arresto della sua gemella. Ritornare nella casa di famiglia per una sola settimana non le sembra un compito troppo difficile, finché non scopre di doverla condividere con un guardiano: il migliore amico di suo fratello, Abram. Abram è un aspirante musicista di talento che stabilisce da solo le sue regole, senza programmi e pianificazioni. Dovrebbe rappresentare tutto ciò che Mona detesta, eppure lei se ne sente attratta da subito. La chimica tra loro è esplosiva. Nonostante Abram non conosca la verità sullo scambio, Mona per la prima volta inizia a considerare l'idea di abbandonarsi alle proprie irrazionali emozioni senza rimpianto, anche a costo di menzogne e sotterfugi. Le bugie, però, aleggiano sulla sua testa come una minaccia, una bomba ad orologeria pronta ad esplodere. La rivelazione della vera identità di Mona la unirà ad Abram ancora di più o ferirà in maniera irrevocabile l'unico ragazzo che abbia mai toccato il suo cuore?


Conclusione: DEVIA I PENSIERI

Mona DaVinci è figlia d'arte, i suoi genitori sono due personaggi molto famosi, ha una sorella gemella Lisa e un fratello Leonardo, fin qui nulla di strano, se non il notare che i ragazzi hanno: uno il nome del più famoso pittore italiano, le due sorelle dell'opera più enigmatica che esista fra le tante nel nostro mondo, in più se ci mettiamo anche il cognome, siamo "apposto".
Mona ama la fisica, ama la quantistica, il suo ambiente più congeniale è una università, un ambiente accademico ed è circondata da persone con un quoziente intellettivo molto alto, del resto anche lei è molto intelligente, ma Mona è anche ordinaria, non ama mettersi in mostra, non ama essere al centro dell'attenzione, rifugge tutto ciò che luccica, tutto ciò che estroso, mondano, l'esatto contrario di Lisa che invece, non lesina a farsi notare, il problema è che però ama anche mettersi nei guai ed è proprio in uno di questi casi che chiede aiuto a Mona.
Essere Lisa, ecco quello che deve fare, per una settimana dovrà impersonare sua sorella, identiche come due gocce d'acqua il problema non dovrebbe sussistere, ma invece c'è, perché non è tanto la somiglianza quanto il modo di fare e di essere che metterebbe nei guai sia una che l'altra.
Un altro problema è che Mona/Lisa dovrà vivere a stretto contatto con Abram, migliore amico di Leonardo, una convivenza particolare e pericolosa, perché Abram sarà rigido ma ha anche un fisco da sballo e uno sguardo da mozzare il fiato.
Motion. Il moto dei cuori è stata una lettura che mi ha scaraventato contro una poltrona e da lì non mi sono mossa finchè il libro non l'ho terminato, perché i moti del cuore, insieme ai sussulti, alle "parolacce" e a tante paturnie li ho provati in prima persona. 
Mamma mia!!!!
Quanto ho sofferto, quanto ho pregato per vedere almeno un bacio, non provavo questa sensazione da moltissimo tempo, il libro ha creato intorno a se un'aspettativa e una intensità di emozioni che mi ha travolta.
Mi è piaciuto tantissimo, mi ha emozionato, anche perché l'autrice ha caratterizzato i personaggi in modo meraviglioso, Abram è stata una vera scoperta, un crescendo di pagina in pagina, mentre Mona è descritta in modo impeccabile, riesci a vederla sia quando impersona se stessa che quando è sua sorella.
Non conoscevo l'autrice e sono contenta di aver avuto modo di leggerla.
Un romanzo ironico ma è molto preponderante l'aspetto passionale del vorrei ma non posso, e cosa accadrebbe se Mona si lasciasse andare?

Desideravo una situazione del genere da morire, da morire.
Se il desiderio fosse stato un mezzo per viaggiare tra le dimensioni, sicuramente il mio ci avrebbe trasportato lì.
Ma il divario tra il volere e il reale era vasto tanto quanto l'abisso tra il volere e il fare.

Scritto con un unico punto di vista quello di Mona mi è mancato capire cosa invece provi realmente Abram, così enigmatico, così sicuro di sè ma anche ligio ai doveri come controllare Lisa, ma qualcosa va storto perché l'attrazione tra i due è palpabile, la senti e vorresti anche vederla...
Purtroppo non sarà così perché il finale è completamente aperto, e io odio i finali aperti no anzi apertissimi, per fortuna a breve leggeremo il secondo...
Devo dire che la serie è abbastanza articolata, come ben sapete mi affido a Goodreads quando devo scoprire novità sui libri che andrò a leggere, soprattutto perché se sono infiniti si corre il rischio di non vedere mai la fine, comunque non credo sia questo il caso e mi spiego subito.
La serie Le leggi della fisica è composta da tre libri che insieme ad Elements of Chemistry e Fundamentals of Biology sono parte integrante di un'unica serie: Hypothesis. 
In totale abbiamo 12 libri.

Le leggi della fisica:
#1  Motion. Il moto dei cuori
#2  Space
#3  Time


Floriana
 

venerdì 2 aprile 2021

Trame e opinioni: Le ricamatrici della regina di Jennifer Robson

Titolo: Le ricamatrici della Regina
Autore:  Jennifer Robson
Casa editrice: HarperCollins Italia
Pag.: 413
Costo: 9,90 cartaceo
Data di pubblicazione: 20 agosto 2020 ed. tascabile













Mentre osserva affascinata i deliziosi fiori ricamati a mano che la nonna le ha lasciato in eredità, Heather Mackenzie si rende conto che sono identici a quelli dello straordinario abito che la regina Elisabetta II aveva indossato quasi settant'anni prima, il giorno in cui, ancora principessa, era andata in sposa a Filippo Mountbatten. Le sono arrivati in una vecchia scatola che contiene anche una fotografia di nonna Ann insieme a Miriam Dassin, una famosa artista sopravvissuta all'Olocausto. Ma che legame c'è tra le due donne? Come mai si conoscevano? E da dove arrivano quei preziosi ricami? Incuriosita, Heather parte per Londra decisa a far luce sui segreti che circondano il passato della nonna. Quella che a poco a poco emerge dalle pieghe del tempo è la storia di due giovani ricamatrici che lavorano insieme presso la celebre casa di moda di Norman Hartnell a Mayfair. Ann è una ragazza inglese della classe operaia, Miriam, un'immigrata francese sfuggita ai nazisti e appena arrivata da Parigi. E proprio a loro, che sono diventate prima coinquiline e poi amiche, viene offerta un'opportunità a dir poco straordinaria: realizzare lo squisito e complicatissimo ricamo che ornerà l'abito da sposa della futura regina d'Inghilterra. Lo stesso ricamo che, dopo aver attraversato il tempo e l'oceano, sta per condurre Heather incontro al proprio destino.



Heather MacKenzie ha tra le mani una scatola con sopra scritto "Per Heather" ricevuta dalla nonna, Ann Hughes, mancata da poco. All'interno ci sono dei quadrati di stoffa ricamati in modo meraviglioso che raffigurano dei fiori che fanno scattare nella ragazza il ricordo di averli già visti. I ricami sono uguali a quelli del vestito da sposa della Regina Elisabetta, quando si celebrò il matrimonio nel 1947. All'interno della scatola ci sono anche delle foto dove c'è la nonna insieme ad altre ragazze, tra cui Miriam Dessin, oggi popolare artista, che lavoravano presso l'atelier Hartnell a Londra. Decide di partire dal Canada e di andare in Inghilterra a scoprire la giovinezza di Ann. Qui verrà a conoscenza della vita della sua congiunta e della profonda amicizia che la legava a Miriam e fa conoscenza anche con il nipote di quest'ultima.

Il libro si svolge in due periodi: il 1947 e il 2016.

I capitoli che interessano il dopoguerra riguardano la storia delle giovani Ann e Miriam ricca di vicende che parlano del loro lavoro di ricamatrici, delle soddisfazioni che ne hanno tratto, specialmente col vestito da sposa della regina Elisabetta e delle conoscenze con due uomini che hanno cambiato la vita alle due ragazze. I capitoli, invece, del 2016 sono rivolti a Heather e alle ricerche di quest'ultima sulla vita della nonna.

 

Il libro mi è piaciuto molto, anche se velato di malinconia per la storia di Ann e Miriam, ma comunque molto affascinante. Scritto bene, la storia si legge con facilità, nonostante i problemi che Ann e Miriam hanno dovuto superare. L'atelier Hartnell è davvero esistito ed è proprio in questa prestigiosa sartoria che si è creato il vestito da sposa indossato dalla Regina Elisabetta.

Lo consiglio


Iaia

 


giovedì 1 aprile 2021

Review Party: Le campane di San Pietroburgo di Jessica Marchionne

 


Buondì lettori, oggi sul blog un nuovo review party.

Il romanzo è Le campane di San Pietroburgo di Jessica Marchionne edito Words Edizioni che ringrazio per la copia in digitale e l'organizzatrice dell'evento Emy Rose.

Titolo: Le campane di San Pietroburgo

Autore: Jessica Marchionne

Casa editrice: Words Edizioni

Pag.: 169

Costo: 0,00 kindle unlimated, 2,99 ebook

Data di pubblicazione: 21 febbraio 2021





Viktor è solo un bambino quando riceve in dono dal fratello Ivan un diario, a suo dire, capace di realizzare tutto quello che vi viene scritto: è così che esprime il desiderio di diventare Zar. Ma la sua vita, nel pieno della prima grande guerra, è destinata a essere stravolta: viene venduto dal padre a uno strano uomo di nome Gavril, segnato dalla perdita di moglie e figli. Di loro gli resta solo un orologio fermo, che all’improvviso riprende a ticchettare con l'arrivo di Viktor. Quando Palazzo d’Inverno viene attaccato, però, tutto sembra perduto ancora una volta. Anni dopo, Viktor incontrerà Anastasia Romanov, e insieme a lei, dopo essere diventato Zar, riconquisterà la città fino all’avvento di Stalin. Ma ecco che, quando le campane di San Pietroburgo risuoneranno, il diario rivelerà ancora una volta la sua magia. E cosa ne sarà di Gavril, legato a quell’orologio che segna il tempo in bilico tra la vita e la morte? Nella Russia di Lenin e Stalin, della fierezza imperiale dei Romanov, tra la neve, le rose e il sangue "Le campane di San Pietroburgo" mescola realtà e finzione, storia e fantasia, in un intreccio ricco di avvenimenti e colpi di scena.


Protagonista di questo romanzo è la storia romanzata e fantasy, ma pur sempre storia.
Siamo nella Russia al passaggio tra l'ultimo zar Nicola II e l'avvento del terrore di Lenin, Viktor è un bambino che trascorre le proprie giornate guardando attraverso i vetri della sua casa, fantasticando da solo perché per il resto della sua famigla lui non esiste, solo Ivan gli mostra un po' di affetto e lo fa regalandogli un diario, consigliandogli di scrivere la vita che vorrebbe, la vita che sogna e Viktor sogna che un giorno diventerà zar.
Mai sogni e desideri furono così veritieri.
La vita però per Viktor non è quella che lui scrive sul suo diario, la vita è ben altro e in un paese che si appresta a vivere la sua Rivoluzione d'Ottobre, viene abbandonato proprio da coloro che lui chiama famiglia, compreso quel fratello che gli aveva mostrato un barlume di affetto, che gli aveva fatto credere nei sogni con un pizzico di magia.
Adottato da Gavril, Viktor cresce e comincia a capire quali sono i meccanismi della vita reale, di quanta disperazione, morte e poverta si celi dietro le parole di un uomo che mostra il suo vero lato oscuro, tirannico.
E Viktor cresce, consapevole delle scelte che sta facendo...
Le campane di San Pietroburgo è un romanzo che mescola bene i fatti storici che sono alla base della trama, con gli effetti di un fantasy leggero, quello che si aggrappa alla magia buona, al credere che c'è semrpe qualcosa di magico nelle parole di un ragazzino e di un fratello che ti ha donato un libro con tante parole da scriverci dentro, parole che però non devono mai raccontare di dispiaceri come se già anticipasse cosa sarebbe successo.
Questo romanzo però non si ferma a narrarci la vita di Victor, al termine di questo, ti rendi conto che c'è ancora altro da sapere, ed è la vita di Gavril e così l'autrice con un passo indietro torna al passato dell'uomo che ha preso sotto la propria ala Victor.
Un romanzo quindi diviso in due parti, due storie che poi coincidono nell'unicità che è alla base, la Rivoluzione d'Ottobre, con la comparsa di Anastasia Romanov che è parte integrante della storia.
In Le campane di San Pietroburgo si mescolano bene le speranze e i sogni di un bambino con una realtà ben lontana dall'essere felice, una magia si trascina lungo tutta la narrazione che segna avvenimenti che ancora accadranno con un presente molto difficile.
L'autrice ha utilizzato tutti questi temi per costruire una buona storia, con delle buone descrizioni, la neve che incanta è sempre presente, quella neve che rende le immagini più vivide quando si macchia di quel sangue che in troppi hanno versato.



Floriana

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