mercoledì 20 ottobre 2021

Rubriche: Questa volta leggo... #9

 


Benvenuti nella rubrica, Questa volta leggo, nata dalla mente di Chiara del blog, La lettrice sulle nuvole, con la collaborazione di Dolci del blog, Le mie ossessioni librose, che hanno pensato di organizzare mensilmente una lettura a tema, questo mese la parola scelta è Pioggia.


Titolo: Fuori piove, dentro pure. Passo a prenderti?

Autore: Antonio Dikele Distefano

Casa editrice: Mondadori

Collana: Oscar Absolute

Pag.: 184

Costo: 13,00 cartaceo, 4,99 ebook


Data di pubblicazione: 30 giugno 2016


C'è una storia d'amore importante, durata un anno e osteggiata da tutti, il primo grande amore e la sua fine. Perché Antonio è nero e per i genitori di lei il ragazzo sbagliato. E poi c'è la famiglia di Antonio, gli amici, la scuola e altri attimi del cuore. Ci sono incontri, amori, momenti che fanno crescere, istanti indimenticabili. "Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?" è la vita di un ragazzo raccontata di getto, inseguendo le emozioni, passando da un'immagine all'altra. Pagine cariche di sentimento, frasi che colpiscono il cuore e destinate a essere scritte e riscritte. Un racconto fatto di momenti singoli, come singole canzoni, che insieme fanno la playlist di una vita.


Finalmente sono riuscita a terminare un libro, è da circa due settimane che ci provo ma niente, la sera crollo e via parto direttamente per la tangenziale, solo che la mia partenza è per il mondo dei sogni. Tranquilli non ho il blocco del lettore ma i nuovi impegni con la scuola non mi hanno permesso di organizzarmi al meglio, ma ce la faremo!!!

E ora eccomi qui a parlarvi di un nuovo libro, intanto il tema scelto questa volta è la pioggia, una parola che mi ha mandato letteralmente in crisi, perché non avevo nulla che potesse aiutarmi, però come spesso accade, basta cercare tra le migliaia di libri che sicuramente qualcosa esce, e così è stato. Ho trovato Fuori piove, dentro pure. Passo a prenderti? nascosto tra i file che avevo sul mio vecchio kobo e ho cominciato a leggerlo immediatamente...

Ora i miei puntini di sospensione intendono dirvi che anche questa volta il libro scelto non mi è piaciuto, in questo periodo non sono molto fortunata.

Cosa non mi è piaciuto? Un po' tutto. Lo schema del libro, il racconto, la storia che non ha ne capo ne coda, eppure leggendo qua e là, sembra essere un libro bello, ben scritto. In effetti non è scritto male, il problema è il modo in cui è stato scrittto.

Antonio è il protagonista di questo romanzo, nonché l'autore stesso del libro. E' un racconto di esperienze vissute, e Antonio narra della sua vita, delle difficoltà di una famiglia che dall'Angola è fuggita rinunciando a una vita per cominciarne un'altra con moltissime difficoltà, in primis il non riconoscimento di quello che si era in un altro paese, l'adeguarsi a essere diversi. 

Antonio è un ragazzo di colore, un ragazzo che sente il bisogno di raccontarsi e lo fa proprio attraverso questo romanzo, narrando le sue esperienze intervallate da inserimenti di titoli di canzoni, creando una playlist, parla del suo rapporto con una ragazza che ha sperato potesse essere l'amore della sua vita ma che le tante differenze li hanno allontanti, descrive anche esperienze di altre persone.

Il libro è uno sfogo, sembra scritto di getto, senza pause, un insieme di riflessioni del protagonista sulla sua vita, su quella di chi gli sta vicino e delle storie che gli vengono raccontate.

Non ho amato questo tipo di narrazione, anche se il romanzo per quello che narra è bello, per i racconti di vita che ci sono.


Floriana


I blog che partecipano alla rubrica:



lunedì 11 ottobre 2021

Trame e opinioni: Il giardino dei delitti di Stuart MacBride

 

Titolo: Il giardino dei delitti

Autore: Stuart MacBride

Casa editrice: Newton Compton Editori

Pag.: /

Costo: 9,90 cartaceo, 4,99 ebook


Data di pubblicazione: 1 luglio 2021




Mentre una violenta tempesta si abbatte sulla costa scozzese, la casa di Gordon Smith precipita nel Mare del Nord.  Ed è così che il promontorio fatiscente rivela ciò che l'uomo ha sepolto per anni nel suo giardino: resti umani. Con la tempesta ancora in corso, è troppo pericoloso recuperare i corpi e le onde stanno divorando tutte le prove. Il che significa che nessuno sa quante persone Smith abbia ucciso e quante altre ne ucciderà se non verrà trovato e fermato al più presto. I media sono a caccia di scoop, le istituzioni fanno pressioni sui vertici della polizia perché il caso venga chiuso al più presto e i pezzi grossi cercano un capro espiatorio, ma l'ex ispettore investigativo Ash Henderson non ha più a da perdere ed è deciso a smettere di giocare secondo le regole. Questa volta farà a modo suo. Ha un assassino da catturare, e che Dio aiuti chiunque si metta sulla sua strada.

A seguito di una tempesta che si abbatte in un paese scozzese che si affaccia sul Mare del Nord, si scopre che nel giardino di una casa erano sepolti moltissimi corpi, ora spazzati via dal mare. Così cominciano le indagini che non sono affatto semplici, anche perché il proprietario di quella abitazione è introvabile e la polizia sa che il serial killer è proprio lui visto che hanno trovato nella cantina foto delle vittime. Nello stesso tempo si sta conducendo un altro tipo di indagine. 

Si va alla ricerca dell'assassino che ha ucciso quattro bambini.

Un ex ispettore investigativo, Ash Henderson, collabora con la polizia e durante le varie ricerche mette in pericolo la propria vita. Alla fine si troveranno i colpevoli.

Un thriller molto lungo e per una buona prima parte abbastanza lento e fermo perché lo scrittore cerca di spiegare chi sia il protagonista, mette dei punti in risalto per fare entrare il lettore nella testa dei vari personaggi, ma la trama, secondo me, trova difficoltà a partire. Henderson rischia la vita per un paio di volte, e ciò l'ho trovato eccessivo, in quanto sin dalla prima volta è stato ferito gravemente, ma nonostante tutto l'ex ispettore combatte con caparbietà e stoicismo tanto da far pensare che abbia dei super poteri, visto quello che gli è capitato. 

Quando alla fine tutto si conclude, non ho trovato spiegazioni e soluzioni che abbiano dato soddisfazione a chi legge. 

L'epilogo è stato veloce, tranne per l'assassino dei bambini, e la parte psicologica del serial killer, il proprietario della casa con giardino dove erano seppelliti parecchi corpi, non è stata toccata. Insomma, un libro di oltre 600 pagine che alla fine mi ha lasciata un po' insoddisfatta. Oltretutto l'autore parla dei vari personaggi in modo piuttosto ambiguo, sembrano tutti poco preparati e, esteriormente, grassi, sporchi e incapaci. Presenta la Scozia allo stesso modo il che mi ha stupito. Se qualcuno legge questo libro sicuramente si fa un'idea di tale paese non certo edificante. All'inizio credevo che questo thriller fosse scritto da un inglese, nonostante il cognome, visto l'antipatia che scorre tra i due popoli, ma MacBride è uno scozzese vero e proprio, ma non capisco perché sia così negativo nei confronti della sua terra.




Iaia

 


giovedì 7 ottobre 2021

Rubriche: Lo scaffale degli incanti

 


Cari lettori, scrivo in anteprima questa mia recensione, alla luce di una notizia che mi ha colpita e meravigliata, ieri è stato consegnato il premio Nobel alla fisica a un italiano, Giorgio Parisi, potreste domandarvi cosa centri, lo scoprirete leggendo la mai opinione. 

Titolo: La formula segreta. Il fantasma di un genio del Novecento

Autore: Sara Rattaro
Casa editrice: Mondadori
Pag.: 141
Costo: 15,00 cartaceo

Data di pubblicazione: 8 settembre 2020










Quanti secondi impiega l'acqua di un lavandino tappato per allagare una scuola?
Prima di una verifica di Matematica, Matteo tenta questo singolare esperimento, che gli costerà una convocazione in presidenza con i genitori. Come suo padre, professore di Fisica all'università, Matteo è appassionato di scienza. Ma non ha ancora scoperto il teorema che possa far tornare insieme mamma e papà.
A una conferenza sente il padre pronunciare il nome di Ettore Majorana, geniale fisico italiano allievo del premio Nobel Enrico Fermi, scomparso misteriosamente dopo essersi imbarcato da Napoli su un piroscafo con un biglietto di sola andata. E proprio alla vigilia della Seconda guerra mondiale e della partecipazione di Fermi al progetto della bomba atomica...
Una nuova rivelazione alla trasmissione "Chi l'ha visto?", secondo cui Majorana si sarebbe trasferito in incognito in Sud America, è l'occasione per Matteo e suo padre di compiere un viaggio insieme, in Venezuela e in Argentina, sulle tracce dello scienziato.
Oscuri indizi, false piste e incontri folgoranti comporranno un rebus mozzafiato, in cui le formule segrete che davvero contano sono quelle della libertà e dei sentimenti.




Ho sempre scritto che i libri di Sara Rattaro sono molto particolari, la sua scrittura, i suoi temi trattati hanno la capacità di coinvolgerti a livello emotivo e quando l'autrice ha pubblicato storie per un pubblico di lettori più giovane ne ho approfittato e ora eccomi qui a parlarvi di La formula segreta. Il fantasma di un genio del Novecento.

Protagonista è il piccolo Matteo, un ragazzino che per passione, per geni paterni è affascinato dalla Fisica, dai suoi concetti, dai suoi problemi. 

I suoi genitori sono da poco separati e lui vive tra una mamma architetto e un padre che insegna fisica all'università, Matteo spesso si chiede perché abbiano deciso di lasciarsi senza consultarlo e vorrebbe rivederli di nuovo insieme, un pensiero che però viene superato quando nella trasmissione "Chi l'ha visto?", sente parlare di Ettore Majorana, un nome che gli suona familiare e che lo incuriosisce molto, tanto da chiedere informazioni a suo padre.
E così Matteo scopre che Majorana è un personaggio alquanto singolare, vissuto tra le due guerre che sceglie di sparire e di lasciare parenti, conoscenti, amici.

Ma chi è Ettore Majorana? E perché è scomparso nel nulla?

Questo dilemma coinvolge sia Matteo che suo padre che è sempre stato un grande appassionato del mistero Majorana.

Comincia un lungo viaggio in America Meridionale alla ricerca di quelle poche tracce che sono state lasciate dall'uomo...

La formula segreta è un bellissimo libro che unisce due storie quella del piccolo Matteo che vive un particolare periodo emotivo dovuto alla separazione dei genitori e che quindi è alla ricerca di un po' di attenzioni.
Il suo amore per la fisica lo avvicina molto a suo padre che cerca in tutti i modi di non fargli mancare nulla, di non fargli sentire la sua mancanza e quando insieme trovano un punto in comune, andare alla ricerca delle tracce lasciate da Ettore Majorana, trovano un momento da condividere che diventerà unico.

L'altra storia è quella che coinvolge la figura misteriosa di Ettore Majorana, un fisico che sceglie di sparire proprio in un periodo molto profondo e buio, la seconda guerra mondiale e che vide coinvolti le menti più eccelse della fisica e che dovettero fare delle scelte importanti e fondamentali.

Tornando alla mia introduzione e al premio Nobel, Giorgio Parisi, sono stati i riferimenti proprio al gruppo dei Ragazzi di via Panisperna (Enrico Fermi, Ettore Majorana, Emilio Segrè, Edoardo Amaldi, Bruno Pontecorvo, Franco Rassetti) che mi hanno fatto pensare quanto libri come La formula segreta non solo narrano di vita edolescente ma introducono personaggi che il più delle volte dimentichiamo o che non conosciamo ma che hanno una loro storia da raccontare.




Floriana










domenica 3 ottobre 2021

Review Party: Fairy Kiss di Sabrina Pennacchio e Sabrina Guaragno

 


Eccomi qui a parlarvi di un nuovo romanzo, A Fairy Kiss, partecipando a un review party organizzato da Emy Rose. Le autrici di questo self publishing sono Sabrina Pennacchio e Sabrina Guaragno.


Titolo: A Fairy Kiss

Autore: Sabrina Pennacchio & Sabrina Guaragno

Casa editrice: self publishing

Pag.: 300

Costo: 0,00 kindle unlimated, 3,50 ebook, 20,00 cartaceo


Data di pubblicazione: 16 agosto 2021



Muirín è la bella e desiderata reginetta della scuola, nipote della preside dell’Istituto Lynch, nel piccolo paesino di nome Florence. Segretamente, frequenta le lezioni dell’Istituto Specchio assieme ai suoi amici più stretti, Niall, Tuathla e Riona: in realtà, loro sono Fate, e Muirín è l’erede al trono dei regni delle Fate Bianche e Nere della realtà parallela di Enchanted.
Qualche settimana prima del suo diciassettesimo compleanno, però, giungono alla Lynch il tenebroso Sealgair e il timido Yoru.

Chi sono davvero i due nuovi studenti? Muirín potrà fidarsi del ragazzo dai lunghi capelli rossi, o dovrà proteggersi da lui, in quanto prossima Regina delle Fate?



C'era una volta... è così che di solito cominciano le favole che hanno come protagoniste le fate, invece, inizio con il dirvi che c'erano due regni, entrambi in guerra fra di loro e con gli umani, un regno era composto da fate bianche, quelle buone per intenderci, un regno di fate nere, le cattive, il destino volle che i figli di entrambi i regni si innamorassero portando così a una tregua che sarebbe diventata pace con la nascita dell'unica erede dei regni.

E così che comincia la storia di A fairy kiss.

Muirín è la principessa ed erede al trono dei regni delle fate bianche e nere, fino a che non compirà diciassette anni vivrà a Florence e frequenterà l'istituto Lynch, dove convivono umani e fate.

La vita non potrebbe essere più semplice di così, ma ci sono umani nati e cresciuti, addestrati solo per un motivo, uccidere le fate, sono i cacciatori e sono sempre alla ricerca di luoghi dove le stesse si nascondono, convivendo pacificamente con gli umani.

Sealgir e Yoru sono due cacciatori mandati dal loro capo proprio a Florence, dove la forza magica è ben presene per il cospicuo numero di fate che ci vivono, il loro compito è di trovare il gruppo e ucciderlo. 
Sealgir è il classico cattivo della situazione, bello, spavaldo, mantre Yoru, sin dall'inizio, dimostra di non avere le stesse qualità del compagno che a differenza sua sembra essere nato per uccidere.

La situazione però sembra non andare per il meglio perché sin dall'inizio tra Muirín e Sealgir non ci sono solo schermaglie, battibecchi e punzecchiate, tra loro c'è un alone che li unisce nonostante entrambi non si fidino l'uno dell'altra...

A fairy kiss è un romanzo scritto a quattro mani, tante volte e penso che continuerò a chiedermelo, mi sono domandata dove comincia una e finisce l'altra, dove magari la Pennacchio abbia messo la sua penna e dove la Guaragno abbia descritto, chi delle due ha avuto il compito di descrivere i personaggi, insomma, mi piacerebbe tanto sapere, perché quando si scrive un libro ci sono tante prerogative e non parlo della storia ma delle emozioni che gli scrittori mettono nei loro libri.

Un bel libro e una bella storia, un romanzo che non è autoconclusivo ma avrà un seguito, quindi ci ha lasciati con un finale aperto e chissà come andrà a finire...


Floriana



venerdì 1 ottobre 2021

Rubriche: L'angolo self

 

Titolo: I due segni: Indomita

Autore: Renee Rose & Vanessa Vale
Casa editrice: self publishing
Pag.: 88
Costo: 0,00 kindle 

Data di pubblicazione: NON E' RIPORTATO











Regola del branco dei due marchi: Accoppiarsi sempre in due.

Colsi il suo odore mentre stavo svolgendo il mio lavoro da sicario.
Sapevo che doveva essere quella giusta.
Riportai il mio alfa con me. Perché la nostra stirpe si accoppia in due.
Due maschi per ogni lupa. Due paparini per la nostra compagna.
Quella che abbiamo intenzione di viziare e proteggere.
Sculacciare e insozzare. Portarcela via per costruire una casa assieme.
Non appena la convinceremo del fatto che appartenga a noi.

Stesso libro, nuovo look!
Indomita era stato in origine pubblicato come parte del Wolf Ranch e adesso è il breve prequel della serie dei Due Segni.


Era dai tempi di Menage proibito che non leggevo un libro così, anche se chiamarlo libro è un po' esagerato perché sono appena 88 pagine secondo Amazon.

Curiosa perché la sinossi era abbastanza chiara, l'ho comprato dopo un suggerimento su Facebook, comprato è una parola grossa perché è gratuito, comunque bando alle ciance e parliamo del prequel di una serie che si chiama I due segni.

Prima di scrivere la mia opinione sono andata alla ricerca di notizie riguardanti la serie e non è stato facile, su Goodreads che utilizzo molto perché è un contenitore d'informazioni, non c'è la versione italiana e la serie non prende il nome I due segni ma Ranch Wolf, e questa novella è inserita subito dopo il quinto libro, per il resto non so dirvi altro.

Parto con il dirvi che è un erotico, con protagonisti lupi alfa che quando trovano la loro compagna si accoppiano in tre, insomma, un menage a trois.

Una storia veloce e leggera, i due lupi restano affascinati da una giovane donna che lavora in un locale di lap dance, la fiutano e sentono sin dall'inizio che sarà la loro compagna, il vero problema sarà convincerla che saranno in due ad averla...

Non ci sono molte altre cose da dirvi, una scrittura molto basica e credo anche la traduzione, come sapete non amo scrivere di refusi o errori, quello lo lascio agli esperti che amano sparare a zero, quindi vi dico solo che è stato apprezzabile e nulla di più.



Floriana

mercoledì 29 settembre 2021

Trame e opinioni: Ritorno sull'isola delle Camelia di Tabea Bach

 

Titolo: Ritorno sull'isola delle camelie
Autore: Tabea Bach
Casa editrice: Giunti
Pag.: 354
Costo: 14,90 cartaceo, 0,00 kindle unlimated, 9,99 ebook

Data di pubblicazione: 27 maggio 2020












Dopo tante avversità, Sylvia e Maël attendono il figlio che desideravano più di ogni altra cosa. Ma proprio in quel momento il passato bussa alla porta di Maël, costringendolo a lasciare l'isola per raggiungere sul continente la madre gravemente malata, con cui non ha rapporti da 30 anni. Mentre è lontano, una terribile tempesta si abbatte sulle coste bretoni devastando l'isola: Sylvia non si può tirare indietro vedendo messe a rischio le preziose piante che lei e Maël hanno cresciuto con tanto amore. Ed è così che finisce per rimanere coinvolta in un terribile incidente. Riuscirà Maël a tornare sull'isola in tempo per soccorrere Sylvia e impedire che il loro mondo incantato venga distrutto?



Sylvia è felicemente incinta e insieme al marito Mael continua il suo lavoro sulla coltivazione delle camelie, sul negozio di souvenir, sul bistrot. Tutta questa serenità viene interrotta da una telefonata in cui viene comunicato a Mael che sua madre, che non vede da trent’anni, è malata e c’è bisogno della sua presenza. Mentre lui è a Le Havre, sull’isola si abbatte una tempesta che non si vedeva da lunghissimo tempo, Sylvia resta sull’isola, ma cade, sviene e quando si sveglia si ritrova in ospedale. Fisicamente tutto si sistema, ma il rientro a casa mette in evidenza quanto danno l’isola abbia subito. Ci sono varie vicende che mettono a dura prova tutti gli interessati alla sopravvivenza dell’isola stessa e anche l’intesa tra Mael e Sylvia subisce alcuni momenti di tensione.  Alla fine ogni cosa andrà al suo posto.

La prima parte di questo libro l’ho trovato un po’ lenta, anche perché vengono narrati tutti i problemi che i protagonisti devono affrontare, ma poi quando finalmente si comincia a intravedere la luce in fondo al tunnel le pagine si fanno più concrete e il proseguimento di lettura è più entusiasmante. Nonostante la storia completa sia composta da tre libri, l’autrice ha avuto l’accortezza di ultimare ogni episodio con un finale soddisfacente, senza lasciare il lettore con dubbi e perché. In ogni epilogo c’è una conclusione che dà la possibilità a chi legge anche di non proseguire sui capitoli successivi.

#1 L'isola delle Camelie - recensione

#2 Le signore dell'isola delle Camelie - recensione

#3 Ritorno sull'isola delle Camelie



Iaia


martedì 28 settembre 2021

Rubriche: Ci provo con... #22

 

Oggi nella rubrica, Ci provo con... vi parlo del libro La chiave nel latte di Alexandre     Hmine. Il libro mi è stato regalato dalla CE, Gabriele Capelli Editore.

Ci provo con... è una rubrica che dà spazio alle letture di autori che non abbiamo ancora letto, ideata da Chiara, del blog, La lettrice sulle nuvole, con la collaborazione di Dolci, del blog, Le mie ossessioni librose.

Titolo: La chiave nel latte

Autore: Alexandre Hmine

Casa editrice: Gabriele Capelli Editore

Pag.: 208

Costo: 17,00 cartaceo, 6,00 ebook


Data di pubblicazione: 12 gennaio 2018




"La chiave nel latte" racconta la storia di un ragazzo di origini marocchine che cresce in Ticino, nell'Alto Malcantone, dopo che la madre lo ha affidato a un'anziana vedova di nome Elvezia. Il romanzo procede per frammenti, ricordi che la voce narrante riporta alla luce: i giocattoli dell'infanzia, le feste religiose, le partite di hockey sull'asfalto, le infatuazioni; ma ci sono anche le vacanze in Marocco, un paese che il protagonista vede per la prima volta a dieci anni e che immediatamente suscita in lui sentimenti di spaesamento e di rifiuto. Pur sentendo sua la Svizzera, non potrà eludere una messa in discussione della propria identità che lo porterà a interrogarsi e a interrogare i lettori fino alle ultime pagine del libro. Una scrittura essenziale e precisa, che mescola con naturalezza lingue e culture diverse, dal dialetto dell'Alto Malcantone a quello del Marocco, dal gergo sportivo ai classici della letteratura italiana.


Difficile cominciare questa recensione perché il libro non mi è piaciuto per niente, una lettura frammentaria data anche dalla scrittura dello scrittore che attraverso pensieri e balzi temporali ha descritto la vita di questo ragazzo di origini marocchine.
Non conosco l'autore e non ho letto nulla di suo finora ma come primo approccio purtroppo non è andata per niente bene.

Un ragazzo che cresce con Elvezia, una donna che vive in Ticino, per poi tornare dalla madre naturale.
Un racconto per me ostico, troppe volte ho dovuto soffermarmi per l'uso del dialetto, della lingua araba che ha creato molta confusione.
La storia poi devo essere sincera il più delle volte non ha un senso logico, lasciando il lettore interprete dell'evoluzione di questo ragazzino che si trova a dover interagire attraverso due mondi che non conosce, prima le usanze della donna a cui è stato affidato che si prende cura del bambino che cresce, poi è la volta del ritorno della madre che lo porta con sé per fargli conoscere le sue origini, parlandogli e insegnandogli le letture sul Corano.

Cosa non mi è piaciuto di questo libro, la scrittura, il linguaggio, la prima è troppo scarna, le frasi concise, povere di descrizioni, inoltre le pause tra un racconto e un altro, non c'è fluidità, manca proprio la coesione e ci si perde facilmente. Per quanto riguarda il linguaggio invece la difficoltà maggiore è stato l'uso del dialetto e della lingua di origine del ragazzo.
Un altro particolare è il titolo, La chiave nel latte, non ho trovato nessune connessione con la storia,


Floriana

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