lunedì 25 marzo 2019

Review Party: Il filo rosso del destino di Mia Another

Titolo: Il filo rosso del destino
Autore: Mia Another
Casa editrice: self publishing
Pag.: 258
Costo: 0,00 kindle unlimated, 2,99 ebook














Secondo un’antica leggenda, ogni persona è legata alla propria anima gemella attraverso un invisibile filo rosso. Non importa dove e quando, se è giusto o sbagliato, se lo vogliano o no: esse sono destinate a incontrarsi. Quando Isabel è partita per Tokyo, si è portata dietro una valigia piena di determinazione e di fogli bianchi da riempire con i suoi disegni. Con le mani sporche di grafite e la testa fra i libri, ha iniziato a studiare arte in una delle accademie più prestigiose del mondo. Nello schematico caos della sua nuova routine da studentessa, non avrebbe mai immaginato di poter trovare l’amore.  Ty è dolce, premuroso e passionale, un fidanzato modello. Sarebbe una follia rischiare di perderlo. Sarebbe come squarciare la tela di un quadro perfetto. Ma se ci fosse qualcosa di tremendamente affascinante, dietro a quella tela? Ryuu porta con sé il buio e la calma di un lago ghiacciato. Nei suoi occhi neri c'è un abisso impenetrabile, è solitario, cupo, inflessibile, non sorride mai. Ma Ryuu possiede qualcosa che Isabel desidera ardentemente. Padroneggia un'arte antica che la ossessiona, che non la fa dormire la notte, che cerca di riprodurre nei suoi disegni e che risveglia il lato più intenso della sua ispirazione.

Quello che sta per fare è sbagliato, immorale, inaccettabile. È crudele. 

Tre persone, tre vite, tre fili rossi si intrecciano nella corda tesa del destino.


«Lo farai?»
«Sì.» ribadisco in un sibilo soffuso. «Ti legherò.»
Se la guardo, vedo corde. Tra i suoi sgargianti capelli, sul suo collo sottile, nodi sulle braccia, sui polsi, sulle sue lunghissime gambe.
Chissà come diventano gli occhi di una tigre legata.


"A volte, l'arte ha bisogno di essere oscena, sconvolgente e indecente per penetrare nelle nostre menti.
Per farci sentire qualcosa, per dare una scossa ai pensieri sopiti e sepolti nella quotidianità.
D'altronte, se ci mostrasse solo cose belle, l'arte non avrebbe più senso.
Cesserebbe di esistere."





Ed eccoci, anche oggi a una nuova recensione, e soprattutto alla mia partecipazione a un nuovo review party. Il romanzo protagonista è Il filo rosso del destino di Mia Another, che ringrazio per la possibilità datami di leggere questo suo romanzo molto particolare.
Dunque, ci troviamo in Giappone, patria di una ideologia che a volte vorrei soffermarmi per poterne apprendere il senso, la dinamiciatà, l'equilibrio di un popolo alquanto singolare.
E' il primo romanzo che leggo con questa ambientazione, che partendo proprio dall'uso dei vocaboli alle descrizioni dei luoghi ritengo sia perfetto.
L'autrice è riuscita a incanalare nelle figure di Ryuu, Ty e Isabel singolari sfaccettature.
Isabel è un'artista, Ty e Ryuu saranno futuri medici, di specializzazioni differenti, ma tutti e tre studiano per un loro obiettivo.
Tra Isabel e Ty è in corso una storia, bella, sincera, passionale, effervescente, Ty cattura con il suo tocco, i suoi sguardi, la sua ironia, la sua leggerezza, Isabel, che invece, sin dall'inizio lascia percepire che il suo vivere è molto alla giornata, certo il suo futuro lo vede come fumettista, ma oltre non va.
Il vero fulcro, nerbo della storia però è Ryuu...

Il mio equilibrio.
Il mio rifugio, il mio luogo di quiete, profanato ancora da quella donna.
Come se aver invaso la mia testa e la mia casa ancora non le bastasse.

Ecco Ryuu inizialmente, rifugge quei sentimenti che prepotentemente invadono la sua mente, si ostina a un comportamento ostile nei confronti di Isabel, ma basta poco, uno sguardo e una parola e le cose cambiano.

Continuo a cercare di scacciarla dalla mia mente, ma lei rimane dov'è, seduta su un trono di impulsi carnali e desideri impuri, in bilico tra ciò che è giusto e ciò che voglio.

La cultura giapponese è permeata di storie, detti, di significati che vanno oltre l'immaginabile, un destino scritto nel vento che soffia, che sposta con il suo alito un teru bozu, nei fili rossi che legano le storie di due anime...
Ma torniamo a Ryuu, la persona più complessa in questo romanzo, colui che crede di poter chiudere i propri sentimenti in un cassetto e gettare la chiave infondo al mare, purtroppo non è così e la passione di Isabel che egli legge negli occhi, lo porta a gettare tutto all'aria perché sa dove giungerà il sapere e la conoscenza profonda che quella donna vuole a tutti i costi apprendere, sperimentare.

"I suoi sentimenti non sono un mio problema."
Spietato, inclemente, di ghiaccio e di pietra.
Ryuu mi spiazza e mi spaventa.
Taccio, mi sporgo per guardare nel cassetto in cui sta cercando.
Io vedo solo corde.
Chiare, pallide, spesse, di canapa o di iuta, ordinatamente riposte.

Intenso, senza mai cadere nel volgare o nel ridicolo, Il filo rosso del destino ti lega alle sue pagine senza darti respiro, sei sospesa nell'aria con la sensazione di non conoscere come andrà a finire, alla ricerca del tempo per goderti ogni singola parola. Ryuu è calato in quell'ambiente, lo plasma, lo vive, Ty, di cui non mi sono soffermata molto perché altrimenti avrei svelato troppo, è diviso tra il suo essere occidentale e la sua vita qui con Ryuu, e infine Isabel che cerca di fare suo, di divorare la conoscenza che le viene posta davanti, un sapere che la porta a creare qualcosa di impressionabile nonostante le grandi difficoltà che la porteranno a decisioni drastiche ma significative.


Floriana

domenica 24 marzo 2019

Review Party: Non giurar per la luna di Angela Longobardi

Titolo: Non giurar per la luna. Gli eredi di Sereelia
Autore: Angela Longobardi
Casa editrice: self publishing
Pag.: 538
Costo: 0,00 kindle unlimated, 2,99 ebook














Nel Regno Invisibile di Sereelia, il Primo Erede di ogni congrega ha il dovere di diventare il leader della propria città appena compiuti vent'anni; ma non prima di aver contratto matrimonio per assicurare a sua volta un Erede per la congrega. Rae e Julian sono gli ultimi Primi Eredi della loro generazione a non aver ancora preso il comando della propria città, nonostante abbiano superato i vent'anni da un po'. La Regina non può più aspettare che trovino il vero amore, ordina che si sposino e trovino il modo di guidare insieme le loro congreghe, sebbene un matrimonio tra due Primi Eredi non sia mai accaduto.


Uno è tra le streghe più deboli dell'isola, l'altro tra le più potenti. Riusciranno a trovare un compromesso?



Devo partire da un incipit, non leggo mm... quindi detto questo, ho scoperto solo a lettura cominciata che questo sarebbe stato per me un nuovo inizio, fortunato? Mah, lo scoprirò a romanzo terminato!!!
E sì, perché sto scrivendo questa mia recensione iniziale quando sono al 35% della lettura...
Ora proseguo e poi ci rivediamo quando avrò terminato!!!
Ho finito!!!
Allora, partiamo dall'inizio, premesso che avrei abbandonato il romanzo a metà, mi sono ricreduta e alla fine l'ho divorato.
Non giurar per la luna è un mm/fantasy.
Ci troviamo alla corte di Sereelia, un mondo definito invisibile, rispetto al visibile che sarebbe il nostro mondo odierno. Una struttura gerarchiale con una regina e diverse congreghe che gestiscono i loro territori sempre sotto il controllo della corona.
Ma chi governa e come?
Ebbene, spiegato molto bene, ogni primo nascituro è il primo erede della congrega, ma nella corte, due, non sono ancora pronti per il fatidico sì.
Rae di Mavi e Julian di Amneris hanno entrambi l'età per convolare a nozze, ma se il primo è particolarmente restio perché convinto di non essere all'altezza del compito, il secondo rifugge proprio dalla decisione, insieme con la sorella, Kayla.
Chi decide per loro è la regina.
E qui mi fermo!!!
Passiamo ora a ciò che mi è piaciuto di questo romanzo, a dire il vero abbastanza lungo, l'autrice è molto meticolosa nelle descrizioni, i rapporti e le differenze tra mondo invisibile e visibile è molto stretto, perché i primi seppur costretti a rimenere nascosti, per i loro poteri, sono streghe, hanno preso dal mondo visibile molte caratteristiche, come l'uso di internet, i cellulari, l'abbigliamento. Ma sono le caratterizzazioni che fanno da perno importante in tutto il libro, è molto brava a descrivere i personaggi che ruotano intorno ai due protagonisti, Rae è molto introverso inizialmente, tende a farsi un sacco e vi garantisco davvero tanti problemi, sulla sua natura di strega, un potere labile, scarso, tante paure e tante fisime, insomma troppe paturnie nella testa di questo ragazzo, mentre Julian è il bello della situazione, l'intelligente, il perspicace, ha un grande potere che si espande ancor prima che qualcuno gli si avvicini.
Quindi cos'hanno in comune questi due ragazzi?
Secondo me, seppur con grande difficoltà iniziale, tantissimo, si completano, laddove Rae non riesce a esprimere al meglio le proprie potenzialità, c'è Julian che lo sprona, lo incita...
Tutta la prima parte di questo romanzo ha una impronta molto personale delle sensazioni di Rae. Infatti, scritto in prima persona, sono i suoi pensieri, le sue emozioni che scaturiscono, che fuoriescono, le sue paure di essere un ripiego, quelle paure che non accennano a diminuire anche quando la situazione si capovolge completamente...
Ed ecco arrivati al colpo di scena, che non vi dirò, ma che ha praticamente cambiato la situazione del libro, lo ha reso molto più avvincente, potrei dire quasi leggero, ma non lo è, perché è uno scaturire di eventi che si susseguono uno dietro l'altro cambiando proprio la dinamicità del romanzo stesso, tantochè ne sono rimasta affascinata fino alla fine.

Le vene sugli avambracci pulsano - di sangue, di magia, di vita.
E' una sensazione inebriante, che rende la testa leggera.
Immagino il mio Potere scorrere attraverso i palmi, 
fino alle dita, per poi fluire via dal mio corpo, 
lasciarmi per sempre in favore di nuova energia.

Un buon libro, una storia che cresce pagina dopo pagina, che ammetto avrei abbandonato, più per le cosiddette paturnie di Rae che per altro, perché è davvero scritto molto bene, e sono contenta di non essermi fermata perché vi garantisco che ne è valsa la pena!!!
Dimenticavo, a inizio recensione vi ho detto che non leggo mm, che non sapevo che questo fosse un mm, bene, devo dirvi che l'autrice è molto brava anche in questo genere, molto delicata, senza mai scendere nei particolari che per una neofita come me è importantissimo, i sentimenti tra i due protagonisti sono reali, due persone che imparano a conoscersi e a provare dei sentimenti l'uno per l'altro.
La mia recensione partecipa al review party organizzato dall'autrice che ringrazio per l'opportunita di leggere il suo libro.



Floriana

venerdì 22 marzo 2019

Rubriche: Cosa segnalo oggi? #9

Titolo: Amico, Nemico
Autore: Simone Censi
Casa editrice: Montag
Pag.: 97
Costo:/














Provenienti da storie familiari simili, due ragazzi si conoscono e stringono una solida amicizia all'interno di un istituto industriale irlandese, struttura d'ispirazione cattolica con lo scopo di accogliere ragazzi abbandonati o provenienti da famiglie disagiate. Amici, con caratteri diversi ma uniti dalle difficoltà, vivranno fra malnutrizione e soprusi, vittime delle particolari attenzioni di chi dovrebbe garantire la loro salute e formazione. Gli eventi scardineranno la loro amicizia fino a farli allontanare e perdere di vista. Si ritroveranno più avanti, in qualità di insegnanti, ognuno su barricate differenti, ma qualcosa di profondo e terribile li avrà cambiati per sempre.

giovedì 21 marzo 2019

Rubriche: L'angolo di Dolci

Titolo: Guardare e volere
Autore: Jay Northcote
Casa editrice: Quixote Translations
Pag.: 212
Costo: 342














Guardare il cam show di Jude smuove desideri che Shawn ha sempre negato


Shawn è alla deriva. Laureato da poco, è incastrato con un lavoro senza sbocco che copre a malapena le spese. La sua ragazza lo ha mollato, i suoi amici si sono trasferiti, e lui è ancora a Plymouth… e la sua vita non sta andando da nessuna parte.

Jude è uno studente che vive nella stessa casa. Orgogliosamente gay, è tutto quello da cui Shawn fugge sin dalla pubertà. Quando scopre che Jude lavora come cam boy, Shawn non può resistere all'impulso di guardare uno dei suoi spettacoli. Gli fa desiderare cose che lo spaventano, ma il modo in cui ne è affascinato lo costringe ad affrontare la sua attrazione per Jude.

Desiderando esplorare il suo lato bi-curioso, Shawn suggerisce di fare uno spettacolo insieme. Jude accetta, e le cose si fanno complicate – e kinky – molto in fretta. Ma Jude non ha intenzione di farsi coinvolgere da qualcuno che se ne sta rintanato così a fondo nell'armadio. Se Shawn vuole ottenere quello che desidera, deve trovare il coraggio di smetterla di nascondersi anche a se stesso, e di essere onesto su chi è davvero.


Jay Northcote presenta una nuova coppia di questa serie di companion novel a tema Male to Male: Jude e Shawn.
Jude si guadagna qualche buon extra attraverso una Cam-boy hot, mentre Shawn è appena stato mollato dalla fidanzata. Per caso questi scopre Jude mentre è on-line per uno spettacolo e si sorprende a trovare eccitante la cosa.
Inizio con il dire che il libro si legge velocemente perché l'autore scrive molto bene, il suo stile è fresco, scorrevole e leggero. Purtroppo non sono riuscita ad apprezzare le troppe scene di sesso che hanno penalizzato la caratterizzazione dei personaggi. Jude e Shawn non hanno mai veramente modo di conoscersi al di là del fattore attrazione.
La lotta interiore che compie Shawn contro i suoi pregiudizi meritava di più. I suoi pensieri e i suoi dubbi sono ben eviscerati ma non abbastanza. Una cosa che non mi ha convinto di lui è il fatto che non avesse problemi a farsi vedere attraverso la Cam-boy, mentre si “vergognava” di dirlo ai suoi coinquilini. Non troppo realistico, secondo me.
Jude stesso poteva essere sviluppato meglio. La cosa che proprio non mi è piaciuta di lui è il voler mettere fretta a Shawn di fare coming out. Sembra non voler dare tempo al ragazzo di venire a patti con questa nuova importante scoperta. Pretende che l'altro si confessi immediatamente.
La loro storia d'amore, poi, cambia troppo drasticamente: da quasi estranei a innamorati nel giro di una settimana.
Nonostante questi difetti il libro l'ho letto piacevolmente anche se non è il mio preferito della serie.

La serie Housemates è composta da sei libri, più uno spin off
#1 Halping hand - Mano amica - recensione
#2 Like a lover - Come innamorati - recensione
#3 Practice makes perfect - La pratica rende perfetti - recensione
#4 Watching and wanting - Guardare e volere
#4,5 Mac and Jez do Valentine's day
#5 Starting from scratch
#6 Pretty in Pink -




mercoledì 20 marzo 2019

Trame e opinioni: La casa delle farfalle di Silvia Montemurro

Titolo: La casa delle farfalle
Autore: Silvia Montemurro
Casa editrice: Rizzoli
Pag.: 361
Costo: 18,50 cartaceo














Anita ha trent'anni e insegna biologia all'Università di Colonia. Non ama gli aerei e soffre di vertigini, ma non saprebbe spiegarne il motivo. Quando la sua vita viene sconvolta da un tragico evento, in crisi lascia Hans, il suo compagno, per tornare nei luoghi dov'è cresciuta - in treno naturalmente. Lì, sul lago di Como, è decisa a ritrovare se stessa. Mentre passeggia cullata dallo sciabordio delle onde, incontra una bambina dai tratti giapponesi e dalla voce meravigliosa. Si chiama Yoko e, proprio come lei, è segnata da una ferita difficile da rimarginare. Presto Anita, leggendo il diario della nonna Lucrezia, scoprirà di essere legata a Yoko da una storia rimasta sepolta per anni, che unisce le loro famiglie. Tutto ha origine nel 1943, quando la casa di Lucrezia, la villa delle Farfalle, viene occupata da alcuni ufficiali tedeschi. Tra lei e Will, uno degli ufficiali, nasce un sentimento dirompente, ma la guerra sembra ostacolarli...

In questo romanzo ricco di grazia e femminilità, si intrecciano due storie mozzafiato, dal passato ai giorni nostri. Perché la forza dell'amore, quello vero, non si dissolve con il trascorrere degli anni ma perdura nel tempo.

Ho letto diversi romanzi della Montemurro e devo dire che in questo, il registro è completamente cambiato, c'è una crescita emozionale, sentimentale che mi ha completamente colpita. 
La casa delle farfalle secondo me segna un nuovo inizio, una nuova sfida e c'è riuscita alla grande. Ho sempre apprezzato le emozioni che riesce a inserire nei suoi libri, perché carichi di significato, parole dette e scritte al tempo e momento giusto, tanto da non lasciarti mai il tempo di pensare, di lasciare il romanzo, perché è necessario completare il capitolo, la pagina, il libro.
Anche questa volta la situazione non è cambiata, è cambiata però la scenografia, una storia narrata su due diversi filoni temporali, la vita di Anita, quella odierna, contemporanea, e la vita di Lucrezia, sua nonna, che si svolge durante la Seconda Guerra Mondiale.
Partiamo da un presupposto, non amo molto i romanzi calati in quel periodo storico, perché il più delle volte sono ripetitivi, il sentore della guerra, le atrocità di quel periodo non riesco a scrollarmele di dosso, però pur ripetendomi, il modo di scrivere dell'autrice mi piace e ho deciso di provarci.
Cos'ha di diverso questo romanzo dagli altri?
Una casa di farfalle? Una storia nella storia, che ha radici più profonde della guerra stessa? Le paure di due donne che a loro modo hanno reagito alle ostilità della vita?
Passato e presente, Lucrezia e Anita, si completano, no anzi completano e chiudono il cerchio.

Will aveva scrutato gli occhi di Lucrezia e conoscendola bene ne aveva indovinato tutto il terrore.
Era chiaro che non si aspettava nulla da lei, per quanto riguardava il conflitto.
Il suo amore andava oltre quello che Lucrezia doveva fare per il bene dei suoi compagni.
Sapeva di non poter pretendere che lei stesse dalla sua parte.
Lui era l'invasore, lei la prigioniera.
Eppure si amavano alla follia.

Ecco, Will e Lucrezia, divisi dalla storia, divisi da ideologie, concezioni di vita, pensiero. Ma l'amore, il cuore, i sentimenti, le passioni non guardano alla guerra, non pensano al rischio, vanno oltre, in barba a tutto ciò, perché ad essi non si può sfuggire. 
Purtroppo non è così, e quando il conflitto termina, quando gli sconfitti fuggono e i vincitori festeggiano, per qualcuno non c'è nulla da festeggiare, perché un grosso fardello è rimasto, e bisogna trovare il coraggio e la forza di andare avanti.
Lucrezia è una donna forte, si lascia avvolgere dall'unica passione che probabilmente la mantiene lucida, la cura delle sue amate farfalle, la sua vita prosegue in quella casa che nasconde, ascolta, racchiude una storia che non si può dimenticare...
Passano gli anni, ma i ricordi non muoiono, e Lucrezia ha lasciato a sua nipote Anita, la sua eredità, sa che sarà l'unica che farà rivivere la casa delle farfalle.
Anita e le sue paure, fugge, torna dove tutto a inizio e una fine, ma lei non è a conoscenza di cosa ci sia dietro, perché Yoko non è ben accetta agli occhi di sua madre, Margherita?
E ad Anita tocca l'arduo compito di capire, di scoprire, di leggere e soprattutto di andare avanti, contro le sue paure, contro i suoi segreti e quelli di sua nonna.
La casa delle farfalle è uno di quei romanzi che ci pone davanti due storie difficili, Lucrezia con il suo diario dona ad Anita una conoscenza e un sapere che solo lei può portare avanti, Anita deve fare i conti con quello che ha lasciato, perché altrimenti non potrà andare avanti, soprattutto alla luce di tutte le scoperte che le vengono rivelate e non solo dalle parole scritte, non tutto può essere scritto, ci sono segreti che solo in pochi devono conoscere e non possono essere svelati in semplici parole su un diario.
Bello, intenso, scritto bene, con ottime descrizioni sia del paesaggio che dei personaggi, calati e caratterizzati nel loro tempo. Una lettura che vi consiglio vivamente perché è un altro spaccato di storia, passato e presente.


Floriana

lunedì 18 marzo 2019

Trame e opinioni: Longbourn house di Jo Baker

Titolo: Longbourn house
Autore: Jo Baker
Casa editrice: Einaudi
Pag.: 382
Costo: 13,00 cartaceo












Sarah è a servizio a Longbourn House da quando era bambina, ma non si è ancora rassegnata a certi compiti ingrati quali lavare la biancheria e svuotare i pitali dei signori. Questa pesante routine senza svaghi la opprime: non vuole accontentarsi di mandare avanti la casa d'altri come Mrs Hill, la governante, fa da sempre. Perciò, quando un giorno di settembre Mr Bennet assume a sorpresa un nuovo valletto, la gioia per la novità è grande. James ha il fisico asciutto e gli avambracci scuriti dal sole. Lavora di buon umore, fischiettando, ed è gentile, ma dà poca confidenza. Sembra sapere tante cose, eppure sul suo passato è stranamente vago. Ama i cavalli e dorme nel solaio della stalla: li, su una mensola, ha dei libri e, sotto il letto, una sacca scolorita piena di conchiglie. È un mondo intero quello che apre per Sarah, una nuova geografia di orridi, vallette in fiore e campi di battaglia. Ispirato al non detto di "Orgoglio e pregiudizio", "Longbourn House" ricostruisce con tono brioso la vita della servitù nell'Inghilterra di inizio Ottocento, facendo emergere tra le righe la fatica e le disuguaglianze su cui si reggeva il bel mondo. All'interno di questo affresco storico, che oltre alla campagna dell'Hertfordshire include la Spagna sconvolta dalle guerre napoleoniche e i porti commerciali sull'altra sponda dell'Atlantico, Jo Baker dona pensieri ed emozioni autentici alle ombre che nel celebre romanzo di Jane Austen si limitavano a passare sullo sfondo rapide e silenziose.


Per chi ha letto il romanzo Orgoglio e Pregiudizio, in questo libro può ritrovare i personaggi della famiglia Bennet. Il filo della trama tocca vicende già note dalle lettrici della Austen, ma la storia è raccontata dal punto di vista della servitù. La protagonista è Sarah, una tuttofare in casa Bennet, e si legge quanto la ragazza vorrebbe cambiare vita. Con l'arrivo del nuovo valletto, James, la sua prospettiva cambia e si innamora, ricambiata da questo nuovo servitore.


Ho trovato il romanzo un po' lento e a tratti noioso. A tre quarti del libro volevo fermarmi, proprio perché si andava avanti a piccoli passi, ma ho voluto continuare per capire come si sarebbe svolto il finale. Vista la quantità di descrizioni per ogni vicenda capitata, mi aspettavo che l'epilogo avesse più spazio, invece è stato un po' tutto veloce e ciò mi ha infastidito. É un libro interessante, da un lato, dato che questa volta è stata data voce alla servitù, ma dall'altro lato, invece, l'ho trovato un po' ripetitivo e non affascinante.


Iaia

venerdì 15 marzo 2019

Cover reveal: Per ogni tuo bacio di Paola De Pizzol


Titolo: "Per Ogni Tuo Bacio"
Autore: Paola De Pizzol
Editore: Dri Editore
Genere: Romance Contemporaneo
Formati disponibili: ebook 2.99/ cartaceo 13
Lancio: pre-order 22 marzo/ufficiale 25 marzo












Sinossi

“Sai Cora, non importa ciò che sarà di noi in futuro. Importa ciò che siamo ora. 
Quello che stiamo vivendo adesso. 
I sentimenti che ci legano resteranno sempre nei nostri cuori. 
Ce li ricorderemo ogni giorno, perché li abbiamo vissuti con passione.”

Londra. Notting Hill. Oggi.
Cora Hamilton cerca da sempre la scintilla del “vero amore”.
A vent’otto anni la trova in Samuel, un uomo d’affari di cui s’innamora perdutamente, ricambiata.
Finché lui non decide di tradirla. Cora, ferita, accetta l’invito di Zia Gertrude a trascorrere un mese da lei ad Inverness, in Scozia.
Ha deciso che non vuole più saperne degli uomini. Ma l’incontro con l’affascinante storiografo William la condurrà, lentamente e inevitabilmente, a cedere di nuovo all’amore e alla passione sfrenata.

L'autrice
Dopo la fortunata saga Regency “Deathless” (scritta con lo pseudonimo di M.P. Black e giunta tra le primissime posizioni in classifica generale Amazon l’anno scorso), Paola De Pizzol scrive per noi questa volta un romance contemporaneo. Tra i verdi paesaggi della Scozia e i suoi antichi castelli, ci regala un romanzo carico di buoni sentimenti e di grandi emozioni, dove l’amore è il filo conduttore che lega i protagonisti e le loro storie. Pensiamo che questa sia la cifra nella quale meglio si colloca la brava scrittrice veneta. La parola ai lettori!


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