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martedì 23 marzo 2021

Rubriche: Tu leggi? Io scelgo! #26

 


Buonasera lettori, pronti per una nuova lettura nella rubrica, Tu leggi? Io scelgo?, ideata da Chiara del blog, La lettrice sulle nuvole, e Rosaria del blog, Niente di personale, ma da un po' si è anche aggiunta Maria Rosaria del blog Librintavola.

In cosa consiste questa rubrica che naturalmente è aperta a tutti, se volete partecipare fate un fischio, saremo ben liete di organizzare il tutto, ma torniamo a noi, la scelta avviene attraverso un sorteggio, dove dal blog assegnatoci scegliamo un libro per poterlo leggere e recensire. Il romanzo scelto questa volta è La rilegatrice di storie perdute, scelto dalle letture del blog,  Librintavola di Maria Rosaria, recensione

Titolo: La rilegatrice di storie perdute
Autore: Cristina Caboni
Casa editrice: Garzanti
Pag.: 296
Costo: 17,60 cartaceo

Data di pubblicazione: 12 ottobre 2017












La copertina finemente lavorata avvolge le pagine ingiallite dal tempo. Con gesti delicati ed esperti Sofia sfiora la pelle e la carta per restaurare il libro e riportarlo al suo antico splendore. La legatoria è la sua passione. Solo così riesce a non pensare alla sua vita che le sta scivolando di mano giorno dopo giorno. Quando arriva il momento di lavorare sulle controguardie, il respiro di Sofia si ferma: al loro interno nascondono una sorpresa. Nascondono una pagina scritta a mano: è la storia di una donna, Clarice, appassionata di arte e libri. Un'abile rilegatrice vissuta nel primo Ottocento, quando alle donne era proibito esercitare quella professione. Una donna che ha lottato per la sua indipendenza. Alla luce fioca di una candela ha affidato a quel libro un messaggio lasciato nel mare del tempo, e una sfida che può condurre a uno straordinario ritrovamento chi la raccoglierà.
Sofia non può credere al tesoro che ha tra le mani. Quella donna sembra parlare al suo cuore, ai suoi desideri traditi. E' decisa a scoprire chi sia, e quale sia il suo segreto. Ad aiutarla a far luce su questo mistero sarà Tomaso Leoni, un famoso cacciatore di libri antichi ed esperto di grafologia. Insieme seguono gli indizi che trovano pagina dopo pagina, riga dopo riga, città dopo città. Sono i libri a sceglierci, e quel libro ha scelto Sofia. Dopo più di duecento anni, solo lei può ridare voce a Clarice. E solo la storia di Clarice può ridare a Sofia la speranza che aveva perduto. Perché la strada per la libertà di una donna è piena di ostacoli, ma non bisogna mai smettere di mirare all'orizzonte.


E' passato davvero tantissimo dall'ultima volta che ho letto un libro di Cristina Caboni, e un po' me ne dispiaccio, perché leggendo questo libro è stato come tornare al mio incontro con lei a uno dei vecchi Saloni del libro di Torino, e devo dirvi che mi mancano tantissimo.
Con i libri della Caboni si è pronti a intraprendere un viaggio che non conosci e che non sai come andrà a finire, anche la sinossi è abbastanza enigmatica e lascia poca interpretazione, cosa che apprezzo molto perché nulla è svelato e sono tante le sorprese all'interno di questo romanzo.
La rilegatrice di storie perdute intreccia la vita di due donne che non hanno nulla in comune se non l'amore per i libri, per la lettura, vissute in due epoche distanti fra loro, vivono anche concezioni e situazioni differenti, anche se andando avanti pagina dopo pagina si scopre che forse hanno davvero molto in comune, se Clarice deve nascondere la propria passione per la rilegatoria, Sofia deve rinunciarci in nome di un amore che l'ha fatta sfiorire. Se Clarice combatte per emergere in un mondo dove non sei altro che una proprietà scoprendo tra l'altro che l'amore è ben altra cosa, Sofia è in nome di quell'amore che ha lasciato ciò che realmente l'appassionava lasciandola vuota come un guscio.
Ma c'è il momento del riscatto per entrambe e arriva quando Sofia scopre la lettera nascosta da Clarice e comincia a cercare, a frugare tra i meandri delle biblioteche, tra le parole dette e no della stessa, tra polverosi annali che purtroppo il più delle volte la riportano al punto di partenza, però Sofia persevera e sa che qualcosa riuscirà a trovare.
Ed è grazie a Tomaso che riesce a capire quale sia realmente la sua strada, e abbandonando la vecchia via fatta di incertezze e di insicurezze, la donna si butta a capofitto in una impresa che la porterà a scoprire quanto le ferite si possono rimarginare grazie alle cure di chi capisce e comprende quanto una passione non vada mai ostruita.

"I libri possiedono un grande potere.
Accendono ciò che hai dentro, sono come scintille.
Agiscono su quello che già esiste, permettendogli di crescere e svilupparsi."

Scritto su due assi temporali, Clarice ci fa conoscere il proprio mondo, di come da bambina sia arrivata a conoscere la rilegatoria e di come si sia innamorata a prima vista di un lavoro che non era adatto a lei. In lei sin dall'inizio però leggiamo e vediamo un animo combattivo, una persona che crescendo non cambierà mai, resterà forte anche dopo le percosse e le cadute, non rinuncerà mai a essere donna per quello che è e non per quello che possiede.
Sofia invece capirà la sua indole, scoprirà la sua forza solo quando sarà capace di buttarsi dietro i rimpianti e il fallimento del suo matrimonio.
Due donne contemporanee nel loro tempo. L'Ottocento fatto di merletti e pizzi, di balli e serate, fatto di matrimoni combinati, di virtù da gestire, dove le giovani donne non possono andare oltre il ricamo, dove la conoscenza è limitata, è qui che Clarice scopre che c'è molto dietro una porta e che dietro di essa c'è un mondo con una propria voce e che lei ne può far parte. Un segreto che si porterà dietro nell'attesa che qualcuno, qualcuno come lei, che ami i libri, che guardi oltre la mera copertina oltre la facciata e l'apparenza e che veda e che legga una storia tutta da raccontare.
Sofia scoprirà, cercherà, si nutrirà di tutte le piccole briciole che Clasrice le lancia e sarà capace di dare voce a una storia che ha il sapore delle felicità e della gioia.


Floriana


Questi sono i blog partecipanti alla rubrica, Tu leggi? Io scelgo!






giovedì 2 febbraio 2017

Recensione: Il giardino dei fiori segreti di Cristina Caboni

Titolo: Il giardino dei fiori segreti
Autore: Cristina Caboni
Casa editrice: Garzanti
Pag.: 360
Costo: 16,90
















Trama
Londra, Chelsea Flower Show, la più grande mostra di fiori del mondo. Sotto gli archi carichi di rose, Iris Donati è felice: fra le piante si sente a casa. Una casa vera, quella che non ha mai avuto, poiché fin da piccola ha vissuto in giro per il mondo sola con il padre. Mentre si china per osservare meglio una composizione, Iris rimane paralizzata. Si trova di fronte due occhi uguali ai suoi. Gli stessi capelli castani. Lo stesso viso. Viola è il suo nome. Anche lei ama i fiori e i suoi bouquet sono fra i più ricercati di Londra. Tutte le certezze di Iris crollano in n istante. Quella ragazza è la sua sorella gemella. Sono state divise da piccolissime, e per vent'anni nessuna delle due ha mai saputo dell'esistenza dell'altra. Perché? Ora che sono di nuovo riunite, Iris e Viola devono scoprirlo. Il segreto si nasconde in Italia, a Volterra, dove sono nate. Tra viali di cipressi e verdi declivi, sorge un'antica dimora circondata da un giardino sconfinato. E' qui che i Donati vivono da generazioni. Ed è qui che Giulia Donati, la loro nonna, le aspetta. Solo lei può spiegare davvero perché sono state separate e aiutarle a trovare il sentiero giusto per compiere il loro destino. Iris e Viola non lo sanno, ma ogni coppia di gemelle della famiglia, da secoli, deve slavaguardare la sopravvivenza del giardino e capire il suo grande potere: quello di curare l'anima. Ma c'è un mistero che affonda nel passato della famiglia Donati, e che sta uccidendo il giardino. Solo Iris e Viola possono salvarlo. C'è una rosa nascosta che può spiegare tutto: perché è attraverso le spine che nasce il cuore più prezioso.



Il mio commento

"Sei come un canone inverso,
sei una melodia piena di sorprese.
Tu sei coraggiosa, gentile, sei una ragazza bellissima."

Anche questa volta, il mondo di Cristina Caboni è entrato nel mio, senza lasciare spazio, perché i suoi racconti, parlano di storie dal sapore misterioso, dalla curiosità della conoscenza che si mescola al passato portando con sé piccoli scorci di una vita fatta di bugie dette a fin di bene, di parole non dette, celate.
Iris e Viola, vengono separate sin da piccole, non ricordano nulla l'una dell'altra, e quando il caso, il fato o il destino le fa incontrare il loro mondo viene completamente capovolto.
Chi sarà mai l'altra? E' possibile una somiglianza così evidente?
La verità non sarà semplice da svelare...


"Una per i viandanti affinché il giardino prosperi all'esterno,
una per la rosa dei mille anni.
Solo con entrambe le gemelle lui potrà guarire e tornare a essere quello di una volta."

Il giardino dei fiori segreti è un romanzo intenso, lo stile di Cristina si riconferma chiaro, scorrevole e la storia intervallata da pagine in corsivo si intreccia con il passato. Quello che mi piace sono le citazioni a inizio capitolo...

L'aria che respiriamo è importante.
Per il cuore e per la mente.
Un'aria più pura rende più puro il pensiero e la visione.
Il geranio, il falangio e il potos purificano l'aria dalle tossine,
ci liberano dai mal di testa e dalla confusione della mente.

Non sarà facile ricreare l'armonia, il giardino è oramai giunto al termine, solo un miracolo, solo le gemelle potranno dare inizio a una nuova era, insieme, mai da sole, Giulia Donati lo sa, come sa che le manca poco.
Bianca e Giulia, Iris e Viola, passato e presente, una storia che si ripete, ma gli errori non vanno ripetuti, i tempi sono cambiati, ma i segreti sono difficili da svelare, le parole ermetiche non portano laddove si vorrebbe, il destino però mette lo zampino e i sogni di un ritorno della rosa che si lascia svelare potrebbe far ben sperare.
Leggerlo porta pace, riflessione, le frasi raccontano di luoghi lontani, di profumi intensi, brucianti, secchi, freschi e speziati. Per ogni fiore un suo perché, un abbecedario sull'uso, istruzioni di un sapere che pochi conoscono. Un romanzo che racconta di vite, passioni, di amori e paure, di separazione e ricongiungimento.

lunedì 21 settembre 2015

Recensione: La custode del miele e delle api di Cristina Caboni

Titolo: La custode del miele e delle api
Autore: Cristina Caboni
Casa editrice: Garzanti
Pag.: 328
Costo: 16,40













Trama
Angelica non è mai riuscita a mettere radici. Non ha mai voluto legarsi a niente e nessuno, sempre pronta a fuggire da tutto per paura. C'è un unico posto dove si sente a casa, ed è tra le sue api. Avvolta dal quieto vibrare delle loro ali e dal profumo intenso del miele che cola dalle arnie, Angelica sa di essere protetta e amata. E' un'apicoltrice itinerante e il miele è la sola voce con cui riesce a far parlare le sue emozioni. Perché il miele di lavanda può calmare un animo in tempesta e quello di acacia può far ritrovare il sorriso. E Angelica sa sempre trovare quello giusto per tutti, è il suo dono speciale. A insegnarglielo è stata Margherita, la donna che le ha fatto da madre durante l'infanzia, quando viveva su un'isola spazzata dal vento al largo della Sardegna. Dopo essere stata portata via da lì, Angelica ha chiuso il suo cuore e non è più riuscita a fermarsi a lungo in nessun luogo. Ma adesso il destino ha deciso di darle un'altra possibilità. C'è un'eredità che l'aspetta là dove tutto è cominciato, su quell'isola dove è stata felice. C'è una casa che sorge fra le rose più profumate, un albero che nasconde un segreto prezioso e un compito da portare a termine. E c'è solo una persona che può aiutarla: Nicola. Un uomo misterioso, ma che conosce tutte le paure che si rifugiano nei grandi occhi di Angelica. Solo lui può curare le sue ferite, darle il coraggio e, finalmente, farle ritrovare la sua vera casa. L'unico posto dove il cuore può essere davvero libero.


Il mio commento

Rosmarino.
Dal nettare dei suoi fiori si otteneva un miele chiaro,
quasi bianco, che cristallizzava in fretta e delicatamente.
Aromatico, dolce e cremoso.
Il suo preferito.

Se le pagine di un libro potessero farti assaporare, gustare, godere le parole a loro interno, avrei sulle labbra un'esplosione di sapori dolci, raffinati, deliziosi...

Il suo mare era blu come il cuore di uno zaffiro e,
quando il sole era alto, non si distingueva dal cielo.
Il suo mare era anche verde,
screziato di turchese e dell'oro e l'arancio del tramonto.
Il suo mare sapeva di sale e di risate.

Le parole giocano con i riflessi, e l'immaginazione vola...

Angelica sicura nel suo lavoro, in giro per l'Europa, per il mondo, mette in pratica antichi insegnamenti, tramandati di donna in donna, di una cultura che solo in pochi conoscono, che solo pochi possiedono. Ha scelto di viaggiare, di mettere a disposizione le sue conoscenze, le sua abilità, perché lei è una custode. 
Un'infanzia particolare quella di Angelica, divisa tra le scelte di una madre, Maria, che seguirà suo malgrado, e l'affascinante, enigmatica, Margherita, una donna saggia, una donna con un dono, parlare, ascoltare, raccogliere e custodire il sapere delle api e del loro miele. Angelica, piccola è incantata e ammaliata dai modi di Margherita, e scopre ben presto che quel mondo, impregnato di profumi, sapori, odori, colori è anche il suo, è anche lei una custode...
Ma la vita riserva strane sorprese, e quando ciò che si conosce o si pensa di sapere è travolto da una verità ben più sconvolgente, allora le cose cominciano a cambiare, e come può una donna come Angelica farsene carico, quando ha scelto di fuggire, di scappare?
Tornare dove tutto è cominciato, dove lei ha lasciato un pezzetto del suo cuore, e scoprire che non tutto è mutato e che qualcosa o qualcuno può ancora riportare il sorriso sulle sue labbra...

"Non può stare qui. Come ha fatto..."
Non terminò la frase.
Le parole gli morirono sulle labbra.
"Angelica?"
"Ciao, Nicola."

Dov'è finito il ragazzo conosciuto tanto tempo prima? Prima che tutto cambiasse, prima che lei venisse portata via e vivesse una vita diversa da come l'aveva sognata?

Ancora una volta attraverso una sapiente ricerca stilistica, un dosaggio delle parole che cadenzano i momenti, gli istanti vissuti dai nostri protagonisti, Cristina è riuscita a farmi sognare di case colorate, di spazi immensi dove lo sguardo si perde e l'orizzonte si confonde con il mare di una Sardegna che nasconde anfratti, grotte ancora tutte da scoprire.
La custode del miele e delle api  è un romanzo intenso, carico di discorsi suggestivi, dalle parole scritte di Margherita, ai pensieri di Angelica. Angelica con un carico sulle spalle non indifferente, scelte coraggiose, battaglie nell'animo e nella realtà, segreti taciuti per il suo benessere perché potesse crescere seguendo il suo cuore. E poi quando arriva il momento di decidere, di scegliere cosa è meglio per lei, subentra Nicola, la persona che non ha mai dimenticato, e ritornano i ricordi di corse sulle spiaggia, di risate, di sguardi sfuggenti, di sospiri che anticipano tutto e si rilegano nello spirito.

Lui le porse una mano.
"Vieni, camminiamo, vuoi?"
Sì che voleva, voleva anche molto altro, ma non sapeva come fare, 
non sapeva come dirgli ciò che provava.
Voleva... cosa?
Voleva abbracciarlo, voleva stringere le sue mani,
voleva parlare con lui, sapere tutto.
Voleva il suo respiro, la sua pelle.
Voleva quell'uomo.
Lo voleva disperatamente...

Un romanzo che leggi, divorando, assaggiando, ogni singolo dettaglio, ma non solo una storia d'amore, non solo una storia tra donne, questo libro è anche conoscenza, sapere, all'interno ogni gesto, ogni parola è spiegata perché tutto possa avere un senso, le varie tipologie di miele, il loro profumo, il loro sapore da dove deriva e poi il tutto mescolato con la storia del posto, degli uomini.

Della stessa autrice:





martedì 20 maggio 2014

Recensione: Il sentiero dei profumi di Cristina Caboni con intervista

Titolo: Il sentiero dei profumi
Autore: Cristina Caboni
Casa editrice: Garzanti
Pag.: 392
Costo: 14,90













L'odore del passato, l'odore delle cose perdute...
Era tornata...
Era andata via decisa a cambiare vita, invece era nuovamente là, dentro quella casa che un giorno, piena di speranza, si era lasciata alle spalle...
Lavanda, bergamotto, salvia.
Il loro profumo aleggiava in tutta la casa, era penetrante, come la solitudine che le stringeva il cuore.

Elena Rossini, è una donna che ha visto crollare in pochi attimi il suo castello dorato, ma sarà mai stato dorato? O era solo frutto della sua voglia di realizzare un sogno?

"A settembre il profumo è differente. E' più concentrato e porta con sé l'odore del sole e del mare."
"Il sole? Che profumo ha il sole, Elena?"
Chiuse gli occhi un momento, cercando le parole giuste.
"E' sconfinato, caldo, morbido.
E' come un nido, una culla accogliente.
Si insinua, lasciando al contempo la più ampia libertà.
Prendi il gelsomino, all'alba la sua fragranza è più intensa, diversa da quella lieve di mezzogiorno, ma dopo il tramonto, quando il sole è solo un ricordo, il fiore emana la sua vera anima.
Non puoi confonderli, non è possibile."

Non si possono dimenticare, i ricordi, le lezioni di nonna Lucia, il diario di Beatrice e poi i profumi delle sua adolescenza sono dentro di lei, non li può più rifiutare.

"Ha un buon profumo."
"Di cosa?"
Elena ammutolì. "Di cosa... che?"
"Ha detto che ho un buon profumo, di cosa?"...
"Sa di pioggia, di freddo, ma anche di sole. 
Di parole pensate, di lunghi silenzi e di riflessione.
Sa di terra e di rose..."

Cail McLean...

Ora lo vedeva quell'uomo, non distintamente, ma abbastanza da coglierne i tratti decisi, lo sguardo penetrante.
I capelli lunghi gli scendevano sulle spalle e qualcosa gli attraversava il viso, una cicatrice...
"Ciao Elena."
Cail.
Quel nome si fece largo nel groviglio di emozioni che le mulinavano dentro.
Sollevò la testa e lui era là, a pochi metri, una spalla tranquillamente appoggiata al muro...
Aveva gli occhi blu, scuri e profondi, e capelli castani dai riflessi rossicci.

Cail ha un fascino particolare, dietro quegli occhi di ghiaccio nasconde un ricordo chiuso nel suo cuore che difficilmente apre, se non davanti alle sue rose che lui coltiva con una passione che in pochi sanno. E' un ibridatore...



IL MIO COMMENTO

Il profumo era da sempre il più sottile, immediato ed efficace metodo di comunicazione.
Elena componeva il profumo nella sua mente partendo dalle note di testa, poi univa quelle di cuore, infine quelle di fondo.
Prima di cominciare a crearlo fisicamente, il profumo era già pronto dentro di lei.

Avvertenze prima di leggere: immergetevi con gli occhi, il cuore e l'olfatto perché ciò che leggerete sarà un toccasana per coloro che amano le parole che ti riempiono il petto, ti lasciano senza fiato e i cinque sensi si mescolano fino a creare una sintonia difficile da spiegare.
Il sentiero dei profumi non è solo un romanzo, è un percorso che cominci inaspettatamente, immergendoti in un mondo fatto di profumi, odori, spezie...
Una storia che ha il sapore dell'antico, del ricordo, del passato, un passato che ritorna inesorabilmente e che senza di esso non puoi andare avanti, Elena Rossetti è l'ultimogenita di una famiglia antichissima, porta con se i segreti e le tradizioni che da essa discendono. L'arte del profumo, la combinazione armonica dei sensi che vengono coinvolti, sono non solo uno studio approfondito delle tecnica di preparazione ma anche un dono che queste donne si portano dietro. Seppur rifiutando in un primo momento questo dono, Elena si ritrova ad abbracciarlo proprio nel momento di maggior disagio, quando la sua vita prende una piega ben diversa da ciò che lei aveva sempre sognato per se stessa e per il suo compagno. Un compagno che ha solo chiesto e mai donato, e allora che fare, quando il mondo cade a pezzi? Di solito la soluzione migliore è allontanarsi, cercare di dare un taglio netto a una storia che oramai non ha più futuro, ed è quello che la nostra protagonista fa, tornare dove tutto ha inizio per comprendere fino in fondo che il dono e la conoscenza fanno parte di lei...
Ma Il sentiero dei profumi non è un romanzo di formazione, è un libro di conoscenza, di pensiero, di ricerca interiore che si espande attraverso la storia di Beatrice prima e di Aurora poi... E' un connubio tra colori e profumi, tra segreti e misteri, tra fiori e pensieri... E poi c'è Cail, un uomo con un passato chiuso, nascosto, svelato a pochi, ma il suo cuore si apre davanti a lei, perché?
La ricerca di un segreto, un cammino attraverso la storia, tra le colline francesi e le strade di Firenze, due regioni la Toscana e la Provenza...


Intervista
"Ciao Cristina è un piacere immenso avere la possibilità di rivolgerti delle domande, oltretutto perché per il blog è la prima intervista che propone ai suoi lettori." E dunque cominciamo subito:
1 Innanzitutto chi è Cristina, ci piacerebbe conoscerti prima come donna e poi come scrittrice
Ciao Floriana, sono molto felice di essere tua ospite. Io sono una donna come tante altre: mamma, moglie, lavoratrice, occupata dalle incombenze di tutti i giorni. Devo dire che in effetti di particolare c’è il lavoro che svolgo: allevo api regine. La mia vita è molto legata alla natura, abito in campagna e lo vivo come un privilegio. Le mie altre passioni sono la lettura (mai un giorno senza un libro) e le rose. Ne ho una grande quantità, mi piace coltivarle, e il mio giardino a maggio è una distesa variopinta e profumatissima.
2 Ora vogliamo conoscerti dal punto di vista di scrittrice, da dove nasce la passione per la scrittura e cosa ti ha portata a proporti nel mondo della narrativa?
Adoro leggere, per me è fisiologico come respirare, non posso farne a meno. Immagino che crescere in un ambiente familiare dove la lettura ha un’importanza primaria abbia contribuito a sviluppare in me una sensibilità verso questo splendido genere di comunicazione. Ho provato a scrivere qualcosa, ho sbagliato e riprovato ancora, leggendo tutto ciò che potevo sull’argomento. Poi ho cominciato a collaborare con riviste femminili, e ho conosciuto editor molto competenti. Si impara tanto ascoltando, riflettendo, mettendosi in gioco. Ho capito che scrivere era ciò che desideravo fare e ho proseguito in questo difficile cammino finché i racconti sono diventati qualcosa di più. Il sentiero dei profumi ha fatto la differenza.  
3 Il sentiero dei profumi è il tuo primo romanzo con Garzanti, c'è molto di te e del tuo mondo in esso?
C’è il mio modo di vedere la natura. C’è il rispetto e l’ammirazione per la grande forza delle donne, e poi l’amore per le rose. C’è la curiosità verso una particolare forma di romanticismo visto come evoluzione dei sentimenti, e l’affascinante mondo di quelle dinamiche familiari che fanno parte della vita di chiunque.
4 I luoghi di cui tu parli all'interno del romanzo sono reali solo nei nomi? O hai svolto oltre le ricerche anche visite direttamente sul posto?
I luoghi sono reali. Firenze, Parigi, Grasse, il piccolo e stupendo villaggio di Lourmarine nel sud della Francia. In questo contesto poi ci sono elementi immaginari, come il palazzo delle Rossini, o il terrazzo al Marais di Cail. Ho visitato molti di quei luoghi personalmente e ho condotto ricerche molto accurate.
5 Nel romanzo non ci sono solo i profumi, i protagonisti sono i sentimenti e spesso hai trattato anche diversi argomenti al suo interno, il rapporto madre-figlia, maternità e paternità, figure emblema di una bambina che cerca l'affetto ma che inesorabilmente le viene rifiutato. Da dove nasce una strutturazione del genere? Qual è l'idea?
Ecco, qui devo confessarti che sono stati i personaggi a prendermi per mano e a mostrarmi la loro storia. Erano così forti nei loro sentimenti, così straordinari e vividi da coinvolgermi completamente. È stata una sorta di magia quella che mi ha trascinato in quei mesi in cui ho scritto la prima stesura del romanzo. Non potevo fare altro, non pensavo ad altro. Elena era sempre con me, nella mia mente, in ciò che facevo. Dovevo scrivere, scrivere e scrivere ancora. L’ho vista la prima volta che era una bimba, e ho continuato a vederla. È stata lei a raccontarmi la sua storia. Un po’ figlia, un po’ amica, un po’ sorella la mia Elena Rossini.
6 Con questa domanda concludo, tipica di tutte le domande a fine intervista hai progetti per il futuro? Puoi parlarcene?
Posso dirvi che sto lavorando a un secondo romanzo. Mi piace parlare di donne, mi piace raccontare storie che possono mostrare mondi differenti da quelli a cui siamo abituati, mondi reali ma un po’ trascurati. 




mercoledì 9 aprile 2014

Uscite: Garzanti

Buongiorno lettori, è già ormai noto a molti l'uscita del nuovo romanzo di Cristina Caboni, Il sentiero dei profumi, edito Garzanti. 
Un post particolare questo, perché ho avuto in precedenza modo di leggere qualcosa di questa scrittrice e così in tutta sincerità non vedo l'ora che arrivi l' 8 maggio per poterlo leggere e recensire, ma ora vi lascio alla scheda e alle varie notizie che la casa editrice mi ha mandato.

Titolo: Il sentiero dei profumi
Autore: Cristina Caboni
Casa editrice: Garzanti
Pag.: 380
Costo: 14,90













La vita mi ha messo alla prova
Ma con l'iris ritrovo la fiducia
La vaniglia mi fa sentire protetta
Perché i profumi sono la mia strada

Elena non si fida di nessuno. Ha perso ogni certezza e non crede più nell'amore. Solo quando crea i suoi profumi riesce ad allontanare le sue insicurezze. Solo avvolta dalle essenze dei fiori, dei legni e delle spezie sa come sconfiggere le sue paure. I profumi sono il suo sentiero verso il cuore delle persone. Parlano dei pensieri più profondi, delle speranze più nascoste: l'iris regala la fiducia, la mimosa dona la felicità, la vaniglia protegge, la ginestra aiuta a non darsi per vinti mai. Ed Elena da sempre ha imparato a essere forte. Dal giorno in cui la madre se n'è andata via, abbandonandola quando era solo una ragazzina in cerca di affetto e carezze. Da allora ha potuto contare solo su sé stessa. Da allora ha chiuso le porte delle sue emozioni. Adesso che ha ventisei anni il destino continua a metterla alla prova, ma il suo dono speciale le indica la strada da seguire. Una strada che la porta a Parigi in una delle maggiori botteghe della città, dove le fragranze si preparano ancora secondo l'antica arte dei profumieri. Le sue creazioni in poco tempo conquistano tutti. Elena ha un modo unico di capire ed esaudire i desideri: è in grado di realizzare il profumo giusto per riconquistare un amore perduto, per superare la timidezza, per ritrovare la serenità. Ma non è ancora riuscita a creare l'essenza per fare pace con il suo passato, per avere il coraggio di perdonare. C'è un'unica persona che ha la chiave per entrare nelle pieghe della sua anima e guarire le sue ferite: Cail. Cail che conosce la fragilità di un fiore e sa come proteggerlo e amarlo. Perché anche il seme più acerbo quando il sole arriva a riscaldarlo trova la forza di sbocciare.

Vi lascio con altre notizie inerenti Cristina e il suo nuovo romanzo:

Poi Cristina Caboni sarà presente al Salone Internazionale del libro di Torino 2014 (io ci sarò e non vedo l'ora)

Ancora un'altra piccola chicca un'intervista che la scrittrice ha rilasciato su Vanityfair.it
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