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lunedì 10 agosto 2026

Trame e opinioni: Il filo avvelenato di Laura Purcell

 

Titolo: Il filo avvelenato

Autore: Laura Pucell

Casa editrice: Mondadori

Pag.: 420

Costo: 20,00 euro


Data di pubblicazione: 21 settembre 2021




TRAMA: Gran Bretagna, prima metà dell'Ottocento. Dorothea Truelove è giovane, bella e ricca. Ruth Butterham è giovane, ma povera e consumata da un segreto oscuro e terribile. Un segreto che rischia di condurla alla forca. I loro destini si incrociano alla Oakgate Prison, dove Ruth è rinchiusa in attesa di processo per omicidio e dove Dorothea si dedica ad attività caritatevoli; soprattutto, qui la ragazza trova il luogo ideale per mettere alla prova le neonate teorie della frenologia – secondo cui la forma del cranio di una persona spiega i suoi peggiori crimini – che tanto la appassionano. L'incontro con Ruth fa però sorgere in lei nuovi dubbi, che nessuna scienza è in grado di risolvere: è davvero possibile uccidere una persona usando solo ago e filo? La storia che la prigioniera ha da raccontare – una storia di amarezze e tradimenti, di abiti belli da morire – scuoterà la fede di Dorothea nella razionalità e nel potere della redenzione. Per tutti gli amanti della letteratura gotica, un racconto da brivido dedicato al male celato dietro il volto dell'innocenza.


Recensione

Ho appena terminato di leggere questo libro e mi sto ponendo una miriade di domande.

Il filo avvelenato pubblicato da Oscar Mondadori nella sezione fantasy, presuppone un romanzo con una trama rivolta al genere sopracitato, e invece no, siamo davanti a uno storico con venature gotiche, con una forte immaginazione, e forse sottolineo forse, il fantasy lo ritroviamo nel finale che non ti aspetti.

Protagoniste sono due giovani donne, Dorothea e Ruth, se la prima onestamente non mi ha entisiasmata per niente, per tutto il libro ho il più delle volte letto velocemente, la mia attenzione si è da subito focalizzata su Ruth. Secondo me è lei la vera protagonista di tutto il romanzo, anche se scritto con due POV, riusciamo a conoscere la Ruth che si racconta da bambina e della scoperta dei suoi poteri (ma saranno poteri o solo immaginazione?).

Nella prima metà dell'Ottocento, così ben rappresentata dall'autrice, Londra è raccontata e descritta secondo i dettami del genere gotico, una città sporca, buia, dove l'aria è pregna degli odori di escrementi, di fumo e il vento non può far altro che sollevare la polvere e trasportare la fuliggine dei camini delle fabbriche che in quel periodo cominciano a svilupparsi.

Ma chi sono Dorothea e Ruth, la prima è una signoriana della buona società, ha ricevuto un'educazione cattolico papista da una madre che ha perso prematuramente, e nonostante le insistenze del padre ad allontanarsi dalle opere di carità, perché ritenute disdicevoli, soprattutto quando queste opere si rivolgono alle carceri di Londra, ella non riesce a restarne fuori, anzi si lascia coinvolgere in particolare dalla storia di una ragazzina, Ruth.

La storia di Ruth è davvero impressionante, più volte ho pensato di lasciare il libro a metà, però più andavo avanti e più la sua storia mi ha attirata, una storia che definirei un buco nero, troppo e troppe volte ha dovuto subire, e il modo in cui l'autrice ne descrive i momenti, gli attimi che questa "povera anima" subisce, non ti fa pensare che sia un'assassina, eppure...

Un romanzo intenso, ma pregno di cattiveria, le ambientazioni ben descritte lasciano molto spazio all'immaginazione e anche la caratterizzazione di tutti i personaggi, così ben descritti sia fisicamente che inseriti nei loro ambienti, lascia intendere quello che accade o accadrà.

Un libro che ha comunque creato una certa suspense, con importanti colpi di scena, come il finale che non mi sarei aspettata.

Dirvi che mi è piaciuto, direi una bugia, non è un libro che entra tra le mie preferenze, non amo le ambientazioni macabre e lugubri, per quanto il periodo storico mi intrighi molto, mi porta a ricordare diversi libri del genere ma differenti.



Floriana

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