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martedì 25 agosto 2015

Recensione: La tana del polpo di Robertino Valentini #ilmioesordio2015

Titolo:
La tana del polpo

Autore:
Robertino Valentini













Trama
Un uomo tradito, un uomo che ripercorre le vicende della sua vita, tra fatti e misfatti, in un battito di ciglia, un istante che riassume ogni giorno della sua vita, e forse, di ogni vita. La famiglia uccide più della mafia.

Il commento di Chiara
Di solito faccio letture più leggere. 
Voglio premettere questo per spiegare meglio la mia recensione...
Soprattutto d’estate cerco storie scorrevoli e semplici. Questo libro non è né l’una né l’altra cosa. Io l’ho vissuto più come un trattato filosofico sui rapporti interpersonali di Alfredo, il protagonista.
Racconta la sua storia, ma questa passa in secondo piano. E’ incentrato sulle sue dinamiche familiari, sul rapporto con sua moglie, suo figlio, suo padre, i suoi suoceri. E’ stata una lettura molto profonda, un’analisi introspettiva dei vari personaggi per come interagiscono con Alfredo e, senza svelare troppo della storia, a tinte fortemente drammatiche. 
A lettura ultimata la sensazione rimasta è la tristezza.
Ho faticato molto a leggerlo. E’ un romanzo breve ma molto complesso, fa riflettere tanto. A volte l’ho trovato noioso, ma perché non sono abituata a queste letture. Lo stile è impegnativo e quindi per me poco fluido, ma corretto. L’ambientazione del Sud Italia, con i suoi pregi e difetti è ottima e ben dettagliata.
Quello che mi ha lasciato questo libro non sono tanto le vicissitudini di Alfredo, quanto il suo agire in base agli insegnamenti ricevuti rispetto alle proprie esigenze, e spesso ho trovato il protagonista troppo perfetto, che non può e non vuole scendere a compromessi con nessuno. Nei rapporti reali ciò non è possibile e infatti ne paga le conseguenze. Ma questa sua etica mi ha infastidito, mi ha fatta sentire sbagliata.
Un libro ricco, complicato e molto profondo, non adatto secondo me sotto l’ombrellone ma per far lavorare la mente, per riflettere.

Aveva capito che nessun’altra eredità gli sarebbe toccata se non quella pesantissima di un patrimonio di valori morali, che non sarebbe stato facile mettere a frutto o che, diversamente, avrebbe potuto cadergli addosso, schiacciandolo come un macigno. 

lunedì 24 agosto 2015

Recensione: La ragazza senza pelle di Dario Carere #ilmioesorido2015

Buon pomeriggio lettori, oggi e nei prossimi giorni sul blog daremo spazio alle recensioni dei romanzi in concorso #ilmioesordio2015 (vi ricordo il link dove troverete le varie notizie concorso letterario).
Partiamo subito con una doppia recensione, il romanzo scelto è stato selezionato dalla scuola Holden e parteciperà al concorso indetto, con scadenza il 31 agosto.

Titolo: 
La ragazza senza pelle

Autore: 
Dario Carere













Trama
La giovane protagonista, nata senza pelle, decide di redarre una raccolta di memorie e riflessioni prima di congedarsi dalla vita. La sua rara forma di deficienza ha rappresentato per lei non solo una costrizione a distinguersi, ma anche un fondamentale strumento di studio della realtà: la pelle, in quanto filtro e scudo nei confronti della vita, salva gli uomini dall'intima verità donando loro il privilegio dell'apparenza, che è forse ciò che più conta per il mantenimento dell'equilibrio.

Commento di Iaia

Quando si fanno recensioni, a volte capita di avere difficoltà a esprimere il proprio pensiero. Le cause possono essere varie: il libro non è piaciuto, la storia non ha avuto presa, i personaggi erano piatti, e così via.....
Questa è una di quelle volte. Non so come iniziare a parlare di questo scritto, ma non per le ragioni dette sopra, per una motivazione completamente diversa. La ragazza senza pelle non è un romanzo, è una specie di biografia del pensiero. 
Una malattia strana, di cui non avevo mai sentito parlare. 
Nonostante la "diversità", la donna ha sì menzionato la sua malattia, ma non per parlarne in senso medico e piangersi addosso, non ha mai detto di essere andata da uno specialista, non ha mai parlato di questo "problema" come se fosse la sfortuna della sua vita, non ha mai dato colpa al destino o alla cattiva stella che le è capitata, ma tutta la sua filosofia, tutto il suo bisogno di scrivere di questo handicap sono dovuti al ragionamento e alla differenza che c'è tra lei e il resto del mondo che ha la pelle. La sua condizione di essere senza epidermide ha generato in lei pensieri, discernimenti, studio e quindi approfondimenti di se stessa che hanno portato la ragazza a mettere su carta le sue elucubrazioni.
Questo libro è un resoconto di riflessioni frutto di alcuni episodi che le sono capitati, di conoscenze, anche non scolastiche, di esperienze fatte... tutto ciò che nella sua breve vita le è successo ha comportato ragionamenti che, sebbene con parole diverse, hanno sempre detto le stesse cose e la conclusione è sempre quella. Lei non sa vivere tra la gente che ha la pelle, si sente particolare e anche superiore agli altri, lei pensa... e questo le serve per andare avanti.
Non so qualificare questo lavoro: potrei dire che è profondo, deprimente, vaneggiante, assurdo, in alcune parti contraddittorio. Comunque è il risultato di una vita dolorosa, inerte, con desideri e pulsioni che possono avere tantissime persone e che per lei invece sono solo causa di sofferenza. Non ha mai raccontato di aver trovato amiche o amici che abbiano provato repulsione nel vederla, sembra anzi che i rapporti con i suoi coetanei siano stati normali. E' una persona che ha studiato tutti coloro che la circondavano e osservandoli traeva conclusioni che le confermavano quanto "io e gli altri" siano completamente diversi. Ritiene che la maggior parte della gente sia mediocre, che segua la scia della moda (non vestiaria), che viva nel falso e nell'ipocrisia, perché tutti fanno o faranno cose che la "società" impone. Si deve andare a scuola, poi bisogna lavorare e poi trovarsi un lavoro. Tutto questo implicherà fare e subire cose che gli altri vogliono. Da un lato potrebbe essere vero per alcuni, ma non per tutti. Lei ritiene se stessa superiore a queste cose. E' andata a scuola e si è anche laureata, ma lo ha fatto esclusivamente perché, secondo lei, non avrebbe avuto scuse per crogiolarsi nella sua inerzia. Il dover andare a lavorare, stare in un ambiente chiuso, sentire da estranei frasi ipocrite o inconcludenti era un modo di vivere inaccettabile, visto che avrebbe dovuto adattarsi ai dettami della società. Ha studiato perché era il male minore da dover subire. E' una persona che ha una profonda cultura, e sperava che la conoscenza potesse riempire il suo vuoto interiore.
Nella sua vita ha conosciuto una ragazza, Elena, portatrice dello stesso handicap. Sperava di trovare nella nuova amica una visione del mondo molto simile alla sua, ma ciò non è avvenuto. Anzi Elena è riuscita ad amalgamarsi nel mondo della "pelle", e per lei è stato intollerabile. Non immaginava che questo potesse avvenire visto che non è mai riuscita ad avere un rapporto continuo e soddisfacente con nessuno. E' una ragazza insoddisfatta, pensa che la morte sia l'unica cosa possibile per se stessa. D'altra parte molti suoi pensieri, per me, sono assurdi, sono vaneggiamenti di una donna molto particolare. Resto della convinzione che questi ragionamenti non siano dovuti al suo modo di essere e che tantissime persone possano avere pensieri astrusi, esprimibili anche in forma artistica, solo che la ragazza ha deciso che per lei non è possibile.
Non so cosa io sia stata capace di trasmettere a chi legge queste righe, certo è che se mi fossi fermata alla prefazione, sarei arrivata alla medesima conclusione. Nella premessa si capisce che questa donna sarà suicida e consapevolmente affida ad un'insegnante (una delle pochissime persone che stima) tutto ciò che ha scritto affinché possa pubblicarlo. Il libro non finisce con un punto, ma lascia la frase a metà e già questo è indicativo. La ragazza vuole che il mondo si accorga di lei, in qualche modo, non tanto per la sua strana fisicità ma per i pensieri filosofici che ha elaborato.
Ho trovato difficile comprendere questa biografia del pensiero e non consiglio di leggerla, se non nel caso vogliate filosofeggiare senza avere una risposta. Chi volesse avventurarsi a sfogliare questo libro potrebbe voler conoscere a fondo la mente di costei come potrebbe farlo uno psicologo e uno psichiatra. Tentare di entrare nel cervello di una persona e capire la sua riflessione. Secondo me un lavoro che durerebbe molti anni.
Non voglio dare una valutazione, credo che la mia opinione non possa farlo. E' come se uno volesse scrutinare il pensiero di alcuni filosofi (non perché ritenga tale questa signorina). Non puoi dare un voto ad Aristotele: puoi essere d'accordo o meno con i suoi concetti e io mi ritrovo nella stessa situazione. Posso dire che al 99% non concordo con quanto letto, ma se non concordo non vuol dire che sia tutto sbagliato. Qualcuno potrebbe far suo ciò che è stato pubblicato, anche se stento a crederlo. Questa donna ha filosofeggiato per più di 300 pagine ripetendo sempre, più o meno, le stesse cose. E il suo girovagare della mente è sempre stato riferito a se stessa, nel suo rapporto tra lei e quelli con la pelle.
La scontentezza profonda l'ha portata al suicidio e, con rammarico, devo dire che è la conclusione logica. Un essere umano che soffre sempre e che se si accorge di vivere un momento felice, quasi si rincresce, perché la felicità è effimera, dura poco e per lei non è sufficiente: LEI SI SENTE VUOTA E INERTE.

Il commento di Manuela

Libro impegnativo e di non facile lettura.
E’ lo sfogo di una ragazza, una sorta di diario, una sorta di testamento psicologico e filosofico. La protagonista è una ragazza di ventitré anni che lascia alla sua professoressa queste riflessioni su se stessa e su quella che è stata la sua vita. Una vita vissuta con una certa difficoltà, visto il suo handicap... è nata senza pelle... 
L’essere senza pelle la fa sentire non solo diversa fisicamente, ma anche nel modo di “vivere” il mondo circostante e le relazioni con gli altri. Questa sua “diversità” la porta a maturare in modo precoce: 

“apprezzare l’importanza della giovinezza significa non essere più giovani. 
Non sono mai stata giovane”. 

Per queste sue riflessioni, l’autore usa lo stile del diario, dove le idee si rincorrono, scendono come un fiume in piena, senza interruzione. Esattamente senza interruzione perché non ci sono separazioni dovute a capitoli né a capoversi. Sembra proprio di assistere ad uno sfogo senza fine. A tratti interessante, ma a volte noioso.

domenica 16 agosto 2015

Rubriche: Concorso letterario #ilmioesordio2015

Buon pomeriggio lettori, come avete trascorso il ferragosto?
Io nulla di particolare se non leggere...
Oggi però devo proporvi e informarvi di questo comunicato stampa giuntomi un paio di settimane fa e che ora sono riuscita finalmente a organizzare...



Comunicato stampa

Ilmioesordio2015: già quasi mille le opere in gara al
concorso letterario più popolare d’Italia

Già quasi mille le opere in gara alla quarta edizione del concorso letterario “ilmioesordio”, che premia i migliori talenti della narrativa italiana.
Promosso dal sito di Self-publishing “ilmiolibro.it” insieme alla casa editrice Newton Compton e alla Scuola Holden, il concorso è la più vasta iniziativa di raccolta e selezione di nuove opere letterarie.
“Ilmioesordio” è un’opportunità per tutti coloro che vogliono sottoporre le loro opere a professionisti del mondo editoriale. La casa editrice Newton Compton, partner editoriale d’eccellenza, premierà i due vincitori del concorso con la pubblicazione della loro opera e con un piano di marketing a supporto dei libri premiati.

“Abbiamo scelto come partner editoriale la casa editrice Newton Compton per la sua capacità a scoprire nuovi talenti nel mondo della narrativa italiana e per la sua sensibilità verso il mondo digitale – dichiara Lorenzo Fabbri, fondatore di “ilmiolibro”. La Newton Compton si è distinta in questi anni per aver scoperto e portato al successo tantissimi giovani scrittori, molti dei quali provenienti dal Self-publishing, tra cui Anna Premoli, Sara Tessa, Martin Rua e Daniela Volonté, ai primi posti delle classifiche, con centinaia di migliaia di copie vendute; e sono sicuro che accadrà lo stesso ai vincitori del concorso “ilmioesordio”.

L'edizione 2015 del concorso va nella direzione di una presenza sempre più forte sui social network, a partire da Twitter, dove è stato già chiesto ai partecipanti di raccontare i loro libri e rilanciare le citazioni più belle. Hashtag del concorso #ilmioesordio2015. “Ilmioesordio” premierà in questa prima fase, anche la capacità degli autori di far vivere le loro opere su internet attraverso i canali social (Facebook, Twitter, Instagram e Youtube).
Le opere letterarie sinora arrivate da tutta Italia sono eterogenee: romanzi autobiografici, gialli, noir, thriller, romanzi rosa e sentimentali.
Qui è possibile leggere gratuitamente tutte le opere in gara perché come ogni anno il concorso è anche una grande occasione di confronto, fatto di letture incrociate, commenti e valutazioni. Ad oggi sono più di diecimila i lettori che leggono gratuitamente le opere pubblicate sul sito “ilmiolibro.it” e premiano le migliori con una recensione.  Ilmiolibro.it ha deciso di premiare anche loro. Nella fase finale verrà chiesto ai lettori di adottare un libro e supportarlo con una recensione, e se il libro scelto vincerà il concorso, si potranno vincere fino a 1.000 euro.
La selezione delle opere in gara è a cura di Scuola Holden, la scuola di storytelling fondata da Alessandro Baricco, garanzia di qualità e rigore, che premierà invece l'opera più creativa con un premio del valore di 1.000 euro.
Potranno partecipare all’edizione 2015 tutti i romanzi e le raccolte di racconti inediti di ogni genere letterario pubblicati sul sito ilmiolibro.it, entro il 31 agosto 2015.

 Tappe del concorso “ilmioesordio”


ilmioesordio narrativa
Iscrizione opere
Dal 15 maggio al 31 agosto 2015
Accesso alle finali
30 settembre 2015 saranno rese note le opere finaliste
Proclamazione vincitori
30 novembre 2015 Newton Compton e Scuola Holden renderanno noti i vincitori
Vincitori

Premio di Narrativa “ilmiolibro” – Newton Compton Editori: saranno premiate le due migliori opere di narrativa.

Premio della critica “ilmiolibro” – Scuola Holden: sarà premiata l’opera più creativa e originale per linguaggio e struttura narrativa.

Premio Social “Supporta un libro”: saranno premiati gli utenti che con una breve recensione avranno supportato una delle due opere poi risultate vincitrici del “Premio Narrativa”.


 Per informazioni:

Gruppo Editoriale l’Espresso
Franca Prest
Tel: 06 84787355

Ilmiolibro - La writing community più grande d'Italia
Giulia Migneco
Tel: 333.4672146

Scuola Holden - Storytelling & Performing Arts
Giovanna Solimando
Tel: 011 66 32 812/ Mob: 334 1038540

Newton Compton Editori
Antonella Sarandrea
Tel: 06 65002553/ Mob: 338 6598718


Anche il blog avrà il piacere di recensire alcuni dei romanzi in concorso...
Quindi non abbandonateci...
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