Titolo: Mi sono innamoratə di...
Autore: Diego Galdino
Casa editrice: Bertoni
Pag.: 176
Costo: 17,00
Data di pubblicazione: 4 dicembre 2023
TRAMA: Filippo Felice è uno scrittore di romanzi d'amore molto famoso. Nasconde un segreto... balbetta solo se innamorato. Una patologia unica, causata da un evento drammatico della sua infanzia. Ora si è innamorato della scrittrice italiana del momento solo seguendola sui social. Una crociera dedicata ai romanzi d'amore farà sì che Filippo e la regina del genere rosa si ritrovino entrambi sulla stessa nave per un'intera settimana. Ma il destino, in quei giorni, potrebbe arrivare come un iceberg nella notte a complicare il tanto agognato e temuto incontro di Filippo con la sua amata. Come se non bastasse, a bordo della nave dell'amore, il giovane scrittore romano ritroverà la donna per la quale ha balbettato di più nella sua vita. Insieme a loro parteciperanno alla crociera scrittrici, giornaliste, blogger e lettrici realmente esistenti. Riuscirà il nostro eroe a non far scoprire il suo segreto e a vivere un lieto fine come quelli che descrive nei suoi romanzi? Perché il cuore di Filippo può balbettare per una persona soltanto.
Recensione
Quanto mi è difficile scrivere questa recensione, tante volte mi sono domandata: "E se un giorno dopo tanti trascorsi ad apprezzare i suoi libri dovessi trovarne uno che non mi piace?"
Purtroppo è successo, Filippo Felice è uno scrittore di fama, la sua scrittura è stata paragonata a un Guru della narrativa contemporanea romantica, e qui ho avuto un deja vu, e mi sono domandata perché ancora una volta trovo questo paragone? Lungi da me dal voler sentenziare questo, ma credo che nella scrittura di Diego ci sia molto di più e ritrovarmi ancora una volta davanti a un paragone così, mi ha un po' infastidita.
Non sono nessuno, però amo leggere i libri di Galdino, perché le sue storie non sono solo storie d'amore, ma ben altro.
Narrano di persone che hanno avuto un passato difficile, narrano di persone che hanno profondi segreti e che non sempre riescono a esternarli, restano dentro nascosti, finché qualcosa o qualcuno non riesce a liberarli.
In questo momento parlo del romanzo in questione, ma potrei citarne ben altri dove anche la malattia, narrata con un tocco di dolcezza, seppur tragica, evoca il sapore non sempre amaro degli eventi.
Ho visto nel protagonista lo stesso autore, ora in questo momento sono fuori dalle varie recensioni e non ho idea se questo è stato scritto, detto o ribadito dall'autore stesso, ma ho visto una narrazione in parallelo tra lo scrittore e l'autore e poco conta che la storia sia dolce, le parole escano dal cuore e su questo non ci sono dubbi che Galdino e la sua penna siano un tutt'uno quando devono raccontare dell'amore e di quanto esso sia importante, struggente, a volte effimero, irraggiungibile e tanto altro.
Non ho sentito il palpito, non ho amato Filippo, perché non l'ho compreso, non ho capito quanto di uomo ci sia dietro lo scrittore, non ho capito se l'amore tanto decantato per un'altra scrittrice sia solo immaginario, perché un confronto non c'è mai stato, e quando questo avviene puff..., in un battito di ciglia va via, perché non era reale, ma immaginario.
Felice è innamorato dell'idea di amare una donna, quando ancora invece nel suo cuore giace sopito quello per Perla, perché è lei che lo condurrà tra le braccia di Eros, scoprendo quanto un amore/odio possa essere un odio/amore.
Rileggendomi penso e spero di trovare un altro Galdino nei prossimi libri che leggerò, perché un po' di nostalgia ce l'ho anche io.


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