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lunedì 25 settembre 2023

Rubriche: Questa volta leggo... #25

 


Benvenuti nella rubrica, 
Questa volta leggo, nata dalla mente di Chiara del blog, La lettrice sulle nuvole, con la collaborazione di Dolci del blog, Le mie ossessioni librose, che hanno pensato di organizzare mensilmente una lettura a tema, questo mese la parola scelta è CITTA'.

Titolo: La città invisibile

Autore: Monika Peetz

Casa editrice: Corbaccio

Pag.: 384

Costo: 18,60


Data di pubblicazione: 3 Ottobre 2019




«Questa ragazza ha troppa fantasia…» è il solito, lamentoso ritornello che Lena sente a casa della zia Sonja, dove vive insieme alle due cuginette, e dove si sente una perfetta estranea. La sua migliore amica, Bobbie, sostiene che sia così per tutte le quindicenni, ma Lena sa che per lei è diverso. C’è una ferita nel suo passato che non si rimargina. Aveva solo quattro anni quando i suoi genitori sono morti in un incidente e ogni suo tentativo di sapere qualcosa di più su di loro si infrange contro un muro di silenzio. La zia non vuole raccontarle niente e tutto quello che Lena ha della sua infanzia è una foto di loro tre, felici, sul divano di casa. Poi, un giorno, rovistando in un vecchio scatolone, Lena trova dei ricordi di famiglia, libri, giocattoli e soprattutto un orologio ottagonale, nuovo fiammante, sul quale è incisa una data antecedente alla sua nascita e il suo nome. Dunque c’era una Lena prima di lei nella vita dei suoi? Che cosa nasconde quell’orologio dallo strano quadrante che ripete i numeri da zero a nove? E perché subito dopo che lo ha indossato Lena incontra un affascinante ragazzo dagli occhi di colore diverso che sembra sapere molte cose sul suo conto? È solo l’inizio di un’incredibile avventura che catapulterà Lena in un mondo segreto e misterioso, quello della Città invisibile, in cui dovrà capire di chi può fidarsi davvero e dove forse potrà trovare le risposte che cerca sul suo passato.



Tema della rubrica di questo mese è la Città, parola che puoi ritrovare in quasi tutti i libri, però la mia ricerca si è svolta sui titoli e per fortuna, tra tanti, ho trovato La città invisibile, primo di una trilogia, pubblicata da Corbaccio.

Partiamo con il dire che è un fantasy e uno young adult, tema della trama sono i viaggi nel tempo, grande argomento che affascina molto e che secondo me deve essere analizzato bene, cosa che invece non ho riscontrato, perché trattato a oltre metà del libro, quindi poco chiaro.

Protagonista è Lena, una quindicenne orfana che vive a casa della zia, sin dall'inizio si percepisce da parte della ragazza una voglia di evasione, il suo vissuto è un po' un'incognita, perché ha pochi ricordi, avendo perso i suoi genitori quando era molto piccola.
Lena è alla perenne ricerca del suo passato che le viene precluso, zia Sonja si rifiuta di parlarle dell'incidente e a lei non resta altro che provare a cercare qualcosa che l'aiuti a conoscere sua madre e suo padre.
Scopre così in un magazzino che gli oggetti del suo passato non sono stati buttati via, ma nascosta tra la roba trova uno strano orologio, non segna l'ora, non ha delle vere proprie lancette e provando a metterlo in funzione emana una strana luce.
L'attivazione dell'orologio, all'insaputa di Lena, ha dato l'allarme a qualcuno che controllava che tutto fosse regolare.

Dante non riesce a capire come mai un settore rimasto inattivo da diversi anni abbia cominciato a lampeggiare, c'è qualcosa che non va e vuole assolutamente capire cosa stia succedendo, c'è un solo piccolo problema, chi è sopra di lui, non vuole assolutamente che si venga a scoprire il segreto dietro quell'orologio.

Lena si è sempre sentita un pesce fuor d'acqua, la normalità che tutti gli altri vivono, per lei non è altro che monotonia e quando scopre il segreto che si cela dietro quell'orologio vuole assolutamente farne parte.

Dietro l'orologio si nasconde la possibilità di viaggiare nel tempo, ma quello che la nostra protagonista non riesce a capire è che quei viaggi sono delle vere e proprie missioni, la sua voglia di tornare indietro nel tempo, per fermare gli eventi che hanno permesso di uccidere i suoi genitori, la fanno apparire come una persona egoista, poco incline all'uso reale che l'orologio ha.

La città invisibile è un romanzo che crea tante aspettative, infatti in parte ci sono, una città celata agli occhi umani, Lena resta affascinata, ma allo stesso tempo l'autrice il più delle volte la caratterizza come una persona capricciosa, prepotente ed egoista, è vero ha quindici anni, però questa spasmotica voglia di recuperare il passato a discapito di tutto, l'ha resa ai miei occhi un po' antipatica.

Non sono sicura di voler leggere il seguito, non mi ha convinta più di tanto, anche se la maggior parte degli eventi, colpi di scena, spiegazioni circa il legame di Lena con la città invisibile sono tutti condensati nella seconda parte del romanzo, infatti è proprio questo che mi è pesato maggiormente. La prima parte mi è sembrata lenta, più descrittiva, ci sono molte pause riflessive della ragazza, più che altro paturnie, per andare poi a concentrarsi tutto alla fine.


Questi sono i blog che partecipano questo mese alla rubrica...




Floriana

venerdì 15 settembre 2023

Rubriche: Tu leggi? Io scelgo! #44

 


Buongiorno lettori, pronti per una nuova lettura nella rubrica, Tu leggi? Io scelgo?, ideata da Chiara del blog, La lettrice sulle nuvole.

In cosa consiste questa rubrica che naturalmente è aperta a tutti, se volete partecipare fate un fischio, saremo ben liete di organizzare il tutto, ma torniamo a noi, la scelta avviene attraverso un sorteggio, dove dal blog assegnatoci scegliamo un libro per poterlo leggere e recensire. Il romanzo scelto questa volta è Outlander La straniera dal blog di Sara, Booklover: viaggiando attraverso i libri

Titolo: La straniera Outlander
Autore: Diana Gabaldon
Casa editrice: Corbaccio
Pag.: 838
Costo: /

Data di pubblicazione: 31 gennaio 2003












L'anno è il 1945. Claire Randall, un'infermiera militare, si riunisce al marito alla fine della guerra in una sorta di luna di miele nelle Highlands scozzesi. Durante una passeggiata, la giovane donna attraversa uno dei cerchi di pietra antichi che si trovano da quelle parti. All'improvviso si ritrova proiettata indietro nel tempo, di colpo straniera in una Scozia dilaniata dalla guerra e dai conflitti tra i clan... nell'anno del Signore 1743. Catapultata nel passato da forze che non capisce, Claire viene coinvolta in intrighi e pericoli che mettono a rischio la sua stessa vita e il suo cuore. L'incontro con il giovane cavaliere scozzese James Frazer la costringe a una scelta radicale tra due uomini e due vite, in eopche così diverse tra loro.
Ironica, avventurosa, appassionata e molto coraggiosa, Claire è una straordinaria eroina che conquista il cuore del lettore fin dalle prime pagine.




Avevo rinunciato alla lettura di questo libro, perché pensavo che non mi sarebbe stata data la possbilità, questo perché essendo una serie molto lunga, pubblicata e ripubblicata, editata e rieditata, nonché diventata anche serie televisiva, ho lasciato perdere e messo il libro in un armadio insieme agli altri duo o tre.
E invece, quel fatidico giorno è arrivato e finalmente entusiasta ho cominciato a leggerlo, premesso che a parte le storie lette e ascoltate in giro, non mi sono mai soffermata sulla trama e tanto meno sulle vicende da serie tv, avrò fatto bene? 
Va anche detto che ho questo libro da tempo immemore, tanto da essere riuscita ad acquistarlo in un mercatino a soli due euro, per scoprire poi che ho la prima edizione, quella pubblicata da Corbaccio nel 2003.
Posso solo dirvi che per me questo libro è stato un vero buco nell'acqua, probabilmente sarò una voce fuori dal coro, ma a me Claire mi è stata antipatica dal primo momento, dalle prime pagine e con questo sentimento ho continuato a leggerlo, pagina dopo pagina, entrando sempre più in una storia dai risvolti che non mi hanno coinvolta, convinta e annoiata.
I viaggi nel tempo creano curiosità, la domanda che ci poniamo il più delle volte è cosa si sarà inventato lo scrittore o la scrittrice del momento, per catturare la nostra attenzione? 
Una storia d'amore, una vita parallela, scelte importanti che cambieranno sicuramente anche il percorso della storia.
Ecco tutto questo è presente in La straniera, ma io non son riuscita a entrarci dentro, pian piano ho cercato di capire le scelte, i comportamenti della protagonista, il suo buonismo e la sua voglia di estraniarsi dalla vita del marito, e ancora, nella sdua nuova vita, dove si è data, senza ripensamenti, insomma, non credo che leggerò il seguito di mia spontanea volontà.




Floriana










venerdì 13 settembre 2019

Trame e opinioni: Un respiro nell'acqua di Alice Blanchard

Titolo: Un respiro nell'acqua
Autore:  Alice Blanchard
Casa editrice: Corbaccio
Pag.: 359
Costo: 18,60














Sono passati sedici anni. Savannah, la sorellina minore di Kate Wolfe, è stata brutalmente uccisa. Sedici anni in cui Kate è costretta a fare i conti con i sensi di colpa che la assalgono senza darle tregua. È stata egoista e ha messo in pericolo sua sorella. Non la consola sapere che l'assassino è da tempo rinchiuso nel braccio della morte, in attesa dell'esecuzione. Apparentemente Kate, in qualche modo, è riuscita a ritrovare un equilibrio: adesso è una giovane e stimata psichiatra infantile che lavora all'ospedale di Boston e la sua vita va avanti come tante altre. Almeno finché una delle sue pazienti non si suicida. Esattamente nello stesso giorno in cui viene portata in ospedale una ragazzina psicotica la cui madre vuole a tutti i costi che venga affidata a lei, Kate, e a nessun altro. Quel giorno il mondo di Kate si sgretola un'altra volta. Teme di non essere in grado di prendersi cura della ragazza. Anzi, non vorrebbe averci nulla a che fare. Ma poi si accorge che la giovane paziente conosce molti particolari del suo passato che non dovrebbe sapere. E contemporaneamente un detective in pensione la contatta per esporle una sua teoria: secondo lui Savannah non è stata una vittima isolata, ma solo la prima di una serie. Forse colui che attende in prigione non è l'assassino. Forse là fuori c'è un serial killer, pronto a rovinare altre vite. Quella di Kate prima di ogni altra...




Kate Wolfe, psichiatra infantile, è una donna che convive con un passato da cui non riesce ad allontanarsi mentalmente. Nonostante siano passati molti anni, a volte ha ancora incubi sulla morte della sorella Savannah, che all'epoca era stata rapita e sotterrata viva.

Viene avvicinata da un ex poliziotto che 16 anni prima aveva indagato sull'omicidio e da qui iniziano varie vicende che stimolano la protagonista ad andare sempre più a fondo per capire la verità.
E' un buon thriller, ma non mi ha convinto del tutto. Le spiegazioni, secondo me, andavano più scandagliate e il dialogo finale tra Kate e l'assassino avrebbe dovuto essere più esplicativo, invece ritengo che sia stato superficiale anche perché il serial killer ha commesso così tanti omicidi che un approfondimento meticoloso sarebbe stato necessario.
Poi c'è una piccola stonatura che mi ha colpito: Kate e l'omicida hanno un corpo a corpo. C'è scritto che lei riceve un pugno sulla mascella, che si rompe, e quello che avviene in seguito mi pare un po' esagerato visto il dolore che Kate deve sopportare, mi è sembrato quasi un "Rambo" che lei non è.
Nel complesso non male.


Iaia

venerdì 6 aprile 2018

Trame e opinioni: Il gioco bugiardo di Ruth Ware

Titolo: Il gioco bugiardo
Autore: Ruth Ware
Casa editrice: Corbaccio
Pag.: 429
Costo: 17,90
















Trama
Il messaggio arriva in piena notte. Solo quattro parole: «Ho bisogno di voi». Isa saluta il marito, prende con sé la figlia di sei mesi e si precipita nella cittadina costiera di Salten, sulla Manica, dove aveva trascorso gli anni del liceo. A scuola Isa e le sue tre migliori amiche giocavano al gioco delle bugie: vinceva chi di loro avesse inventato la storia più assurda rendendola credibile agli occhi degli altri. Ora, dopo diciassette anni di segreti, sulla spiaggia viene scoperto qualcosa di agghiacciante. Qualcosa che costringe Isa a confrontarsi con il proprio passato e con le tre amiche che non vede da allora, ma che non ha mai dimenticato. Hanno preso strade diverse, non si riconoscono più nelle adolescenti di un tempo, ma è sufficiente tornare nella casa di Kate, il vecchio mulino vicino al collegio dove tutto è cominciato, perché ogni distanza venga annullata e perché le quattro donne di adesso tornino a essere le ragazze di allora. Ma la loro non è un'allegra e nostalgica riunione di ex compagne di classe: Salten non è un posto sicuro, non dopo quello che hanno fatto. E se avevano creduto che il tempo potesse cancellare ogni traccia, adesso capiscono che era solo l'ennesima menzogna: una menzogna che in questo caso avevano raccontato a se stesse...



Isa, Kate, Fatima e Thea sono quattro amiche che si sono conosciute al liceo di Salten quando avevano 15 anni. Amiche per la pelle che ne hanno combinate di tutti i colori, ma che, soprattutto, raccontavano bugie. Il patto tra di loro era che le menzogne fossero per gli estranei, non per la loro piccola combriccola. Ma avviene un fatto. Il papà di Kate, Ambrose, viene trovato morto e ciò porta alla separazione delle ragazze, ma dopo 17 anni devono tornare in quella cittadina per affrontare i misteri di quello che è successo. Sarà un travaglio interiore molto pesante che alla fine, in qualche modo, porterà una parvenza di serenità.
Il libro mi ha lasciato una certa amarezza e non mi ha entusiasmato. Il tema principale è la bugia e i problemi agganciati a questo comportamento. Anche quando arriva la voglia di dire la verità, questa viene trattenuta per il timore delle conseguenze. Tutto è portato, secondo me, per le lunghe. Prima di capire cosa sia successo e cosa Kate voglia dalle sue compagne lo si scopre quasi a metà thriller. Prima è un vortice di pensieri che fa Isa e il ricordo del vivere in quel collegio al liceo è ricco di particolari che ho ritenuto troppo dettagliati quanto inutili. Ritengo che il libro non sia né psicologico, nel vero senso della parola, né un giallo come tale dovrebbe essere inteso. Oltretutto i caratteri dei vari personaggi non mi hanno colpito in modo particolare.





giovedì 22 giugno 2017

Uscite: Corbaccio

Titolo: La verità
Autore: Melanie Raabe
Casa editrice: Corbaccio
Pag.: 323
Costo: 17,90

















Da ormai sette anni, Sarah vive sola con il suo bambino: dopo essere partito per un viaggio d’affari in Sud America, suo marito Philipp è scomparso, precipitando Sarah in un incubo. Fino a quando, improvvisamente, viene annunciato il ritorno di Philipp, lasciato libero dopo essere stato per sette anni nelle mani di una banda di rapitori. La notizia diventa un caso mediatico. Sarah è incredula e frastornata, e si prepara ad accogliere il marito. Ma quando il portello dell’aereo che dovrebbe restituire Philipp alla sua famiglia si apre, accade l’impensabile: a scendere la scaletta non è Philipp. È un uomo che Sarah non ha mai visto prima. Che cos’è successo? Chi è questo estraneo che si spaccia per Philipp? E, soprattutto, che intenzioni ha? Se dello sconosciuto Sarah non sa nulla, lui invece sembra sapere tutto di lei, e la minaccia. Se si azzarderà ad aprire bocca denunciandolo alla polizia, perderà ogni cosa: suo marito, suo figlio, la sua stessa vita.

Uno psicothriller elegante e inquietante, La verità insinua il dubbio nel lettore pagina dopo pagina, e conferma il grande talento di una delle migliori autrici della nuova generazione.

giovedì 15 giugno 2017

Trame e opinioni: Gli eredi di Wolf Dorn

Titolo: Gli eredi
Autore: Wolf Dorn
Casa editrice: Corbaccio
Pag.: 312
Costo: 17,60
















Trama
«Mi creda, avrà bisogno ancora di un sacco di caffè oggi. Sarà una cosa lunga.» Nella saletta colloqui del seminterrato del reparto psichiatrico dell'ospedale, Frank Bennell, stimato criminologo alla soglia della pensione, chiede aiuto a Robert Winter, psicologo con cui ha collaborato in numerosi casi di omicidio. Però i due esperti del lato oscuro della natura umana questa volta sono messi a dura prova. La donna che si trovano davanti, sopravvissuta a un grave incidente su una strada di montagna immersa nella nebbia e battuta dalla pioggia, sembra oscillare tra realtà terribili e allucinazioni. Si chiama Laura Schrader, trentadue anni, capelli biondi; nell'auto accanto a lei una pistola vecchio modello col caricatore vuoto e un baule in cui si nasconde una dura verità. Nel suo sguardo diffidenza e terrore. Perfino Winter, il quale nella sua carriera ha ascoltato dai suoi pazienti storie così plausibili da non riuscire quasi a smascherarle, non sa come mettere in ordine i pochi elementi ricavati con tanta fatica dalla donna: l'uomo che l'ha salvata chiamando i soccorsi e poi è sparito nel nulla, bambini dagli occhi di ghiaccio, misteriose uccisioni... Fatica a collegarli a quanto si vede nella foto che gli ha mostrato il collega: qualcosa di terribile, che supera ogni immaginazione. In una lunga notte, fuori dalla clinica, sotto un cielo nero e gonfio di odio sta succedendo qualcosa. Ma cosa? Bisogna credere a quella donna per arrivare in tempo. Se sarà ancora possibile.

e mezzo

Il commento di Iaia

Laura Schrader è una donna che negli ultimi 5 giorni ha vissuto un'esperienza tragica e racconta ciò che ha visto e ascoltato, con dovizia di particolari, a Robert Winter, psicologo che collabora con la polizia. Sono stati cinque giorni incredibili.
Non scrivo la trama nè faccio riferimenti al contenuto, perché potrei far spoiler. Dico solo che è un libro da catalogare nella serie fantascienza. Negli anni '50 e '60 ne avrebbero ricavato un film. Non immaginavo che fosse così, altrimenti non avrei nemmeno iniziato a leggerlo in quanto è un genere che non mi interessa. Avrei potuto fermarmi, ma sono stata molto curiosa e ho voluto finire questo scritto per capire se l'idea che avevo in mente era quella giusta.
E' un libro che ho associato a un vecchio e "bellissimo" film del 1960, Il villaggio dei dannati, che chi ama la fantascienza avrà visto senz'altro. Nonostante io non ami leggere questo tipo di romanzi, ci sono dei film veramente belli anche se inquietanti e che certo non rivedrei spesso, ma che meritano di essere visti.
La cosa che mi ha lasciato perplessa è che, secondo me, non c'è conclusione, il finale è aperto e non si sa bene cosa succederà e ciò mi ha lasciato alquanto turbata, visto che anche l'epilogo non lancia segnali positivi.
La mia valutazione forse non è molto oggettiva o giusta, perché, ripeto, la fantascienza è bella per chi l'ama, non per me che quando è il momento di dormire, a volte mi capita di rivivere ciò che ho letto (solo per i libri "inquietanti", mai per un bel romanzo), ma devo anche dire nello stesso tempo che mi ha affascinato.

martedì 18 aprile 2017

Uscite: Corbaccio

Titolo: Gli eredi
Autore: Wulf Dorn
Casa editrice: Corbaccio
Pag.: 300
Costo: 17,60















Robert Winter è uno psicologo. Interpellato per una consulenza da un detective che segue un'indagine, si trova di fronte al suo caso più difficile. La paziente è una donna traumatizzata, unica sopravvissuta a un evento misterioso avvenuto in un paesino di montagna. Ma si tratta veramente di una testimone o la verità è molto diversa? Perché nel bagagliaio della sua macchina la polizia ha fatto una scoperta terribile. La donna sembra impazzita, la storia che racconta sembra uscita dai peggiori incubi di uno psicopatico. Tocca a Robert scoprire la verità. Una verità difficile da immaginare...

giovedì 23 febbraio 2017

Uscite: Corbaccio

Titolo: Il respiro del fuoco
Autore: Federico Inverni
Casa editrice: Corbaccio
Pag.: 474
Costo: 16,90














Manca poco al tramonto quando il cielo grigio e nero che incombe sulla città di Haven si accende di un rosso infuocato. Ma quel bagliore non proviene dal sole calante che tenta di illuminare uno degli ultimi giorni che precedono il Natale. È il rosso violento di un incendio scaturito sulla cima di una collina in periferia, nella cittadina abbandonata di Eden Crossing. Il respiro del fuoco non ha lasciato scampo: l'eccentrico tempio che accoglieva il reverendo Tobias Manne e i suoi adepti è ora un sepolcro ardente con decine di vittime. La profiler Anna Wayne e il detective Lucas sono arrivati troppo tardi per impedire quel devastante suicidio rituale... ...ma qualcosa appare assurdamente incongruo. Qualcuno è riuscito a dominare il fuoco, a farsene padrone. E forse quello non è un suicidio collettivo, ma la più efferata delle stragi, messa in atto da una mente visionaria e geniale. Perché esiste soltanto una cosa più affascinante e pericolosa del manipolare il fuoco: manipolare le menti. Mentre in città la notte arde di altri fuochi, Anna e Lucas devono sfidare il tempo per riuscire a elaborare un profilo del killer, ricostruire la storia delle vittime e individuare la più sfuggente delle ombre, prima che uccida ancora. Ma ogni indagine ha un prezzo, e quando sia Anna sia Lucas scoprono che quel caso affonda le radici nel loro passato, nei loro segreti, sono costretti a chiedersi se possono davvero fidarsi l'una dell'altro... O se invece, come predicava il reverendo Tobias Manne, non sia il momento di compiere l'ultimo passo: accettare l'inaccettabile.

lunedì 5 dicembre 2016

Trame e opinioni: La donna della cabina numero 10 di Ruth Ware

Titolo: La donna della cabina numero 10
Autore: Ruth Ware
Casa editrice: Corbaccio
Pag.: 368
Costo: 16,90
















Trama
Doveva essere la crociera perfetta. Le luci del grande Nord su uno yacht di lusso, l'Aurora Borealis, in compagnia di pochi e selezionatissimi ospiti. Un'ottima opportunità professionale per la giornalista Lo Blackwood, incaricata di sostituire il suo capo e ben felice di trovare sollievo dallo choc provocato da un tentativo di furto subito nella sua casa di Londra. Ma la crociera si trasforma ben presto in un incubo atroce... Durante la prima notte di viaggio, Lo assiste a quello che ha tutta l'aria di essere un omicidio, proprio nella cabina accanto alla sua, la numero 10. Non solo nessuno le crede, ma la ragazza che dice di aver incontrato nella stessa cabina sembra non essere mai esistita: non è a bordo, nessuno la conosce, e le tracce lasciate dalla sua misteriosa presenza svaniscono l'una dopo l'altra. Bloccata sulla barca e sempre più isolata nella sua ricerca, Lo cade in preda al terrore. Sta forse impazzendo? Oppure è intrappolata in mezzo all'oceano, unica testimone di un delitto e in balia di uno spietato assassino?

Doppia recensione


Iaia

Lo Blacklock è una giornalista di una rivista per turisti ed è stata designata a partire per una crociera di cinque giorni nel mare del Nord, per descrivere e commentare il viaggio destinato a una decina persone, ospiti del ricchissimo proprietario. L'Aurora Borealis, è una piccola nave dotata di tutti i confort e solo personaggi noti e molto abbienti potranno permettersi, in futuro, un viaggio così particolare.
La protagonista arriva al porto dopo aver subito in casa un furto mentre stava dormendo e il risveglio non è stato certo tra i migliori, avendo avuto modo di vedere il ladro mentre trafugava le sue cose ed essere stata chiusa a chiave in camera sua.
Questo è il primo trauma che Lo subisce, ma non è l'ultimo. La cabina vicino alla sua è occupata da una donna che poi scompare e avendo sentito durante la notte un urlo e un tonfo, come se fosse caduto qualcosa di pesante nel mare, decide di indagare. Ci sono una serie di avvenimenti che sconvolgono la protagonista.
Un giallo non molto curato. Il finale non ha scandagliato bene tutti i quesiti che un lettore si pone durante la lettura di questo genere di libri e ciò mi ha deluso.
Anche il finale è stato superficiale. Non posso e non voglio addentrarmi nello specifico poiché è un thriller e chi lo leggerà non deve essere influenzato da un'opinione personale.
Se la Ware vuole proseguire in questo filone, deve, secondo me, imparare a eliminare le spiegazioni inutili e concentrarsi di più sui dettagli per la soluzione del caso.

e mezzo

Dolci
Buon romanzo con atmosfere cupe che, non so bene il perché, mi hanno ricordato alcuni romanzi di Agatha Christie. Soprattutto per la scelta della Ware, di raggruppare una serie di persone in un luogo e impossibilitate a comunicare con il mondo esterno.
La protagonista, Laura “LO” Blacklock, non è male anche se, all'inizio del libro, è sempre mezzo ubriaca, forse a causa della sua insoddisfazione sentimentale e lavorativa. Mi era venuto anche il dubbio che lei potesse soffrire di disturbi mentali che mi hanno fatto mettere in discussione la sua affidabilità su ciò che vede. A causa di queste mie impressioni anche la trama mi è sembrata confusa e senza senso. 
Poi però prende un buon ritmo e si va avanti più facilmente con la lettura.
Durante tutta la storia dalle pagine affiora la tensione che avvinghia Lo, mentre cerca di capire cosa stia succedendo su quella nave. Il senso di claustrofobia che prova e la tensione vissuta dalla protagonista sono raffigurate molto bene dalla Ware.
Lo stile dell'autrice è rapido e scorrevole, non si perde in lunghe descrizioni, ma il lettore non fa fatica a immaginare l'ambientazione nordica dove si svolge il romanzo. Altra scelta azzeccata è collocare la storia su una nave da crociera, luogo in cui il panico e la paura di essere intrappolati in mezzo al nulla, può atterrire chiunque.
Nel complesso è stata una lettura veloce e coinvolgente che ho apprezzato molto, anche se non è proprio il thriller che sto cercando in questo periodo. Non sono mancati i colpi di scena, alcuni forse troppo prevedibili.


martedì 8 novembre 2016

Trame e opinioni: La ragazza corvo di Erik Axl Sund

Titolo: La ragazza corvo
Autore: Erik Axl Sund
Casa editrice: Corbaccio
Pag.: 749
Costo: 18,90















Trama
Stoccolma: in un parco cittadino lo polizia scopre il cadavere di un giovane straniero. Il commissario di polizia Jeanette Kihlberg conduce le indagini, dando lo caccia a un misterioso quanto efferato omicida e lottando contro le resistenze interne alla polizia stessa restia a impiegare le proprie forze per cercare l'assassino di un immigrato sconosciuto. Ma con lo scoperta di altri due corpi barbaramente uccisi, Jeanette Kihlberg capisce di trovarsi di fronte a un serial killer e si rivolge alla psichiatra e profiler Sofia Zetterlund, con cui lavora giorno e notte incrociando con lei non solo lo vita professionale ma anche quella personale. E a mano a mano che Jeanette e Sofia progrediscono nelle indagini, appare chiaro che lo catena di omicidi è solo lo manifestazione più evidente e raccapricciante di un disegno criminoso e diabolico che coinvolge settori insospettabili della società svedese.

Doppia recensione

e mezzo

Commento di Iaia

Il nome dell'autore è uno pseudonimo. In effetti il libro è stato scritto da due persone: Jerker Eriksson e Håkan Axlander Sundquist. Sarei molto curiosa di sapere come hanno diviso il lavoro. E' un libro molto particolare. Ho letto che è una trilogia e che è stato pubblicato a puntate. La CE Corbaccio ha deciso di editare questo thriller in un unico volume. Meglio così.
Fare un riassunto di questo voluminoso libro è un po' difficile. I personaggi sono tutti legati tra di loro e tutti con disturbi psichici. Ci sono persecutori e tante vittime. I primi sono malati mentalmente, conducono una vita agli occhi degli estranei perfetta, sembrano famiglie felici, ma hanno un cuore nero, le seconde hanno la loro psiche compromessa per le sevizie subite fin da bambini.
Ci sarà una certa "giustizia", ma questa non risolverà i problemi che tanti aggrediti hanno avuto e continuano ad avere sulla loro pelle e nella loro anima.
Per me è difficile dare un giudizio. L'argomento è interessante e molto delicato perché si parla di pedofilia, di crudeltà nei confronti di minorenni e del danno che questi comportamenti hanno provocato in chi ha subito tali ignominie. E si parla soprattutto di una di queste vittime, che a vent'anni di distanza dall'ultimo sopruso ricevuto, ha capito come uscirne. C'è molta psicologia che è stata la parte che mi è piaciuta di più.
Ciò che invece non mi ha convinto è come è stata strutturata la storia. I capitoli hanno un titolo e in genere è il luogo in cui si svolge la vicenda, come le scene a teatro. Una scena è in salotto, un'altra è in cucina o l'altra ancora in strada. Nel romanzo quasi ogni capitolo si svolge in un edificio particolare. Ora è la casa di un personaggio, ora lo studio o l'appartamento di un altro e così via. Solo che questo non l'ho capito subito, ma dopo un po' anche perché i titoli riportano nomi e strade svedesi che certo non è una lingua semplice.
Dicevo la struttura: ho ben accettato quando alcune parti raccontavano episodi del passato, ma a volte i capitoli sono molto brevi e lasciano in sospeso il pensiero del personaggio per ritrovarlo dopo diverse pagine che non hanno legami con quello che si è appena finito di leggere.
Una cosa che non ho gradito è il capitolo intitolato Martin, che è un bambino morto annegato e che è stato intitolato così per far capire a chi legge come in effetti sia deceduto. Se non ricordo male le parti raccontano sempre vicende di personaggi in vita, ma in questo caso avviene il contrario e l'ho trovata una stortura e mi è seccato che non sia stato trovato il colpevole della morte di questo piccolo attore.
Tutto il thriller comunque è il viaggio psicologico di un personaggio che cerca di uscire dal lunghissimo tunnel di sofferenza della sua infanzia e adolescenza, per trovare alla fine un po' di serenità e accettazione dei ricordi che l'hanno sempre accompagnato.
Secondo la mia opinione, non è un libro facile, ma ha il suo fascino.
Un thriller che mi ha scosso e che a volte avrei voluto mettere da parte per un po' e riprenderlo più avanti, ma caparbiamente ho continuato finché non ne ho visto la fine.
Se l'argomento interessa, leggetelo con calma, se amate la psicologia avrete molti stimoli e sarei curiosa di conoscere il parere di chi si cimentasse in questa avventura.




Il commento di Dolci

Quanto può sopportare un essere umano prima di crollare e trasformarsi in un mostro?

Il commissario Jeanette Kihlberg viene chiamata sul luogo del ritrovamento del cadavere di un bambino seviziato e mutilato. Durante le indagini, la poliziotta, chiede aiuto a Sofia Zetterlund, psicologa infantile. Si troveranno di fronte a omicidi brutali e coinvolte in orribili scene fatte di abusi sui minori, pedofilia, torture crudeli e cannibalismo.

Quanto può essere malato un essere umano? riflette il commissario. 
E cosa lo ha reso quello che è?

Leggere questo romanzo, uscito originariamente in  tre volumi nel 2010, 2011 e 2012, è stato molto difficile e particolare. Oscuro e violento mi ha coinvolto da subito, anche troppo, infatti ho dovuto intervallarne la lettura con altri racconti più brevi e leggeri.

Col passare degli anni aveva imparato a considerare anche ciò che sembrava impossibile. In molti casi la realtà, la brutale realtà, aveva superato la fantasia.

All'inizio ho avuto difficoltà con i nomi svedesi, a cui non sono abituata, ma poi la storia mi ha presa e non ci ho fatto più caso. E' rimasta comunque una lettura difficile e sofferta per gli argomenti trattati e la narrazione fin troppo accurata. L'autore (o meglio gli autori visto che è lo pseudonimo di Jerker Eriksson e Hakan Axlander Sundquist) è stato molto dettagliato nelle descrizioni di abusi e torture.

Ricordi di umiliazioni, cicatrici interiori che vorrebbero riaprirsi per rivelare la miseria che nascondono. Ma tutto rimane chiuso là, in fondo al petto, e di tanto in tanto riemerge come un dolore pulsante. Intuire quanto dolore si possa infliggere agli altri rischia di diventare un’armatura impenetrabile. E dalla quale nulla può uscire.

Tuttavia il romanzo si è lasciato leggere velocemente (almeno quando cominciavo) grazie ai capitoli brevi e intensi che si alternano tra presente e passato con i vari soggetti della storia.
Possiamo dire che le due protagoniste principali sono Jeanette e Sofia entrambe forti e interessanti, ma il libro è pieno di personaggi diversi ognuno con una storia ben approfondita dall'autore.

Quando si getta uno sguardo al passato, talvolta è possibile stabilire l’istante preciso in cui si apre una nuova fase, anche quando, in quei momenti, tutto sembrava scorrere normalmente.

Capire chi fosse la “Ragazza Corvo”, per me, è stato scontato da subito. Quando, poi, è stato svelato, nella prima parte del romanzo, chi fosse il colpevole, il mio pensiero è stato: e ora? Eppure la storia non ha perso interesse addentrandosi sempre di più in queste menti deviate e aprendo nuovi e terribili scenari.

L’atto di uccidere un uomo è in sé semplice. I problemi sono piuttosto mentali, e qui le condizioni possono essere le più disparate. La maggior parte delle persone deve superare una serie di barriere. Empatia, coscienza e riflessione funzionano di solito come ostacoli alle violenze mortali. Ma per alcuni è semplice come aprire una bottiglia di latte.

Finalmente nella terza parte tutto diventa chiaro e tutti i nodi vengono al pettine.
Consigliare o meno questo romanzo non è semplice. La storia è cruda, inquietante e violenta e solo stomaci di ferro possono sopportarla. Personalmente l'ho trovata una lettura sconvolgente che mi ha cambiato profondamente.

Se non desiderassimo qualcosa dalla vita,
saremmo solo in attesa della morte.








venerdì 30 settembre 2016

Uscite: Corbaccio

Titolo: La morbidezza degli spigoli
Autore: Keith Stuart
Casa editrice: Corbaccio
Pag.: 423
Costo: 18,60













Trama
Sam, un ragazzino di otto anni, è sempre stato diverso: bellissimo, sorprendente e autistico. Per amore suo e della sua famiglia, il papà Alex ha sempre cercato un modo per intendersi con Sam e lo sforzo, quotidiano e sfibrante, porta a una crisi matrimoniale che sembra irreversibile. Alex decide di allontanarsi dalla moglie e va ad abitare a casa di Dan, il suo migliore amico felicemente scapolo e irresponsabile, ma da una scomodissima branda per gli ospiti medita su come fare per riconquistare moglie e figlio. Mentre Alex naviga a vista nella sua nuova vita da single fra segreti di famiglia rimasti a lungo sepolti e gli impegni di padre part-time, Sam incomincia a giocare a Minecraft, rivelando uno spazio inatteso in cui padre e figlio riescono a intendersi.
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