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venerdì 4 marzo 2016

Trame e opinioni: Quello che non ti ho mai detto di Celeste NG

Titolo: Quello che non ti ho mai detto
Autore: Celeste NG
Casa editrice: Bollati Boringhieri
Pag.: 271
Costo: 17,50














Trama
È una scena che abbiamo visto spesso al cinema e nelle serie TV: la madre apre la porta della camera della figlia e la trova vuota, il letto intatto. Si teme subito il peggio. Si chiede agli amici, ai vicini, poi si chiama la polizia. La quindicenne Lydia Lee viene ritrovata morta, annegata nel lago vicino a casa: è stata uccisa? E da chi? Oppure si è trattato di un incidente? Perché è uscita di notte? Ma presto altre domande si insinuano nella sua mente, molto meno esplicite ma altrettanto inquietanti. Siamo in una cittadina del Midwest, in una famiglia normale, tranne che per la sua composizione: Marylin, la madre americana, James, il padre di origine cinese. Ben presto emerge il vero volto dell'"assassino": il razzismo. Esplicito quello della madre di Marylin, che ha troncato ogni rapporto con la figlia dopo il suo matrimonio; sottile e mai espresso quello di Marylin stessa; strisciante e ipocrita, ma letale, quello della cittadina che ospita la famiglia senza mai veramente accoglierla. Il "non detto" è quello dei genitori di Lydia, e l'adolescente non ne è la sola vittima. Le ragioni complesse della sua morte emergeranno alla fine, ma non meno disastroso è l'effetto che quel silenzio ha avuto sugli altri due figli, un diciottenne pronto a partire per Harvard, e una bambina molto attenta alle dinamiche della famiglia e della città.


Il commento di Dolci

Questo libro si è rivelato l’affascinate ritratto di una famiglia cinese-americana.
Tutto ha inizio con la morte di Lydia, sedicenne figlia prediletta di James e Marilyn. Letta la trama pensavo di trovarmi davanti ad un thriller o un giallo il cui scopo principale fosse scoprire chi avesse ucciso la ragazza. Invece la storia raccontata in queste pagine è qualcosa di diverso e profondo che mi ha tenuta col fiato sospeso.
Ogni componente della famiglia “racconta” i suoi sentimenti e le esperienze che lo hanno portato ad essere ciò che è.
Mentre James, a causa del suo stato di “mezzosangue” cerca di amalgamarsi agli altri, la moglie Marilyn cerca di emergere dalla massa e dimostrare di valere quanto, se non più, di un uomo. Quando i loro desideri non riescono ad avverarsi li riversano su Lydia, facendone la figlia preferita e, al tempo stesso, caricandola di un peso non indifferente. Naturalmente dimenticando e ignorando volutamente il maggiore Nath e la figlia più giovane Hannah che soffrono in silenzio.
Se da una parte mi dispiaceva per i sogni infranti dei due genitori, il mio cuore si spezzava di fronte ai pensieri di Nath ed Hannah.

Non ho trovato un personaggio principale visto che tutti sono comprimari nella storia, ma il mio preferito è stato Nath, il figlio maggiore.

I personaggi sono vibranti, ricchi di spessore e davvero ben disegnati tanto da risultare quasi tridimensionali. L’autrice ha saputo descrivere magistralmente le loro intricate relazioni e la loro complessa rete di emozioni contraddittorie. Impariamo tutto su di loro, dentro e fuori, e comprendiamo il peso del dolore che portano.
Fino alla fine, e durante tutta la lettura, ho fatto mille supposizioni sulla causa della morte di Lydia, ma sono stata totalmente spiazzata dal modo in cui è morta. Un libro che sicuramente mi è piaciuto molto e un’autrice che avrò piacere di rileggere.


martedì 8 settembre 2015

Uscite: Bollati Boringhieri

Titolo: Quello che non ti ho mai detto
Autore: Celeste NG
Casa editrice: Bollati Boringhieri
Pag.: 272
Costo: 17,50













Celeste Ng dimostra un talento eccezionale nel raccontare una storia in apparenza ordinaria con uno stile fuori all’ordinario
e nello svelare – nel «dire» e nel «non dire» – con tocchi precisi le radici profonde di una tragedia famigliare.

Uno dei libri dell’anno per la «New York Times Review of Books»

18esima nella best seller list del New York Times
>
150 000 copie vendute negli Stati Uniti nelle prime settimane dall’uscita

Diritti venduti in 16 paesi

Libro dell’anno per Amazon

Miglior libro dell’anno per «Huffington Post», «San Francisco Chronicle», «Time Out New York», «Entertainment Weekly», «Booklist»

Libro della settimana per «The Oprah Winfrey Magazine»

3 maggio 1977, sei e trenta del mattino. Nessuno sa nulla se non una cosa: Lydia è in ritardo per colazione
È una scena che abbiamo visto spesso al cinema e nelle serie TV: la madre apre la porta della camera della figlia e la trova vuota, il letto intatto. Si teme subito il peggio. Si chiede agli amici, ai vicini, poi si chiama la polizia. La quindicenne Lydia Lee viene ritrovata morta, annegata nel lago vicino a casa: è stata uccisa? E da chi? Oppure si è trattato di un incidente? Perché è uscita di notte? Tutte domande che continuano a tenere il lettore con il fiato sospeso, come in un romanzo giallo. Ma presto altre domande si insinuano nella sua mente, molto meno esplicite ma altrettanto inquietanti. Siamo in una cittadina del Midwest, in una famiglia normale, tranne che per la sua composizione: Marylin, la madre americana, James, il padre di origine cinese. Man mano che l’autrice toglie, con estrema delicatezza, un velo dopo l’altro alla loro storia, di coppia e individuale, il lettore continua a interrogarsi. Anche se ben presto emerge il vero volto dell’«assassino»: il razzismo. Esplicito quello della madre di Marylin, che ha troncato ogni rapporto con la figlia dopo il suo matrimonio; sottile e mai espresso quello di Marylin stessa; strisciante e ipocrita, ma letale, quello della cittadina che ospita la famiglia senza mai veramente accoglierla. Il «non detto» è quello dei genitori di Lydia, e l’adolescente non ne è la sola vittima. Le ragioni complesse della sua morte emergeranno alla fine, ma non meno disastroso è l’effetto che quel silenzio ha avuto sugli altri due figli, un diciottenne pronto a partire per Harvard, e una bambina molto attenta alle dinamiche della famiglia e della città. Quello che rende eccezionale questa storia, e ne spiega l’enorme successo negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, è il talento dell’esordiente Celeste Ng nel «dire» e «non dire», nello svelare senza inutile enfasi le radici profonde di una tragedia famigliare solo in apparenza ordinaria.

«Celeste Ng racconta una storia più grande di qualunque movente possa avere un crimine...Ne emerge il ritratto di una famiglia in lotta
per veder riconosciuto il suo posto nella storia».
«The New York Times Book Review»

«Celeste Ng intreccia i fili di un romanzo complesso, multigenerazionale, gettando luce
sui segreti che tengono insieme, e che allo stesso tempo logorano e disgregano, una famiglia americana».
«Los Angeles Times»

«Una meditazione sul peso delle frustrazioni di genere e razza appartenute a una generazione e caricate sulle spalle, e dentro la testa, della successiva».
«San Francisco Chronicle»

«Celeste Ng ha battuto Stephen King, aggiudicandosi il titolo di Amazon Book of the Year».
«Stylist»

«Temi di discriminazione razziale sono qui abilmente intrecciati in un racconto serrato,
pieno di suspense».
«The Oprah Magazine»

«Un romanzo d’esordio che ricorda Amabili resti».
«Marie Claire»

Celeste Ng è cresciuta a Pittsburgh, in Pennsylvania, e a Shaker Heights, Ohio, in una famiglia di scienziati. Ha frequentato la Harvard University e la University of Michigan. I suoi racconti e i suoi articoli sono apparsi su «One Story», «TriQuarterly», la «Bellevue Literary Review» e la «Kenyon Review Online», ed è stata premiata con il Pushcart Prize. Abita a Cambridge, Massachusetts, con il marito e il figlio.

venerdì 22 maggio 2015

Trame e opinioni: Elizabeth a Rugen di Elizabeth von Armin

Titolo: Elizabeth A Rugen
Autore: Elizabeth von Armin
Casa editrice: Bollati Boringhieri
Pag.: 218
Costo: 16,50













Trama
Mentre la siccità minaccia l'amato giardino, Elizabeth decide di intraprendere un viaggio in compagnia della cameriera e del cocchiere, in un isola del Baltico, Rugen. Tutto procede per il meglio: Elizabeth fa il bagno in mare, visita la sperduta Vilm, si gode le bellezze della natura evitando i luoghi frequentati dai turisti. Ma all'improvviso spunta la cugina Charlotte, una trentenne laureata a Oxford, sposatasi giovanissima con un eminente filosofo molto più vecchio di lei, e ora accesa sostenitrice della causa femminile. La presenza di Charlotte e i caratteri diversi delle due cugine rischiano di turbare la vacanza solitaria di Elizabeth. Al settimo giorno, il colpo di scena: le due cugine si imbattono nel marito di Charlotte, il celebre quanto bizzarro professor Nieberlein, che alla passione intellettuale abbina quella per le donne. Il viaggio si trasforma presto in una serie di rocambolesche avventure che vedono la protagonista e il simpatico vegliardo alla ricerca della fuggitiva Charlotte. Una sussiegosa gentildonna inglese dai modo spocchiosi e dalle vedute ristrette e il figlio, un giovane di bell'aspetto innamorato della cultura tedesca, si uniscono al vorticoso carosello di fughe e inseguimenti. Nato con il finto pretesto di un semplice vademecum per il turista di Rugen, il libro diventa presto un romanzo d'amore e d'avventura, sempre temperato dal buon senso e dall'ironia, con momenti di pura comicità che si inseriscono a pieno titolo nella linea del miglior humour inglese.


Il mio commento
Lontano dalle mie corde, lontanissimo dal genere che sono solita leggere, ero curiosissima di avere la possibilità di conoscere la scrittura di Elizabeth von Armin. Il primo incontro con questa scrittrice risale a un unico riferimento, Uno chalet tutto per me, un romanzo che purtroppo non ho ancora letto, e spero di farlo il prima possibile, ma che mi aveva colpito molto per la trama. In questo romanzo invece posso affermare che sono rimasta estasiata dalla protagonista, dalla scrittura dell'autrice, dall'ironia che accomuna entrambe. 
Elizabeth così caparbia, così sicura di sé, decide di affrontare un viaggio, una vacanza con la cameriera e il cocchiere, già di qui trovi l'ironia delle scelte, delle idee che questa donna ha per la testa. Ma perché Rugen? Un isola nel mar Baltico...
Questo libro quando cominci a leggerlo, ti soffermi un attimino per cercare di capire e sgomberare la mente è indispensabile. E' un diario, un resoconto, giorno per giorno, chilometro dopo chilometro scopri attraverso gli occhi di Elizabeth le bellezze dei posti che visita, ma anche le bruttezze, perché la cosa che mi ha fatto sorridere molto è la convinzione e la testardaggine di questa donna. Quando decide per una cosa quella deve essere e non si discute... 
Piccole cittadine, paesi, borghi, questo e tanto altro, lunghe strade polverose, l'odore del mare, la salsedine che senti sulle labbra, la sabbia che ricopre le vie, case piccole e grandi, alberghi, è tutto riportato in questo resoconto, ma se l'inizio fa pensare a un girovagare senza sosta ecco che arrivano i primi colpi di scena. L'incontro con la cugina Charlotte - quanto ho riso sulle macchinazioni mentali che Elizabeth si fa circa il non voler ammettere che sia lei che la cugina sono invecchiate, e che quindi avrebbero preferito non riconoscersi affatto, invece di scontrarsi con una realtà ben diversa da quella che le aveva lasciate giovani dieci anni prima. Lei e Charlotte sono completamente diverse, idee che non combaciano per nulla ma che dire nell'insieme divertenti...
Un romanzo scorrevole, con ampie descrizioni, bello, personaggi descritti in modo perfetto!

giovedì 23 aprile 2015

Uscite: Bollati Boringhieri

Titolo: Il profumo della pioggia nei Balcani
Autore: Gordana Kuic
Casa editrice: Bollati Boringhieri
Pag.: 608
Costo: 19,00













TRAMA

Una storia vera di donne coraggiose,
di amori e legami difficili, sullo sfondo dei Balcani tra le due guerre

Vero e proprio «caso» letterario, oltre che un best seller, Il profumo della pioggia sui Balcani, grazie a uno spontaneo passaparola, ha avuto, ad oggi, 17 ristampe. Tradotto in inglese, francese, ebraico, tedesco e polacco, Il profumo della pioggia sui Balcani è una vera e propria saga di famiglia, un romanzo d’amore, di avventura, di sentimenti. Un grande affresco famigliare che, attraverso le figure e le scelte coraggiose di cinque sorelle, la madre e le zie dell’autrice,  ripercorre oltre trent’anni di storia, e restituisce un ritratto indimenticabile di Sarajevo come crocevia di culture, religioni e tradizioni diverse. Come Un’eredità di avorio e ambra di Edmund de Waal, il romanzo è basato sulle memorie famigliari dell’autrice, sulle figure di donne forti che nelle vicende della loro famiglia ebraica travolta dagli eventi, si rivelano capaci di scelte di libertà in un’epoca e in un luogo tra i più difficili e violenti della Storia. Offrendo dall’interno la visione di una società e una cultura pervase da contrasti estremamente attuali.

Le sorelle Salom vivono a Sarajevo, con una madre energica e affezionata ai valori tradizionali, e un padre che resta in secondo piano per tutto il romanzo. Ci sono anche due fratelli, ma la storia, fin dall’inizio, inquadra e ritrae fin nei dettagli soprattutto le ragazze, e soprattutto il loro carattere. Cinque donne forti, cinque ebree sefardite che in casa parlano ladino e ubbidiscono ai dettami della religione di famiglia, coinvolte nella frenesia che segue l’assassinio dell’arciduca Ferdinando e lo scoppio del primo conflitto mondiale, e che fanno poi scelte di vita anticonformiste e ribelli, fino all’invasione della Serbia durante la seconda guerra mondiale, e alla liberazione. Le due sorelle più interessanti, perché fanno difficili scelte di libertà, sono Blanki, la madre dell’autrice, e Riki, la più piccola. Blanki si innamora giovanissima di Marko, serbo, cattolico di famiglia colta e ricca, e resta testardamente legata a lui nonostante l’uomo rifiuti di presentarla in pubblico e di sposarla per non contravvenire alle regole della società del tempo: e nonostante l’ira della madre e lo sgomento delle sorelle, per non parlare della riprovazione generale. Riki sceglie il teatro, la danza, diventa una ballerina famosa, e ha a sua volta una storia impossibile con uno di quegli uomini sposati che non lasceranno mai la moglie. La Storia fa da sfondo a vicende personali raccontate nei dettagli. I sentimenti, amore o ribellione che siano, sono in primo piano rispetto alla città e ai problemi tra etnie e religioni, anche se all’inizio poco fa presagire quello che succederà negli anni novanta. Ma man mano che la narrazione procede, si hanno segnali sempre più evidenti sulla possibilità che si ripetano le tragedie già sperimentate in passato nei Balcani dalle comunità ebraiche: storie che vengono trasmesse da una generazione all’altra. E quello che fa di questo romanzo un vero tesoro è proprio la descrizione della vita, delle regole, dei riti, dei timori, delle paure, della comunità sefardita: che reagisce alla sfida del passato con un’energia, una forza e un coraggio straordinari.

venerdì 17 aprile 2015

Uscite: Bollati Boringhieri

Titolo: La donna del martedì
Autore: Claire Messud
Casa editrice: Bollati Boringhieri
Pag.: 136
Costo. 14,00













Finalista al PEN/Faulkner Award

Dall’autrice del fortunato La donna del piano di sopra, 
un nuovo romanzo che ha per protagonista un donna che, 
tra delusione e solitudine, dona tutta se stessa.

Quando la mattina di un martedì, Maria entra come sempre nell’appartamento di Mrs Ellington per fare le pulizie, e vede la striscia di sangue che imbratta la parete dall’ingresso alla camera da letto, pensa che sia arrivata la fine. Invece trova la vecchia signora addormentata nel suo grande letto, con le spalle appoggiate a tre cuscini e coperte dalla liseuse di lana rosa, in perfetta salute. La routine può riprendere intatta: Mrs Ellington e il lavoro del martedì sono sempre state l’unica realtà sicura, in mezzo alla tempesta delle relazioni di Maria con il figlio, la nuora e i nipoti; anche dopo esser stata licenziata a male parole dalla scorbutica signora, e poi richiamata in servizio grazie alla mediazione di una figlia preoccupata più per sé che non per la madre, Maria ha ripreso a frequentare la casa di Mrs Ellington tutti i martedì, sedendosi in salotto con la tazza di tè che la padrona di casa serve immancabilmente alla domestica. Ma la scoperta di quella striscia di sangue sulla parete rende le cose più difficili, e la routine rischia di sparire, come tutto il resto intorno a Maria, rimasta sola a fare i conti con un passato molto ingombrante, dall'Europa in guerra al Canada, dalla vedovanza precoce ai contrasti con il figlio, un percorso che rischia di soffocare con il suo peso anche il presente. «La donna del martedì», come «la donna del piano di sopra» del fortunato, eponimo romanzo della Messud, deve fare i conti con la delusione, la frustrazione e la solitudine conseguenze di un marcato senso del dovere e del sacrificio: due storie diversissime, che hanno in comune protagoniste femminili troppo generose di sé, e lo stile sicuro di un’autrice di successo.

«La precisione della scrittura di Messud comunica bellezza, e risulta stranamente
più illuminante quanto più si fa complessa».
«The Guardian»

«Una storia e una scrittura forti, sottili e commoventi, ricche di effetti visivi, intense, compassionevoli ma prive di ogni sentimentalismo.
Un’opera di perfezione quasi miracolosa».
«The New York Times»

«Un libro di straordinario rigore, una scrittura che va dritta allo scopo».
«The London Review of Books»

«Messud costruisce una storia di grande potenza e risonanza con semplici, ordinarie scene di vita domestica: due donne che prendono il tè,
 i mobili di un salotto coperti di fogli di plastica, il modesto dipinto di un paesaggio tropicale».
«Publishers Weekly»

«La storia di Maria  è raccontata  in un solo lungo respiro di nostalgia, delusione e conquista».
«Kirkus Reviews»

Titolo: Elizabeth von Arnim
Autore: Elizabeth a Rugen
Casa editrice: Bollati Boringhieri
Pag.: 222
Costo: 16,50













Mentre la siccità minaccia l’amato giardino, Elizabeth decide di intraprendere un viaggio in compagnia della cameriera e del cocchiere, in un’isola del Baltico, Rügen. Dapprima tutto procede per il meglio: Elizabeth fa il bagno in mare, visita la sperduta Vilm, si gode le bellezze della natura evitando i luoghi frequentati dai turisti. Ma all’improvviso spunta la cugina Charlotte, una trentenne laureata a Oxford, sposatasi giovanissima con un eminente filosofo molto più vecchio di lei, e ora accesa sostenitrice della causa femminile. La presenza di Charlotte e i caratteri diversi delle due cugine rischiano di turbare la vacanza solitaria di Elizabeth. Al settimo giorno, il colpo di scena: le due cugine si imbattono nel marito di Charlotte, il celebre quanto bizzarro professor Nieberlein, che alla passione intellettuale abbina quella per le donne. Il viaggio si trasforma presto in una serie di rocambolesche avventure che vedono la protagonista e il simpatico vegliardo alla ricerca della fuggitiva Charlotte. Una sussiegosa gentildonna inglese dai modi spocchiosi e dalle vedute ristrette e il figlio, un giovane di bell’aspetto innamorato della cultura tedesca, si uniscono al vorticoso carosello di fughe e inseguimenti. Nato con il finto pretesto di un semplice vademecum per il turista di Rügen, il libro diventa presto un romanzo d’amore e d’avventura, sempre temperato dal buon senso e dall’ironia, con momenti di pura comicità che si inseriscono a pieno titolo nella linea del miglior humour inglese.

«Difficile dire qual è il mio libro preferito tra quelli della von Arnim, 
ma questo è forse quello che mi ha fatto ridere di più. 
Ho riso forte per moltissime scene! 
È davvero una scrittrice meravigliosa».
Un lettore

sabato 14 febbraio 2015

Uscite: Bollati Boringhieri

Titolo: Luna di miele con nostalgia
Autore: Molly Antopol
Casa editrice: Bollati Boringhieri
Pag.: 250
Costo:  17,50













Acclamato da critica e pubblico, l'esordio di un'attrice nominata tra i 5 migliori autori americani sotto i 35 anni dalla National Book Fondation

Segnalato da «Huffington Post» tra i 30 libri da leggere nel 2014  
Definita da «Interview» uno dei 14 volti del 2014  
Scelto da Barnes and Noble, «Discover Great New Writers»  
Selezionato dai librai indipendenti americani per Indies Introduce Debut Authors e Indie Next pick.  
Consigliato dal «Telegraph» tra i migliori libri del 2014

«Questo libro susciterà nel lettore una grande nostalgia, non solo dei tempi andati, ma di un’altra epoca del racconto breve. Quando Bernard Malamud, Isaac Bashevis Singer e Grace Paley dominavano la scena del mondo». 
«National Public Radio»

Luna di miele con nostalgia è un viaggio di esplorazione nell’anima di personaggi plasmati dalle forze della Storia: dire che un padre assente, già dissidente nella Praga comunista, si spaventa all’idea che la figlia possa svelare i suoi lati peggiori in una pièce teatrale che le è stata commissionata, non rende la ricchezza di contenuti di «L’uomo più silenzioso»; o che in «Luna di miele con nostalgia» il protagonista, innamorato di una emigrata ucraina, si accorge di quanto gli manchi una consapevolezza delle proprie origini proprio durante la luna di miele, non basta a trasmettere il senso di smarrimento che prova anche il lettore. Il talento di Molly Antopol consiste proprio nel comunicare a chi legge questi racconti le emozioni dei vari personaggi, anche quando sono lontanissimi dall’esperienza personale, dal mondo in cui si vive, dai problemi che si affrontano quotidianamente. È raro provare una simile sensazione di risveglio alle cose difficili, spesso orribili del mondo contemporaneo, quelle che si è tentati di dare per scontate: da Israele all’Ucraina, dal maccartismo alle purghe sovietiche, alla seconda guerra mondiale, da Boston a Gerusalemme, da Brooklyn a Los Angeles, l’autrice racconta storie che si leggono avidamente, sospesi nell’attesa. La rivelazione arriva nelle ultime righe, come succede nei racconti della premio Nobel Alice Munro. Il paragone non è esagerato: la Antopol riesce, in racconti brevi ma ricchissimi di trama, veri e propri romanzi in miniatura, a trasmettere concetti non semplici e insieme a suscitare sorpresa ed empatia. Chi legge abitualmente racconti sa che quelli di valore, quelli dei grandi autori, restano in mente a lungo, non diversamente dalle trame dei romanzi più famosi: è quello che succede con questi. Molti scrittori di cultura ebraica sono maestri della forma breve, ma Antopol li eguaglia solo per lo straordinario talento: anche se le ambientazioni e i personaggi appartengono proprio a questa cultura, il modo in cui l’autrice li racconta ha tutta la freschezza della migliore letteratura contemporanea di qualunque origine, credo o cultura.

 «Un libro fresco e anticonvenzionale… Molly Antopol è una sicura promessa». 
«The New York Times»

«Bello, divertente, intrepido, squisito nella forma … È chiaro che siamo davanti a una grande narratrice – una scrittrice che sa emozionare, che possiede la profondità intellettuale di Saul Bellow e l’umorismo caustico di Philip Roth. Questo libro non è solo potente e importante: è necessario». 
Jesmyn Ward, vincitrice del National Book Award per Salvage the Bones

«Luna di miele con nostalgia è destinato a diventare l’evento di quest’anno … la ricchezza e la portata storica dei racconti di Antopol fanno di ogni storia un breve, denso, romanzo».
«The Esquire»

«In una parola: wow!» 
« New York Journal of Books»

«Intelligenti e caustici, i racconti della Antopol ti conquistano all’istante». 
«The Library Journal»

«Una scrittura convincente e di grande empatia». 
«San Francisco Chronicle»

«A volte malinconici, spesso divertenti e sempre avvincenti, questi racconti sono una delizia». 
«The Guardian»

«Se desiderate vivere una completa esperienza emotiva in meno di venti pagine, non cercate oltre». 
«Harper’s Bazaar»

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