giovedì 25 agosto 2016

Trame e opinioni: Non c'è niente che fa male così di Amabile Giusti

Titolo: Non c'è niente che fa male così
Autore: Amabile Giusti
Casa editrice: self
Pag.: 232
Costo: 1,99 ebook














Trama
Lei è Caterina, una giovane donna che all’età di sei anni ha visto infrangersi la propria infanzia. La persona più importante della sua vita l’ha abbandonata in modo tragico, lasciandole un’immensa ferita nascosta destinata a sanguinare per sempre. 
Undici anni dopo, Caterina non ha amici, è più matura della sua età, è troppo matura per la sua età. È strana, complicata, i compagni di scuola la osservano con compassione e sospetto e ha un pessimo rapporto anche coi suoi genitori. 
Poi, un giorno, inaspettatamente, come se il destino avesse deciso di rimescolare le carte, Caterina scopre il motivo di quel tragico evento lontano. In un diario ritrovato, legge una storia di cui non sapeva nulla, una rivelazione che alimenta in lei un viscerale desiderio di vendetta.
Lui è Marco, ha trentasei anni ed è un uomo deluso dalla vita. Si incontrano in una libreria, apparentemente per caso, ed entrambi si rendono subito conto che fra loro c’è qualcosa di profondo: un'attrazione, un’affinità, un’amicizia, o perfino di più? Come gestire un legame che travalica le previsioni e la prudenza e diventa sempre più importante?
Una storia incalzante, tra presente e passato, che parla di vite spezzate, segreti inconfessabili, peccati violenti, ed esseri umani imperfetti, mediocri, fragili e crudeli. Ma anche di amore: un amore inatteso, odioso e sublime, carnale e purissimo.
“Eccolo, il suo diario. 

Più piccolo di un quaderno, ma spesso. La copertina di raso lilla. Il lucchetto. Polvere dappertutto, ruggine nelle parti metalliche, graffi sul disegno all’angolo, sul viso di una dama dell’Ottocento che scrive sotto la luce rotonda di un lume a petrolio. 
Non è difficile scardinare anche quella chiusura, non è affatto difficile per una che si sente addosso quella strana forza, quel coraggio, quella voglia irruente di sapere tutto ciò che c’è da sapere dopo anni in cui ha fatto il possibile per non saperlo. La minuscola serratura ossidata salta, rintocca a terra e si ferma in mezzo alla polvere. 
Allora, Caterina legge. 
Col cuore in bocca, legge. 
Niente di ciò che succede, succede invano.”


Il commento di Dolci


A Caterina stava bene quella conquistata indifferenza, la solitudine la faceva sentire più libera.

Un romanzo molto bello e particolare, raccontatoci dall'abile penna di Amabile Giusti, che è una scrittrice che mi piace davvero tanto. Il suo stile narrativo è meraviglioso e, ogni volta, mi trascina nel libro e mi fa partecipare ai dolori e alle gioie dei suoi personaggi. Riesce sempre a descriverli in modo da renderli quasi tangibili.
Caterina e Marco sono i protagonisti della storia, ma tutti gli altri soggetti sono coprotagonisti che vogliono dire la loro e rendono il romanzo completo in ogni sua parte. Marco non mi è piaciuto fin da subito, non per la differenza d'età o per il fatto che sia sposato. Non ho apprezzato il suo carattere insicuro e sottomesso. Sembrava quasi lui l'adolescente della storia. Anche se alla fine cerca di riscattarsi, non c'è riuscito ai miei occhi.

...sono cose che vanno così, cose che sembrano avere un capo e una coda e poi ci si accorge che sono tronche. Cose che nascono sporche, sbagliate, e non possono diventare lucide solo perché durante il tragitto viene voglia di dargli una passata di smalto.

Caterina invece mi ha catturato da subito e il mio cuore le riserverà sempre un posticino.

La sua apparente compostezza aveva molto a che fare con un istinto di difesa. Sebbene inconsciamente, era dell’avviso che solo così, con questo ardito controllo delle sensazioni (quali che fossero, ira, stizza, ma anche compassione), potesse tenere a bada il pericolo di un crollo. Tentava di tener ferma la vita tenendo ferme le suggestioni.

Ho fatto il tifo per Filo (Filodoro), coetaneo della protagonista, dalla sua entrata in scena sul pullman. E' stato sicuramente il mio personaggio preferito in tutto il romanzo.
Mi ha totalmente spiazzata il colpo di scena, anche se a ripensarci, ora molte cose che non capivo della storia trovano la giusta collocazione.
Un libro che sicuramente mi è piaciuto anche se avrei voluto un finale completamente diverso.

Mia madre e mio padre, ad esempio, non si arrabbiano per le stesse cose con me. Certe cose che per mia madre sono così gravi che se potesse mi farebbe benedire da un monaco esorcista a mio padre non fanno né caldo né freddo, per certe altre papà diventa un generale, lui che ancora non è nemmeno capitano, mentre mia madre alza le spalle e dice non son questi i problemi… Per cui… il perdono è un fatto relativo, dipende da cosa consideri importante e da quanto pensi che lo sbaglio sia stato consapevole… insomma… fatto proprio apposta apposta.»



3 commenti:

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