domenica 13 gennaio 2013

Recensione: Ti prego lasciati odiare di Anna Premoli

Ti prego lasciati odiare

Titolo: Ti prego lasciati odiare
Autore: Anna Premoli
Casa editrice: Newton Compton
Pag.: 318
Costo: 9,90
















Sono sempre stata una ragazza forte, decisa, determinata, niente e nessuno mi ha mai intimidito, ma ieri sono crollata miseramente di fronte all'ennesimo fallimento amoroso. 
E il colpo di grazia è stato non tanto l'essere stata piantata dal fidanzato, quanto la terribile consapevolezza che non me ne fregava niente di lui.

Jennifer Percy, avvocato fiscalista presso una nota banca di Londra è una donna che conosce bene quello che vuole e cerca in tutti i modi di ottenerlo. Di statura media, con occhi e capelli castani, si reputa una giovane donna piacente ma senza grandi pretese. Vive per il lavoro, divide un appartamento con altre due coinquiline e cerca in tutti i modi di avere una vita sentimentale normale. Ma cosa accade quando il lavoro penetra anche nella vita privata?

Improvvisamente la cavalcata delle valchirie si blocca e le fanciulle assetate di sangue iniziano a scrutarmi. 
Sento una ragazza sussurrare preoccupata " E' quella della foto".
E poi nel gruppo cala un silenzio di tomba.
Ian si fa strada tra di loro senza mai togliere il braccio intorno alla mia vita.....
... Io sono ancora un po' stordita. "Cielo, è sempre così?", gli chiedo costernata.
Non c'è da stupirsi che l'ego di quest'uomo sia così ipertrofico!
E' letteralmente assalito da giovani e avvenenti fanciulle disposte a tutto!

Ian Langley, è tutto quello che una donna vorrebbe avere: occhi di un azzurro intenso, un fisico mozzafiato e soprattutto ricco, no anzi, ricchissimo. Ultimo discendente di una famiglia blasonata quali i Revington, è l'uomo più ambito del jet set londinese e non ha nulla in comune con Jennifer Percy, se non il comune luogo di lavoro. Luogo che li ha visti molto tempo prima coinvolti in una battaglia di supremazia che ha portato entrambi a odiarsi. Ma quando c'è di mezzo il lavoro e le condizioni sono quelle di andare assolutamente d'accordo, la situazione cambia e così Ian e Jessy per quieto vivere cercano di mostrarsi cordiali l'uno con l'altro. 

Quando arriviamo a Revington è quasi mezzanotte.
Abbiamo più o meno litigato su qualsiasi cosa, e pensare che abbiamo parlato solo di sanità pubblica e riforma della scuola!
Per il ritorno credo che sarà meglio rimanere su argomenti più neutri, tipo la musica e la pace nel mondo.
Anche se ho il sospetto che potremmo finire per scannarci anche su quello.

Non è una situazione semplice quella che Ian e Jenny si trovano a vivere...
Eppure un solo bacio può aprire nuovi orizzonti...

Mentre richiudo la porta mi rendo però conto che in sala mi aspetta di sicuro la Santa Inquisizione. Non che le giudichi: se avessi assistito a una scena simile, al loro posto avrei avuto una reazione di gran lunga peggiore. Bisogna dar loro atto che sono riuscite almeno a contenere le domande di fronte a Ian. 
Rientrando in salotto mi siedo sulla stessa poltrona e le osservo pronta alla battaglia.
"Da quanto va avanti?", chiede Laura incrociando le braccia al petto.

La situazione non è delle migliori, ma l'amore a volte gioca brutti scherzi e certe volte è meglio continuare a odiare che cominciare ad amare...

IL MIO COMMENTO
Leggero, frizzante, spumeggiante, fresco, ironico, Ti prego lasciati odiare è l'unione di tutto ciò. Un libro che ti lascia col fiato sospeso fino alla fine. Battibecchi, screzi, battute ironiche mordaci e non, due figure, Ian e Jenny che non hanno niente in comune e non fanno altro che rimarcarlo, ma poi cosa succede? Cosa scatta in entrambi? Può realmente l'odio (se odio c'è mai stato) trasformarsi in una passione così travolgente che entrambi si rifiutano di accettare? E cosa succede quando uno rinsavisce e l'altro invece accetta la mera possibilità che di mezzo ci sia davvero l'amore?
Un libro che si legge davvero velocemente, che porteresti ovunque e rileggeresti volentieri. Un libro che per molti aspetti rivedi in luoghi comuni del vivere quotidiano.
Quanti di noi hanno disprezzato e poi amato magari proprio l'uomo che adesso scalda il nostro letto?

3 commenti:

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