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giovedì 3 maggio 2018

Review Party: L'ultimo libro del veggente di Martin Rua


Buon pomeriggio lettori, oggi il blog partecipa a un interessantissimo review party.
Parlo dell'ultimo romanzo di Martin Rua, L'ultimo libro del veggente, libro appartenente alla serie Prophetiae Saga.
Manuela lo ha letto e recensito per il blog.

Titolo: L'ultimo libro del veggente
Autore: Martin Rua
Casa editrice: Newton Compton
Pag.: 331
Costo: 0,99 ebook, 9,90 cartaceo

TRAMA: Francia, 1555. In fuga da nemici senza scrupoli che lo braccano per il tesoro che trasporta, Zanni Giustinian va fino a Lione in cerca dell'amico Nostradamus, ormai rispettato per la sua fama di indovino. Giustinian chiede il suo aiuto per mettere al sicuro sei gemme antiche dal valore inestimabile. Secondo le leggende, infatti, fanno parte di una serie completa di sette, le Clavicole di Salomone, che, una volta riunite, sarebbero in grado di aprire le porte del tempo e dello spazio. Roma, oggi. Accompagnato dal misterioso Luc Ravel, l'antiquario Lorenzo Aragona sta raggiungendo per cena il suo amico Adriano de Rossi, che poco tempo prima gli ha dato una dritta preziosa per concludere un ottimo affare. Lorenzo infatti è riuscito ad aggiudicarsi una gemma ricoperta di strani simboli che potrebbe essere rivenduta a un buon prezzo. Al suo arrivo, però, Adriano è morto. Parigi, oggi. La Francia è in ginocchio a causa di una serie di attacchi hacker che sembrano condotti grazie a una tecnologia ancora a livello embrionale: il computer quantistico. Il capitano Khadija Moreau e l'unità speciale Horus indagano, in cerca di una risposta a un inquietante domanda: chi sà cercando di dominare le leggi ancora oscure della fisica?


La fine di un viaggio lascia sempre un vuoto.

Queste sono le parole di Martin Rua nella Nota dell’autore. Mai parole furono più vere, perché avendo io amato (e amo) tutti, aspetta non tutti i personaggi, un paio li odio dal profondo, mi sono ritrova da sola, triste. Ho sofferto con loro quando le cose non andavano secondo quanto programmato, ho tremato per l’eccitazione nell’affrontare il nemico, in questo caso. Ho chiuso questo romanzo con le lacrime agli occhi e con il dolore di aver perso degli amici (e l’ho scritto anche all’autore…). Parto subito dalle mie più profonde sensazioni, quelle proprio empatiche perché ho sudato per le sparatorie e per l’agitazione dell'essere in trappola, mi sono trovata a trattenere il respiro più di una volta… Mentre leggevo quest’ultimo appuntamento mi sono ritrovata a pensare che Rua ha un gusto sadico, tutte le volte che leggo un suo libro mi ritrovo a soffrire, ma soprattutto non lascia passare un dolore al nostro “eroe”. Gabriel ovvero Luc Ravel o il Solitario, chiamatelo come volete ma tanto sempre lui è, ne ha passate di tutti i colori. Non fa in tempo a prendere una gemma gnostica, fatica per prenderla e come la trova gliela portano via… Ma non solo, finalmente è pronto ad iniziare una nuova vita, a lasciare andare il ricordo della moglie e… (mi fermo, altrimenti altro che spoiler…)
Mentre leggi senti a pelle quali sono i personaggi viscidi, malvagi e quali invece sono dalla parte del bene, anche se spesso entri in crisi perché anche i buoni sono costretti ad azioni terribili. In questo romanzo sono presenti tanti personaggi, molti li conosciamo dalle avventure precedenti, e tutti lasciano un segno nella narrazione anche quelli “marginali”. Troviamo di sfuggita il commissario Ozouf, che ha sempre la mente lucida e puntuale nell’osservare la realtà. Ozouf è fantastico, un poliziotto sì, ma con un cuore, è consapevole che il loro è un lavoro difficile. Ritroviamo il capitano Morau, una donna energica, determinata e capace di amare in modo totale. Ritroviamo la cattiva Yolande Bonard, che io proprio non sopporto, ma che sinceramente non mi tocca più di tanto, è una donna spregevole, spinta solo dalle sue manie megalomani di governo totale, è capace di passare sopra tutto e tutti pur di avere il Potere, che tra l’altro non gli basta mai, e la propria soddisfazione sessuale, che però non è amore, è solo appagamento dei sensi. Infatti per lei non è tanto importante chi sarà il suo compagno di giochi erotici, l’importante è che si compia l’atto. Non è amore, è frenesia… Amore lo prova invece Khadija Morau. Un altro personaggio che non sopporto e sono stata felice della fine che ha fatto, lo ammetto ho esultato, è Nizār Shāh, il capo degli Hashishiyyin. E poi ci sono i miei preferiti, oltre Morau, e sono Gabriel e suo figlio César. Il legame tra i due è forte. Non è solo il fatto che condividono la discendenza con Nostradamus o il dono della preveggenza, è qualcosa che va oltre. Entrambi poi vivono questa loro capacità di vedere il futuro non proprio come un dono.

“Abbiamo ereditato questa… maledizione.”
“Perché dici così? Non è esaltante poter scrutare nell’ignoto che ci aspetta?”
“Quasi mai. La maggior parte delle volte il dolore è indescrivibile, 
soprattutto quando sai che, nel novanta per cento dei casi, non potrai far niente per impedire che il male che hai visto accada.”

In questa avventura il pericolo, il male corre attraverso la tecnologia. Centrale è sempre la lotta al terrorismo, un terrorismo tecnologico questa volta, si parla di app per cellulari, traffico dati, controllo di reti telematiche. Come sempre Rua usa l’attualità e la contestualizza nel suo romanzo, facendo notare sia la parte positiva che negativa, una sorta di contrapposizione pro e contro. Non demonizza la tecnologia, ma pone attenzione ai rischi che porta con sé, per valorizzare le sue idee Rua mette nel suo racconto tanti riferimenti alla fisica, in questo caso alla fisica quantistica.
Che posso dire dello stile, del lavoro di Rua, come sempre la narrazione è accattivante, rapida, coinvolgente, scorrevole. Il racconto è ben strutturato e mescola benissimo passato e presente. Sono fusi in un qualcosa di armonioso anche gli elementi legati al mondo dell’esoterismo con quelli legati al mondo matematico-scientifico. Mi piace lo stile di questo autore. Usa elementi storici, fatti accaduti realmente nel passato e/o nel presente e li lega con momenti chiaramente romanzati, come l’incontro tra Nostradamus e Nicola Flamel, ma sinceramente queste contaminazioni fantasiose non disturbano la storia e il piacere di leggere questo thriller. Hai un po’ la sensazione di essere in un'avventura alla Indiana Jones (che io amo alla follia), sai razionalmente che alcune cose non possono essere vere, ma non puoi non chiederti “e se fosse vero?”. Nella Nota dell’autore, Rua evidenzia quali siano state le sue ricerche e mette in evidenza ciò che è storico, vero da quello che è di sua invenzione.
Bellissima è anche l’ambientazione. Se è vero che il centro è la “conquista” della Francia…

“È un attacco terroristico su larga scala, Ozuof, quasi certamente sferrato da hacker stranieri. Qualcuno tenta di nuovo di destabilizzare la Francia in vista delle elezioni presidenziali.”

…tutti gli avvenimenti si svolgono a Roma, tra la via Ardeatina e via Appia Antica (praticamente dietro casa mia!!!). E a dire il vero ti trovi a rivedere le zone nella mente, vedi Fontana di Trevi, le campagne intorno all’Ardeatina… insomma ho passeggiato nella mia città pur comodamente in poltrona…
Il romanzo è scritto in terza persona, da un narratore esterno alla storia. Viene sempre evidenziato il tempo dell’azione e questo perché spesso ci sono brani che ci portano nel passato al tempo di Nostradamus. Essendo questo la conclusione della trilogia, ci sono riferimenti al secondo romanzo (L’enigma del libro dei morti, Newton Compton editori, 2017), ma sono ben inseriti e non disturbano, semmai arricchiscono.
L’Epilogo chiude la storia, ma… sì io c’ho trovato un ma… c’è un brindisi che fa presagire che la storia non sia veramente chiusa. Ma qui forse è il mio desiderio di continuare a leggere storie de “il Solitario”, che mi fa desiderare che questo non sia un addio ma solo un arrivederci.
Libro consigliatissimo!!! Un racconto giallo, intricato eppure chiaro. Attraverso il lavoro di investigazione della polizia leghi i vari indizi, con i racconti del saggio Nostradamus vedi l’origine della storia, con i racconti attuali assapori la lotta tra Bene e Male.
Prima di chiudere, volevo ringraziare la Newton Compton per avermi dato l’opportunità di leggere il romanzo in anteprima.

La serie Prophetiae è composta da
#1 La profezia del libro perduto - recensione
#2 L'enigma del libro dei morti - recensione
#3 L'ultimo libro del veggente






domenica 20 agosto 2017

Trame e opinioni: L'enigma del libro dei morti di Martin Rua

Titolo: L'enigma del libro dei morti
Autore: Martin Rua
Casa editrice: Newton Compton
Pag.: 300
Costo: 2,99 ebook, 9,90 cartaceo
















Trama
Prophetiae Saga
LINGUADOCA, 1548. 

Nei dintorni di Montségur si è diffusa una terribile epidemia. I rimedi del dottor Étienne Domergue non sembrano funzionare. In un ultimo, disperato tentativo di fermare l’ecatombe e porre un freno ai deliri apocalittici di un gruppo religioso, il dottore invia il suo allievo Gaston Arrau in Provenza per chiedere aiuto al più grande esperto di peste in circolazione: Michel Nostradamus. 
FRANCIA, PRIMAVERA DEL 2004. 
A Rennes-le-Château una spedizione guidata dall’archeologo Yves Charpentier porta alla luce una parte del tesoro perduto dei catari, ma i finanziatori dello scavo sequestrano i reperti occultando la scoperta al mondo. 
PARIGI, OGGI.
La Francia è costretta a fronteggiare una drammatica emergenza sanitaria: una malattia simile alla peste, creduta ormai debellata da secoli, sta mettendo in ginocchio il Paese. Il governo sospetta un attacco batteriologico di matrice terroristica e affida il caso all’unità speciale Horus. Eppure, nonostante gli sforzi, la squadra del capitano Khadija Moreau brancola nel buio. Se solo potessero ancora contare sull’aiuto di Luc Ravel, alias Gabriel Nostradamus…

Doppia recensione


Manuela

È difficile recensire un thriller, si rischia sempre di fare un po’ di spoiler...diventa poi molto difficile quando il giallo è così ben scritto e costruito come questo…veramente un romanzo che merita di essere letto.
Nella Francia di oggi il governo è alle prese con un’epidemia di peste, il partito di estrema destra continua ad accusare i migranti siriani di essere i colpevoli del contagio. Il virus che sta appestando i cittadini però è in realtà stato creato in laboratori appartenenti ad una società che è legata al partito di destra, ma soprattutto è un virus legato alla storia di Nostradamus. Per cercare di debellare l’attacco batteriologico entra in gioco la squadra dell’Horus legata all’agente segreto Gabriel “il Solitario”, miracolosamente sopravvissuto all’incendio dell’anno precedente (che è poi l’episodio finale del precedente romanzo “La profezia del libro perduto”).
La storia si apre con un episodio, che poi si scoprirà essere la “scintilla”, avvenuto nel 2004, poi tutto si catapulta ai nostri giorni.
Il romanzo è scritto in modo scorrevole, chiaro e allo stesso tempo accattivante e con un ritmo incalzante. Uno stile che mi fa sempre più apprezzare questo autore. Non ci sono mai momenti di noia, sei sempre lì in tensione in attesa che succeda qualcosa che ti apra uno spiraglio. Inoltre Martin Rua è capace di mescolare passato e presente in una fusione unica e creando un continuum logico. Nel corso della narrazione al tempo contemporaneo inserisce capitoli avvenuti nel medioevo. Gli episodi del passato sono chiarificatori del presente, a volte danno la motivazione di quello che accade ai giorni nostri.
In questo appuntamento ritroviamo i personaggi del precedente capitolo, certo con l’aggiunta di altri. Anche se già sono conosciuti, l’autore li descrive ma bastano pochi tratti per delinearli perfettamente. Questo consente a chi già li ha conosciuti di rinfrescare la memoria e a chi non li conosce di continuare ad apprezzare la storia narrata, e questo a me piace tanto perché non perdi nulla della storia e tutto rimane chiaro e accattivante. Personalmente mi sono affezionata a quasi tutti i personaggi, naturalmente amo i buoni e odio i cattivi (cosa che ho detto all’autore stesso in uno scambio di messaggi, cosa di cui lo ringrazio perché mi è piaciuto tanto parlare con lui in quel modo un po’ informale, anche per lo spoiler lo ringrazio perché poi al momento cruciale ho pianto poco, altrimenti penso che avrei singhiozzato per ore… e io qui non aggiungo altro perché vi toglierei il gusto di apprezzare quella scena). Quando ho scambiato quelle due battute con Martin Rua mi ero lamentata del fatto che io mi stavo affezionando e lui invece me li stava facendo morire tutti, tanto che avevo paura mi “levasse” anche i miei super preferiti come il capitano Khadija Moreau, e infatti chiedevo se per favore facesse fuori invece dei miei paladini quelli che mi stavano antipatici come Yolande Bonard. Poi ci sono i personaggi che mi fanno un po’ pena come Robert La Palud. Chiaramente il mio preferito è Gabriel…un uomo provato dal dolore, dal dolore più forte sia nel corpo che nell’anima. Gabriel “il Solitario”, mai nome in codice fu più azzeccato, soprattutto in questo appuntamento, dopo i precedenti fatti di Parigi, quando è scampato all’incendio rimanendo sfregiato…
Come se l’ustione non fosse altro che l’elmo di quella stessa gelida armatura. Uno schermo tra lui e gli altri, tra lui e il mondo.
Anche il suo cuore è Solitario, perché pieno di dolore…
“il dolore che mi fa sanguinare l’animo richiede un’applicazione di gran lunga maggiore perché non ne venga sopraffatto. Ed è così intenso, talvolta, che offusca le mie capacità precognitive.”
Il dono di Gabriel, quello della divinazione è per lui tanto pesante come lo era per il suo avo Michel de Nostredam, ovvero Nostradamus. In questo appuntamento troviamo molti richiami al medico alchimista e vediamo in primo luogo proprio questo aspetto più scientifico.
“Per quanto io apprezzi gli aspetti più reconditi della conoscenza e m’intrattenga a dialogare con gli astri, spesso la spiegazione dei fenomeni della natura è sotto i nostri occhi.”
Anzi, si vede il lato più umano dell’antico saggio. Bellissime sono le scene in cui compare la moglie Jumelle.
I cattivi sono descritti benissimo, soprattutto sono descritte le loro motivazioni. In questo romanzo viene presentato un chiarimento sulla nascita della “Ligue” partendo proprio dagli episodi del medioevo, le motivazioni del passato poi crescono e si concretizzano nel partito del tempo moderno. Come ogni cattivo che si rispetti, qui la Ligue ha un solo obiettivo…
il più ovvio, ma anche il più agghiacciante dei risultati: il dominio del mondo…
Il romanzo è scritto in terza persona, da un narratore esterno alla storia. Ci sono puntuali riferimenti a fatti di attualità (come spiega nella nota dell’autore  per questioni di storia ha traslato l’attentato a Nizza avvenuto il 14 luglio del 2016 a maggio, ma è una licenza poetica che non disturba affatto) che si legano, fondono, con gli avvenimenti del passato. Le visioni di Gabriel e di Nostradamus vengono presentate in corsivo e servono per chiarire il momento, per dare un piccolo seme per la risoluzione del caso.
L’Epilogo in realtà non chiude la storia, ma apre al prossimo appuntamento (che sinceramente già sto aspettando).
Al termine del romanzo c’è una nota dell’autore, dove egli evidenzia le sue ricerche storiche e anche i riferimenti bibliografici. L’autore dice che chi stava leggendo quella nota era perché era affezionato al suo lavoro. Quando ho letto quelle parole mi è venuto da ridere perché le sentivo quasi rivolte a me, ma io sono affezionata soprattutto a Gabriel.
Libro consigliatissimo!!! Un giallo in cui arrivi alla soluzione passo passo, sai chi è il cattivo, ma vuoi vedere come lo prenderanno e cosa gli faranno se mai lo dovessero prendere. 




Patrizia


“Ricorda: essa non è né spada, né dardo, né veleno, 
ma è capace di causare vittime innumerevoli.”

Martin Rua per me è una certezza sin dal primo libro, non mi ha mai deluso, annoiato, fatto pentire di un acquisto. La sua capacità di catturare il lettore, di creare la giusta atmosfera, di farci usare le “celluline grigie” per stare dietro alla storia aumentano, migliorano di libro in libro.
Il grossissimo problema che ho con i suoi libri è, lo spoileraggio, ti viene da raccontare scene, aneddoti, e non si può purtroppo.
Sono rimasta come sempre stregata sino all’ultima pagina. La lettura è fluida, ottima gestione del sequel, si legge d'un fiato aspettando già il terzo libro della serie Prophetiae Saga. I colpi di scena non mancano, il ritmo c’è sempre, i temi trattati - purtroppo - mettono ancora in risultano la minaccia del terrorismo, degli attentati, della guerra, la brama del potere e del dio denaro, per cui è perfettamente in linea con i nostri giorni.
Un thriller esoterico incredibile, passaggi storici importanti, temi apocalittici, elementi paranormali fusi con grande maestria. I lassi temporali sono tanti come i luoghi in cui si sviluppa tutta la storia, eppure tutto scorre in maniera fluida, lineare senza creare alcun fastidio/disagio nella lettura. Non oso pensare alla mole di lavoro, di ricerca, di studio che c'è dietro la costruzione di una serie simile, questo per me sta a identificare il vero scrittore.
A volte credo che Martin Rua se non avesse fatto lo scrittore avrebbe avuto un futuro come regista di film d’azione, perché mentre si legge a volte è come essere i protagonisti di un film Hollywoodiano, con colpi di scena a non finire, sparatorie, intrighi.
Parliamo un pochino della storia vera e propria, dunque tutto inizia in Linguadoca nel 1548, quando si diffuse una terribile epidemia, la peste  anche chiamata “L’Artiglio del Diavolo”. Da un lato troviamo i cosiddetti credenti che sostenevano che la peste era sintomo di peccato e bisognava pulire l’anima del peccatore bruciandolo vivo - il Priorato di Montségur - e  dall’altro lato un impavido medico, il Dottor Domergue, che inizia le sue ricerche per capire come arginare il problema e trovare un rimedio, perché assalito da un forte sospetto. Per questo motivo cercherà di mettersi in contatto con un caro amico e compagno d’università, Michel Nostradamus (l’uomo le cui profezie sono ancora oggi in grado di mettere scompiglio fra i credenti).
Il Priorato di Montségur, il male vero e proprio, da subito si percepisce la cattiveria dei lori scopi. Il loro piano è che l’uomo nella sua forma corporale debba scomparire, e la peste è la maniera più rapida per ottenerne lo scopo...
Con un scarto temporale molto lungo, ci troveremo in Francia ma nel 2004 a Rennes-le-Chateaux, devo dirvi che sono le prime pagine e da lì si crea subito la brama da parte del lettore di indagare per risolvere il mistero e qua un piccolo spoiler me lo concedo. Charpentier - archeologo dal look d’altri tempi - insieme ai colleghi Fabrice Mazet (archeologo mediovista) e Jeanette Droz (storica) recuperano il tesoro di Bérenger Saunière e da qui ha inizio tutto. 
Il tesoro descritto in maniera spettacolare, lo si poteva quasi toccare tanto la descrizione è minuziosa e ben dettagliata. Viene riesumato il sarcofago di Nicolas Sauniere, cavaliere templare morto nel 1246, al suo interno vi sono 2 scrigni:

    Uno in legno rinforzato da parti di metallo con impresso a fuoco la sigla Titulus Crucis e risale ad epoca medievale
    Uno in solido metallo con inciso sul coperchio 2 teste d’aquila e 2 ruote ad 8 raggi (lo stemma della famiglia Nostradamus)  epoca rinascimentale

Il contenuto dei due scrigni ha dell’incredibile, e si va con l’esoterico e la storia… che arriva infine ad oggi, alla guerra ad Aleppo, devastata dai bombardamenti, ora vittima di una nuova malattia, oppure vecchissima malattia. La peste è tornata più veloce e forte di un tempo. Il Dottor Musaddiq Mansour biologo e batteriologo francese, nel suo piccolo laboratorio di fortuna, all’interno dell’unico ospedale ancora in piedi di Aleppo, sta analizzando i vari decessi per trovare un cura e pare che ci siano dei risultati, quando una bomba. 
Come per magia apparirà la Delta Force, che in vero american style (quasi sentivo come sottofondo musicale l’inno americano) in una rocambolesca fuga porterà in salvo il dottore.
Piccola considerazione per convincervi a leggerlo perche a parer mio assolutamente non potete perderlo: Ditemi dove potete trovare in un solo libro : Templari, i Catari, gli Assassini, la celebre Delta Force, la setta del Priorato del Montségur, la Fondazione Labrys, il corpo militare francese degli Horus. Inseguimenti, attentati, magia, vedere la Francia, la Spagna, la Siria. Viaggiare nel tempo senza mai annoiarvi un secondo.


La serie Prophetiae è al momento composta da due libri:
#1 La profezia del libro perduto - recensione
#2 L'enigma del libro dei morti

giovedì 14 luglio 2016

Trame e opinioni: La profezia del libro perduto di Martin Rua

Titolo: La profezia del libro perduto
Autore: Martin Rua
Casa editrice: Newton Compton
Pag.: 384
Costo: 7,90














Trama
In una Francia dilaniata da attacchi terroristici di apparente matrice islamica, dove i partiti di estrema destra lentamente prendono il potere, l'ispettore della Gendarmerie François Ozouf si trova a indagare sull'omicidio di un'agente letteraria di origine ebraica, ritrovata in un canale nella città di Avignone. L'ipotesi che dietro l'omicidio ci siano terroristi islamici non convince Ozouf. L'ispettore ha infatti scoperto che qualcuno vuole impedire la pubblicazione del terzo libro di una trilogia di successo, che denuncia con precisione inquietante gli intrighi del sempre più potente partito neofascista. L'autore è Luc Ravel, uno scrittore misterioso che però nessuno ha mai visto. Ozouf si mette sulle sue tracce...


Il commento di Manuela

Ci sono libri che sembrano chiamarti, e tu li scegli perché qualcosa ti fa capire che di sicuro ti piacerà leggere quella storia. Bene, questo è quello che è successo con questo romanzo.
Un bellissimo giallo, ben costruito, ben scritto e ben descritto.
La storia si apre con un delitto, apparentemente senza spiegazione, ma che dietro ha un intrigo politico da brivido. L’agente letteraria di uno scrittore, molto sfuggente, viene uccisa. Si pensa al terrorismo perché la vittima è ebrea (tema molto importante in questo periodo) e poi si sposta l’attenzione proprio su questo scrittore così misterioso. Sebbene lui sia il centro della narrazione, la storia tocca temi di attualità e soprattutto di politica contemporanea. Tutta la vicenda è ambientata in Francia, nella Francia post Charlie Hebdo. Quindi si respira il clima di terrore dovuto alla paura dello straniero, alle correnti ultra nazionaliste… insomma le stesse notizie che si ascoltano al telegiornale. A questa vicenda contemporanea, si intreccia la storia dello scrittore, che non è solo uno scrittore, ma è anche un ex agente (neanche tanto ex) dei servizi segreti, con il dono della preveggenza e soprattutto con la storia di Nostradamus.
Il romanzo si suddivide in tre parti. Apre con un episodio esoterico, una visione, che si svelerà nel corso della seconda e terza parte. La prima parte è tutta incentrata sull’omicidio dell’agente letteraria Danielle Gassonet. Viene cercato il movente e prende corpo l’importanza dello scrittore rappresentato dalla vittima, il famoso e sfuggente Luc Ravel.
Nella seconda parte l’omicidio di Danielle è passato in secondo piano e prende posizione di attore principale Luc Ravel, della sua storia passata e del fatto che non si riesce a recuperarlo per interrogarlo.
La terza parte è tutta incentrata sull’intrigo politico e si alterna tra il tempo presente e il passato di Nostradamus. Si evidenzia il legame tra il veggente di Salon e lo scrittore Ravel.
Non conoscevo questo autore, non sono per niente pentita della mia scelta e aspetto già il seguito di questa avventura.
Ha uno stile di scrittura molto accattivante, è chiaro e soprattutto crea legami tra i vari capitoli e i vari episodi, richiama alla mente le vicende e tu non perdi il filo della storia, anche se questa è molto complessa, come quella di questo romanzo. Ci sono diversi colpi di scena, che dopo qualche pagina si chiariscono, ma che ti tengono ancorata alla storia.
Al termine del romanzo c’è una nota dell’autore, dove egli evidenzia le sue ricerche e le sue motivazioni.
Un piccolo errore… il romanzo è ambientato al tempo presente e quindi è facile farsi prendere dal quotidiano… l’autore ha incentrato un episodio importante della storia nel giorno 29 febbraio (di questo anno) ma afferma che è martedì grasso e purtroppo quest’anno non era martedì grasso, ma soprattutto non era di martedì (era infatti un lunedì). Ora benché ci sia nella storia questo piccolo errore, devo dire che il romanzo è molto buono.
È un giallo diverso dal solito, infatti sin dai primi capitoli viene svelato l’assassino di Danielle, ma ciò che tiene in piedi tutta la storia è la ricerca del movente e soprattutto capire chi sia lo scrittore misterioso. In più c’è tutto il fattore dell’attualità politica, tiene con il fiato sospeso. È veramente un bell’intrigo. L’omicidio di Danielle è di facile soluzione ma il romanzo è un mistero tra spionaggio, terrorismo e segreti di varia natura.
Libro consigliatissimo!!!

La serie prende il nome di Prophetiae Saga, e al momento è composta da un solo libro:

#1 La profezia del libro perduto
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