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giovedì 3 settembre 2026

Trame e opinioni: Le ragazze immortali di Kiran Millwood Hargrave

 

Titolo: Le ragazze immortali

Autore: Kiran Millwood Hargrave

Casa editrice: Mondadori - Oscar Mondadori - Fantasy

Pag.: 348

Costo: 19,00 cartaceo


Data di pubblicazione: 22 marzo 2022




TRAMA: Le gemelle Lil e Kizzy stanno per compiere diciassette anni, ed entro poche ore arriverà per loro il giorno della divinazione: l'Anziana Charani svelerà alle ragazze quale destino le aspetta. Ma non faranno in tempo a partecipare alla cerimonia perché il crudele Boier Valcar le fa rapire per farne le sue schiave. Costretta a lavorare nelle cucine del castello, un luogo tutt'altro che accogliente, Lil trova conforto nell'incontro con Mira, una compagna di sventura verso cui si sente attratta in un modo mai provato prima. E lì sente parlare del Drago, che ricorda la terribile figura mitologica di cui raccontano le antiche leggende, un mostro a cui si portano in offerta giovani ragazze… Forse Lil e Kizzy non avranno la loro cerimonia di divinazione, ma le gemelle stanno per scoprire comunque il loro destino…


Recensione


Dietro la lettura di questo romanzo, cosa che non mi sarei aspettata inizialmente, ho scoperto di essere davanti a un retelling sulla presunta storia delle mogli di Dracula, di cui non ero a conoscenza e soprattutto davanti a un libro che parlava di vampiri.

Ammesso che la sinossi non lasci trasparire nulla, è anche vero che si scopre a tre quarti di libro, quando oramai non vedi l'ora di concludere il tutto.

Le ragazze immortali è un romanzo che definirei particolare, quando cominci a leggerlo credi di essere in un mondo fatato e quindi davanti a delle fate, ma non è così perché pagina dopo pagina capisci che sei davanti a degli esseri definiti Viaggiatori e quindi Zingari. 

Lil e Kizzy sono le protagoniste, tutto gira intorno a loro, anche se la voce narrante è Lil, è il suo punto di vista che vediamo, è lei che parla, è di lei che sentiamo i sentimenti, la sua iniziale accettazione per poi essere la vera eroina di tutto il libro.

Il fantasy dietro il romanzo è dato dalla descrizione degli ambienti, dalla caratterizzazione che l'autrice fa, però a conclusione non sono altro che persone normali, Zingari perché non hanno una loro terra, scelgono di vivere alla giornata, di quello che la terra gli offre, di contro, ci sono gli Stanziali.

Quando ho letto questo termine mi è tornata alla memoria una delle tante lezioni di geostoria che si fa al primo biennio, quando si spiega agli studenti il passaggio dal nomadismo allo stanziale, vabbè sto divagando, tornando al romanzo, onestamente se non fosse stato per le ultime pagine lette e scritte dall'autrice che parla di una storia che riprende le figure delle giovani spose di Dracula, e ne narra un po' la storia, io non avrei capito nulla.

Traggo un'unica conclusione che è quella più generale e di ciò che ho apprezzato di questo libro, l'amore fraterno, l'amore corrisposto, la forza di un legame stretto come quello fra due gemelli, la necessità da parte di Lil di condividere nonostante gli accadimenti a cui è andata incontro con la sorella anche scelte che peseranno sul loro futuro.

L'ultima parte è forse quella che avrei preferito che fosse stata chiusa meno frettolosamente, anche la figura del Drago, ha poca rilevanza, però dietro gli è stato costruito un personaggio che aspetti con ansia di conoscere, e invece no.

Che dirvi, un libro a metà...


Floriana




lunedì 10 agosto 2026

Trame e opinioni: Il filo avvelenato di Laura Purcell

 

Titolo: Il filo avvelenato

Autore: Laura Pucell

Casa editrice: Mondadori

Pag.: 420

Costo: 20,00 euro


Data di pubblicazione: 21 settembre 2021




TRAMA: Gran Bretagna, prima metà dell'Ottocento. Dorothea Truelove è giovane, bella e ricca. Ruth Butterham è giovane, ma povera e consumata da un segreto oscuro e terribile. Un segreto che rischia di condurla alla forca. I loro destini si incrociano alla Oakgate Prison, dove Ruth è rinchiusa in attesa di processo per omicidio e dove Dorothea si dedica ad attività caritatevoli; soprattutto, qui la ragazza trova il luogo ideale per mettere alla prova le neonate teorie della frenologia – secondo cui la forma del cranio di una persona spiega i suoi peggiori crimini – che tanto la appassionano. L'incontro con Ruth fa però sorgere in lei nuovi dubbi, che nessuna scienza è in grado di risolvere: è davvero possibile uccidere una persona usando solo ago e filo? La storia che la prigioniera ha da raccontare – una storia di amarezze e tradimenti, di abiti belli da morire – scuoterà la fede di Dorothea nella razionalità e nel potere della redenzione. Per tutti gli amanti della letteratura gotica, un racconto da brivido dedicato al male celato dietro il volto dell'innocenza.


Recensione

Ho appena terminato di leggere questo libro e mi sto ponendo una miriade di domande.

Il filo avvelenato pubblicato da Oscar Mondadori nella sezione fantasy, presuppone un romanzo con una trama rivolta al genere sopracitato, e invece no, siamo davanti a uno storico con venature gotiche, con una forte immaginazione, e forse sottolineo forse, il fantasy lo ritroviamo nel finale che non ti aspetti.

Protagoniste sono due giovani donne, Dorothea e Ruth, se la prima onestamente non mi ha entisiasmata per niente, per tutto il libro ho il più delle volte letto velocemente, la mia attenzione si è da subito focalizzata su Ruth. Secondo me è lei la vera protagonista di tutto il romanzo, anche se scritto con due POV, riusciamo a conoscere la Ruth che si racconta da bambina e della scoperta dei suoi poteri (ma saranno poteri o solo immaginazione?).

Nella prima metà dell'Ottocento, così ben rappresentata dall'autrice, Londra è raccontata e descritta secondo i dettami del genere gotico, una città sporca, buia, dove l'aria è pregna degli odori di escrementi, di fumo e il vento non può far altro che sollevare la polvere e trasportare la fuliggine dei camini delle fabbriche che in quel periodo cominciano a svilupparsi.

Ma chi sono Dorothea e Ruth, la prima è una signoriana della buona società, ha ricevuto un'educazione cattolico papista da una madre che ha perso prematuramente, e nonostante le insistenze del padre ad allontanarsi dalle opere di carità, perché ritenute disdicevoli, soprattutto quando queste opere si rivolgono alle carceri di Londra, ella non riesce a restarne fuori, anzi si lascia coinvolgere in particolare dalla storia di una ragazzina, Ruth.

La storia di Ruth è davvero impressionante, più volte ho pensato di lasciare il libro a metà, però più andavo avanti e più la sua storia mi ha attirata, una storia che definirei un buco nero, troppo e troppe volte ha dovuto subire, e il modo in cui l'autrice ne descrive i momenti, gli attimi che questa "povera anima" subisce, non ti fa pensare che sia un'assassina, eppure...

Un romanzo intenso, ma pregno di cattiveria, le ambientazioni ben descritte lasciano molto spazio all'immaginazione e anche la caratterizzazione di tutti i personaggi, così ben descritti sia fisicamente che inseriti nei loro ambienti, lascia intendere quello che accade o accadrà.

Un libro che ha comunque creato una certa suspense, con importanti colpi di scena, come il finale che non mi sarei aspettata.

Dirvi che mi è piaciuto, direi una bugia, non è un libro che entra tra le mie preferenze, non amo le ambientazioni macabre e lugubri, per quanto il periodo storico mi intrighi molto, mi porta a ricordare diversi libri del genere ma differenti.



Floriana

venerdì 10 luglio 2026

L'erede rapito di Holly Black

 

Titolo: L'Erede rapito

Autore: Holly Black

Casa editrice: Mondadori

Pag.: 300

Costo: 19,90 cartaceo


Data di pubblicazione: 9 maggio 2023




TRAMA: Sono ormai trascorsi otto anni dalla Battaglia del Serpente. Nel gelido Nord, la spietata Lady Nore ha reclamato per sé la Cittadella dell'Ago di Ghiaccio. Suren, regina bambina della Corte dei Denti e unica creatura ad avere potere su di lei, sua madre, è fuggita nel mondo umano, dove vive come una selvaggia nei boschi, in completa solitudine e perseguitata dal ricordo dei supplizi subiti per mano dei suoi genitori. Si crede dimenticata da tutti fino a quando non si accorge che la hag della tempesta, Bogdana, è sulle sue tracce. Ad aiutarla è nientemeno che il principe Oak, erede di Elfhame, al quale un tempo Suren era stata promessa in sposa. Di lui, ora diciassettenne, affascinante e bello, dicono che sia viziato e ribelle. Troppo scapestrato per sedere sul trono. E soprattutto un abile manipolatore. Il ragazzo sta compiendo una missione che lo condurrà al Nord per la quale ha bisogno dell'aiuto di Suren. Ma se la ragazza accetterà, sa che non solo dovrà proteggere il suo cuore dal ragazzo che conosceva un tempo e di cui ora non può più fidarsi, ma dovrà affrontare nuovamente gli orrori che pensava di essersi lasciata alle spalle. Con questo romanzo, primo di una dilogia, Holly Black ci riaccompagna nel mondo magico e opulento di Elfhame, tra intrighi, tradimenti e desideri che possono diventare anche molto pericolosi.


Recensione

In questo momento non so dirvi se il mondo fantasy mi sia mancato o no, per certo il libro in questione l'ho letto e per certo il libro mi è piaciuto, ma addentrarmi all'interno di quelle che sono le dinamiche di una storia come questa, pur sapendo che un pezzo di quello che stavo leggendo era per me del tutto sconosciuto, vi garantisco che non è stato semplice.

Ma partiamo dall'inizio, L'erede rapito appartiene a una dilogia, The Stolen Heir che a sua volta si incastra nella trilogia, sperando di non dire cosa sbagliata, del Popolo dell'aria, di Holly Black, autrice che ho avuto modo di leggere diversi anni fa, mi verrebbe da dire secoli fa, perché per un bel po' di tempo ho abbandonato questa lettura, senza però mai fermarmi dall'acquistare libri o ebook inerenti al genere.

Devo dire che però, se non fosse per alcune recensioni lette, per capire dove mi stavo buttando, in quale mondo mi stavo intrufolando, non ho sentito la mancanza di storie precedenti.

Wren/Suren è solo una bambina quando viene portata via per far rientro nel suo mondo, una bambina speciale per gli umani che l'accudivano, ma alle spalle una storia tremenda, e così fa ritorno nella sua vecchia vita, però non è tutta rose e fiori, dopo essere stata "maltrattata", è una parola gentile che sto utilizzando in questo momento, riesce a fuggire, per tornare nel  mondo degli umani e per scoprire di essere stata dimenticata dalla sua non famiglia.

Il vero problema è che Wren non sa chi sia e cosa sia, l'incontro con il principe Oak rimette tutto in gioco, perché lui ha bisogno di lei e lei ha bisogno di fuggire da chi la insegue perché la vuole morta.

Ho inizialmente faticato, i nomi, che tipici della corte Fae e del mondo fantasy, sono sempre così complicati da ricordare non mi hanno aiutata, solo pagina dopo pagina sono entrata nella storia di Wren e Oak, nelle vicende che li accomunano, nei segreti e negli intrighi tipici di una corte malvagia come quella di Lady Nore, madre della ragazza, nelle cose non dette del principe erede di Elfame, e ancora ritrovare figure dimenticate come troll, cavalli magici.

Entrare nel mondo fantasy è chiudere la porta alla realtà e immergersi in un qualcosa di irreale, la percezione di una realtà parallela che ti accompagna, e una volta dentro devi assolutamente arrivare al cosiddetto the end anche se sai benissimo che il finale in questo primo libro è aperto e bisognerà aspettare, attendere con la speranzo di non dimenticare ciò che si è letto.

Mi sono piaciuti i racconti, le narrazioni, le favole narrate nella storia stessa, l'autrice è davvero brava nelle descrizioni dei paesaggi, dei personaggi, non salta un passaggio e così ci si trova dal mondo reale al mondo fantasy in un attimo.



Floriana

venerdì 12 settembre 2025

Rubriche: Tu leggi? Io scelgo! #51

 


Si torna con la rubrica, Tu leggi? Io scelgo!, e attraverso Random, ho dovuto scegliere dalla libreria di Ludovica.
Il romanzo è di Sara Rattaro, Il cuore di tutto.

Titolo: Il cuore di tutto

Autore: Sara Rattaro

Casa editrice: Mondadori

Pag.: 240

Costo: 16.00 euro

Data di pubblicazione: 7 giugno 2022





TRAMA: Ale vive a Roma, ha quindici anni e una grande passione per le commedie romantiche. Ma basta una chat su WhatsApp a sconvolgere la sua vita per sempre. Costretta a trasferirsi con la famiglia a Genova, affronta la seconda superiore in una nuova città, in una nuova scuola e con nuovi amici: Giulia, eccentrica e curiosa, ed Elia, sensibile e desideroso di farsi conoscere per quello che è. In biblioteca Ale incontra un ragazzo dai misteriosi occhi verdi, Matteo, che sogna di diventare scrittore e che, dopo il tragico crollo del ponte Morandi, teme il crollo della propria famiglia. E poi c'è Costanza, la zia di Matteo, malata di Alzheimer. Comparsa all'improvviso dal nulla, affida a un diario segreto un passato che potrebbe riscrivere il presente. Ognuno, in questo struggente racconto a tre voci, tenta di dimenticare qualcosa, un dolore, ma si può dimenticare solo ricordando. E per arrivare al cuore di tutto ciò che conta davvero è solo l'amore in tutte le sue forme. 


Recensione



"Sei così giovane" mi ha detto. "Ero giovane anch'io quando mi sono innamorata. L'ho capito subito che era lui..." "E come hai fatto?" "Quando si allontanava mi sentivo come un albero a cui erano cadute tutte le foglie." Ho sgranato gli occhi perché, nonostante tutti i film che avevo visto, non avevo mai sentito niente di più efficace in vita mia.

Riprendo la mia partecipazione a una delle rubriche che più preferisco, Tu leggio? Io scelgo! E questa volta ho scelto da Ludovica, che ha davvero molti libri e non è stato facile trovare il romanzo giusto.

Il cuore di tutto è un altro dei tanti libri che custodisco nella mia libreria di Sara Rattaro, eh sì, perché cerco sempre di non perdermi le sue uscite, anche se poi fatico a stare dietro ai molteplici libri che acquisto.

In quest'ultima mia lettura ancora una volta non posso che apprezzare la narrazione scorrevole e la scrittura chiara ed efficace dell'autrice, perché se Ale fugge da qualcosa di troppo grande, Matteo deve imparare a convivere con una realtà che non si allontana da quella ragazza che gli ha rubato il cuore, e così, entrano anche Elia e Giulia, tutti a raccontare un pezzetto della loro vita, della loro storia vissuta, delle paure che i ragazzi di oggi non sempre riescono ad affrontare.

Elia si spingerà ben oltre, perché dovrà gridare al mondo intero di quanto lui in quel mondo ne sia dentro, contro ogni ogni forma di pregiudizio, Giulia sicura di sé, si fa carico delle paure del suo migliore amico e scopre che gridare contro il vento e contro tutti, serve sempre a farsi conoscere.

La storia è naturalmente centrata sui POV di Ale e Matteo, perché entrambi hanno una storia da raccontare, ma la più bella è quella narrata in un diario che parla di un amore vissuto da lontano, di un amore alla quale non si può gridare, ma solo nascondere, di un amore che crea un legame che non si può spezzare, ma che solo il tempo può lenire.

Costanza che con grande pazienza stringe nel suo cuore il ricordo di un legame che il tempo non potrà mai rompere, un filo che nel corso degli anni ha lasciato che si allungasse oltre le distanze temporali e spaziali, ma che alla fine si ricongiunge a chi quel filo lo aveva dissolto.

Il cuore di tutto è una storia intensa che narra di paure, bugie, di parole dette e non, è un libro che parla al cuore e narra del cuore delle persone.

Mi avvicino al mio posto e guardandomi intorno non riesco a non pensare che ogni storia non è altro che uno dei mille fili che compongono un tessuto, il cui pregio dipenderà solo dal suo intreccio con tutti gli altri fili che incontrerà nella trama.


Floriana




venerdì 24 marzo 2023

Rubriche: Tu leggi? Io scelgo! #43

 


Buongiorno lettori, pronti per una nuova lettura nella rubrica, Tu leggi? Io scelgo?, ideata da Chiara del blog, La lettrice sulle nuvole.

In cosa consiste questa rubrica che naturalmente è aperta a tutti, se volete partecipare fate un fischio, saremo ben liete di organizzare il tutto, ma torniamo a noi, la scelta avviene attraverso un sorteggio, dove dal blog assegnatoci scegliamo un libro per poterlo leggere e recensire. Il romanzo scelto questa volta è L'impero del vampiro dal blog di Chiara, La lettrice sulle nuvole

Titolo: L'impero del vampiro
Autore: Jay Kristoff
Casa editrice: Mondadori
Pag.: 720
Costo: 25,00 cartaceo


Data di pubblicazione: 14 settembre 2021












Dall'autore delle "Cronache di Nevernight", una nuova serie. Sono passati ventisette lunghi anni dall'ultima alba. Per quasi tre decenni, i vampiri hanno mosso guerra all'umanità; hanno costruito il loro impero eterno, a costo di demolire il nostro. Ormai, solo poche minuscole scintille di luce resistono in un mare di oscurità. Gabriel de León, metà uomo, metà mostro e ultimo dei Santi d'argento – confratello nonché una delle migliori spade del sacro Ordine d'argento, dedito a difendere il regno dalle creature della notte –, è tutto ciò che si frappone tra il mondo e la sua fine. Imprigionato dagli stessi mostri che ha giurato di distruggere, è costretto a raccontare la sua storia. Una storia di battaglie leggendarie e amore proibito, di fede perduta e amicizie trovate, della guerra del Re Sempiterno e della ricerca dell'ultima speranza rimasta all'umanità. Il Sacro Graal.




Finalmente è giunto il momento, di dirvi cosa penso di questo libro che mi ha fatto tribolare, non poco.
Acquistato l'anno di uscita, perché colpita dalla copertina che vi garantisco è fantastica, per non parlare del libro al suo interno, in occasione della rubrica, l'ho inserito tra le letture abbinate al blog di Chiara, ma purtroppo a causa di una mia dimenticanza, il libro l'ho perso e per riuscire a ricomprarlo non sono riuscita a recensirlo per tempo.
Ora mi è stata data una seconda occasione ed eccomi qui a parlarvi di un tomo, perché stiamo parlando di un romanzo corposo, non solo per il numero di pagine, ma anche per la storia e la narrazione.
Di Jay Kristoff non ho letto nulla, quindi sono entrata nel suo mondo un po' "alla cieca" o potremmo dire a scatola chiusa, anche se mi è nota la serie che accompagna il suo nome e che gli ha dato molta notorietà, ma chissà perché non ne sono stata attratta.
Solo una piccola menzione per Bon Orthwick, autore delle illustrazioni, che hanno reso la lettura più reale, molte volte mi sono sentita quasi catapultata a fianco dei vari personaggi.
E' un racconto nel racconto, quello che ci accingiamo a leggere, Gabriel de Leon è il protagonista, narratore della sua stessa storia, è un cacciatore di vampiri, legato alla religione che per molti aspetti ci ricorda la nostra, ma non so se mi sarà sfuggito, credo non venga mai menzionata.
Il libro ha una narrazione incalzante, anche se a volte i salti temporali presenti mi hanno leggermente destabilizzata, credo e purtroppo ne sono quasi certa, sia dovuto a una mia lettura non continuativa che non mi ha permesso di apprezzarlo in pieno.
C' è una specia di aspettativa che aleggia in tutta la storia, un qualcosa che si vorrebbe dire, ma che resta sospeso...
Posso però garantirvi che è una storia che merita di essere letta, però non come l'ho fatto io, nella sua complessità e nella strutturazione mi è mancata proprio la continuità, perdendomi diversi passaggi nei meandri della memoria.
Ottime le caratterizzazioni dei personaggi, degli ambienti, angusti, lugubri, bui, tipici luoghi che caratterizzano il genere.


Floriana





lunedì 14 novembre 2022

Rubriche: Tu leggi? Io sceglo! #41

 


Buongiorno lettori, pronti per una nuova lettura nella rubrica, Tu leggi? Io scelgo?, ideata da Chiara del blog, La lettrice sulle nuvole.

In cosa consiste questa rubrica che naturalmente è aperta a tutti, se volete partecipare fate un fischio, saremo ben liete di organizzare il tutto, ma torniamo a noi, la scelta avviene attraverso un sorteggio, dove dal blog assegnatoci scegliamo un libro per poterlo leggere e recensire. Il romanzo scelto questa volta è Ragazza, serpente, spina dal blog di Dolci, Le mie ossessioni librose. (qui)

Titolo: Ragazza, serpente, spina
Autore: Melissa Bashrdoust
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Fantastica
Pag.: 336
Costo: 20,00


Data di pubblicazione: 5 ottobre 2021








C'era e non c'era una volta - così cominciano sempre le fiabe - una principessa destinata ad avvelenare chiunque la toccasse. Ma per Soraya, tenuta nascosta fin dalla nascita, cresciuta lontana dalla sua famiglia, al sicuro solo nel suo giardino, questa non è soltanto una fiaba. All'approssimarsi delle nozze del suo gemello, Soraya deve decidere se uscire allo scoperto per la prima volta. Nelle segrete del palazzo una div, una demone, potrebbe avere le risposte che sta cercando, la chiave per ottenere la libertà. Al di fuori c'è un giovane uomo che non teme la principessa, nei cui occhi non si legge paura, ma profonda comprensione di chi lei sia veramente, oltre la maledizione e il veleno. Soraya pensava di sapere quale fosse il suo posto nel mondo, ma quando le sue scelte portano a conseguenze inimmaginabili, inizia a chiedersi chi sia davvero e cosa stia diventando: una donna o una demone? Una principessa o un mostro?



C'era una volta...
Quando i libri cominciano in questo modo mi aspetto un mondo fatato, con boschi luccuiole, draghi e orchi, principesse in pericolo e cavalieri dall'armatura scintillante che combattono il male.
Ragazza, serpente, spina è una favola dal sapore orientale, non una favola dalle mille e una notte, ma una storia che narra di una principessa, rinchiusa in un castello che non può uscire se non di nascosto e che è pericolosa.
Soraya vive in un mondo ovattato, nascosta perché se qualcuno dovesse toccarla potrebbe morire, una maledizone incombe su di lei che dalla nascita l'ha costretta a essere nascosta agli occhi dei sudditi.
Il suo tocco porta morte, ma Soraya desidera essere normale, desidera vivere come gli altri e con gli altri, fino a quando una div non le svela come ottenere il suo desiderio, ma sarà l'inizio della fine...

Il fantasy è un genere per me altalenante, a volte ne resto affascinata, altre resto indifferente, in questo romanzo mi sono trovata a metà strada, l'ho divorato perché la storia in se mi è piaciuta, ma non l'ho amato, se non apprezzato, non sono entrata in empatia con i personaggi, però le ambientazioni e le caratterizzazioni hanno fatto sì che lo leggessi tutto.
Quello che non mi ha convinta e qui mi trovo concorde con Dolci è il troppo buonismo che aleggia intorno a tutta la storia, anche gli atteggiamenti della protagonista li ho trovati confusi come i suoi pensieri.
Non so...


Floriana




lunedì 23 maggio 2022

Rubriche: Tu leggi? Io scelgo! #36

 


Buongiorno lettori, pronti per una nuova lettura nella rubrica, Tu leggi? Io scelgo?, ideata da Chiara del blog, La lettrice sulle nuvole.

In cosa consiste questa rubrica che naturalmente è aperta a tutti, se volete partecipare fate un fischio, saremo ben liete di organizzare il tutto, ma torniamo a noi, la scelta avviene attraverso un sorteggio, dove dal blog assegnatoci scegliamo un libro per poterlo leggere e recensire. Il romanzo scelto questa volta è Il priorato dell'albero delle arance dal blog di Francesca - Punto di lettura

Titolo: Il priorato dell'albero delle arance
Autore: Samantha Shannon
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Fantastica
Pag.: 800
Costo: 27,00 cartaceo, 10,99 ebook

Data di pubblicazione: 30 novembre 2019









La casata di Berethnet ha regnato sul Reginato di Inys per mille anni. Ora però sembra destinata a estinguersi: la regina Sabran Nona non si è ancora sposata, ma per proteggere il reame dovrà dare alla luce una figlia, un'erede. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell'ombra e i tagliagole inviati a ucciderla da misteriosi nemici si fanno sempre più vicini. A vegliare segretamente su Sabran c'è però Ead Duryan: non appartiene all'ambiente della corte e, anche se è stata istruita per diventare una perfetta dama di compagnia, è in realtà l'adepta di una società segreta e, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys. Al di là dell'Abisso, in Oriente, Tané studia per diventare cavaliere di draghi sin da quando era bambina. Ma ora si trova a dover compiere una scelta che potrebbe cambiare per sempre la sua vita. In tutto ciò, mentre Oriente e Occidente, da tempo divisi, si ostinano a rifiutare un negoziato, le forze del caos si risvegliano dal loro lungo sonno.


Non so quanto sia stata giusta la mia scelta questa volta e non perché il libro non mi sia piaciuto, ma perché mi sarà difficile dargli onore, per le difficoltà che ho riscontrato nel leggerlo.
Non è un periodo roseo, la scuola assorbe molte delle mie giornate e se prima provavo sollievo nell'immergermi nella lettura, in questo romanzo ho toppato.
Il priorato dell'albero delle arance è un mastodontico volume di ben ottocento pagine, intriso di storie, nomi, eventi che si susseguono secondo una linearità che solo leggendolo costantemente sarei riuscita a capirci qualcosa, purtroppo non è stato così e alla fine ho lasciato che la mia curiosità vincesse sulle altre storie, per seguirne una sola, quella di Sabran, Regina di Inys, ultima erede della casata Berethnet ed Ead Duryan, giovane donna misteriosa, con segreto molto importante da nascondere.

La storia potremmo dire che si divede in due parti, come due sono i versanti, quello Occidentale e quello Orientale, entrambi però temono l'arrivo del Senza Nome che con il suo potere ha portato il caos mille anni prima.
Ma il tempo sta per scadere ed entrambi i versanti devono trovare una soluzione, un accordo che difficilmente sarà portato avanti.

In un mondo fantasy così ben congeniato ho apprezzato le descrizioni fastose e lugubri dei luoghi, la giovane Ead che mandata a Inys per sorvegliare e proteggere la regina è costretta a rivedere i piani del Priorato, a cambiare la carte in tavola già stabilite e soprattutto a mettersi in gioco con i sentimenti che mai avrebbe immaginato di provare.
Il credo che stringe il mondo del reginato, le Sei Virtù che vegliano affinché ci sia una erede sono solo alcune delle storie che si narrano in questo volume, se mi soffermassi su tutto ciò che gira intorno, credo che resterei impigliata anche io in una tela che però è stata orchestrata divinamente.
Naturalmente è vero che è la regina Sabran che mi ha attirato, rispetto alla storia di Tané e Niclays, ma credo che sia proprio la prima a dare un'abbraccio a tutto, pagina dopo pagina si scoprono le trame di una storia che risale a secoli prima, che di generazione in generazione si è tramandata un sapere anche distorto.

In queste ottocento pagine è narrato un sapere che solo chi abita nel Priorato conosce, il sapere però non sempre è sinonimo di verità e anche qui sono molte le interpretazioni e tutte parlano di una stirpe, della figura del Santo, del Senza Nome, della Strega dei Boschi, di magia, incantesimi.

Il nucleo del libro è proprio la magia, di coloro che possono praticarla per fini propri o benefici. La magia dell'albero delle arance, il fuoco sacro è parte integrante e una presenza costante. 

Nel Priorato dell'albero delle arance non mancano però gli intrighi di corte, i sussurri, gli incantesimi e la maledizioni, insomma, in questo romanzo c'è un concentrato di avvenimenti che lo rendono avvincente e avviluppante, le difficoltà riscontrate sono state le miriadi di nomi, dai Cavalieri delle Virtù, alle Ancelle del Baldacchino che sovrintendono sulle cure personali della regina, e ancora, i draghi che tanto sono parte integrante della storia ma ben presenti nella vita di Tané.

Che dirvi, leggetelo, è un fantasy molto particolare, che mescola la storia di un tempo, quella delle corti con il loro seguito e la magia, con quel velo di realtà e fantasia che immerge il lettore in un altro mondo, costruito su grandi Torri, su vulcani in parte estinti, su roccaforti di pietra lavica nera e deserti dove strani animali sono protettori di un sapere molto antico.



Floriana





mercoledì 13 aprile 2022

Rubriche: Tu leggi? Io scelgo! #35

 


Buongiorno lettori, pronti per una nuova lettura nella rubrica, Tu leggi? Io scelgo?, ideata da Chiara del blog, La lettrice sulle nuvole.

In cosa consiste questa rubrica che naturalmente è aperta a tutti, se volete partecipare fate un fischio, saremo ben liete di organizzare il tutto, ma torniamo a noi, la scelta avviene attraverso un sorteggio, dove dal blog assegnatoci scegliamo un libro per poterlo leggere e recensire. Il romanzo scelto questa volta è Rovina e Ascesa dal blog di Dolci (recensione)

Titolo: Rovina e Ascesa
Autore: Leigh Bardugo
Casa editrice: Mondadori
Pag.: 288
Costo: 18,90 cartaceo, 9,99 ebook


Data di pubblicazione: 30 marzo 2021











"Disprezza il tuo cuore."
Era quello che volevo. Non volevo più essere in lutto, soffrire per qualche perdita o per i sensi di colpa, o per la preoccupazione. Volevo essere dura, calcolatrice. Volevo essere impavida. Fino a poco prima mi era sembrato possibile. Ora ne ero meno sicura. L'Oscuro ha ormai esteso il suo dominio su Ravka grazie al suo esercito di creature mostruose. Per completare i suoi piani, gli manca solo avere nuovamente al suo fianco Alina, la sua Evocaluce. La giovane Grisha, ance se indebolita e costretta ad accettare la protezione dell'Apparat e di fanatici che la venerano come una Santa, non ha perso però le speranze: non tutto è perduto, sempre che un certo principe, sfacciato e fuorilegge, sia sopravvissuto, e che lei riesca a trovare la leggendaria creatura alata di Morozova, la chiave per liberare l'unico potere in grado di sconfiggere l'Oscuro e distruggere la Faglia. Per riuscirci, la potente Grisha dovrà tessere nuove alleanze e mettere da parte le vecchie rivalità. Nel farlo, verrà a conoscenza di alcuni segreti del passato dell'Oscuro che getteranno finalmente luce sulla natura del legame che li unisce e del potere che l'uomo esercita su di lei. Con una nuova guerra alle porte, Alina si avvia verso il compimento del proprio destino, consapevole che opporsi all'ondata di crescente oscurità che lambisce il suo paese potrebbe costarle proprio quel futuro per cui combatte da sempre.




Frammenti di teoria Grisha mi riempirono la testa.
Odinakovost. Ciò che rendeva una cosa uguale a ogni altra.
Etovost. Ciò che la rendeva diversa da ogni altra.
Era tutto confuso.
Ma le parole che mi tornarono con più forza furono quelle scarabocchiate febbrilmente da Morozova: "Non siamo noi tutte le cose?".

Atto finale di una serie che non mi è dispiaciuta. Il fantasy è un genere un po' lontano dalla mia confort zone, però quando trovo qualcosa che mi attrae e coinvolge come questa serie, non desisto a pensare di leggere altro.
Alina e altri Grisha, insieme con l'inseparabile "amico" Mal è nascosta nelle viscere della terra, sede indiscussa dell'Apparat che la protegge in una forzata convalescenza.
Il terzo amplificatore non sono ancora riusciti a trovarlo e quando ricominciano la ricerca scoprono un paesaggio nuovo, un posto dove la vita è fuggita e tutto ciò che resta è solo cenere.
Alina sente su di sè il pesante compito, un macigno che le grava sulle spalle, perché deve fare delle scelte che non vuole fare, e la più importante è quella di lasciare Mal.
L'Oscuro con forza cerca di attirare nella sua rete la ragazza, ma lei riesce a sfuggirgli.
Si avvicina la fatidica guerra che vedrà l'Oscuro combattere, alla ricerca di quel potere che solo la giovane Evocaluce può dargli...
Rovina e ascesa è l'ultimo libro di una serie che ho cominciato a leggere per caso, ma che mi ha dato modo di conoscere una nuova autrice, il mondo da lei costruito si alterna tra le brutture di montagne aride, territori arsi e alberi che sembrano soldati in fila pronti al combattimento a serre con germogli profumati, piccoli mondi creati per accrescere le contraddizioni di popoli e uomini che combattono non per sopravvivere ma per aumentare il proprio potere.
Ho più volte detto che la Bardugo è molto brava a caratterizzare i suoi personaggi, qui mi sono piaciute anche le descrizioni dei luoghi, che attraverso gli occhi dei protagonisti sembrano immensi, fanno paura o meraviglia, un contrapporsi di buio e luce, laddove è la stessa Alina a incarnarli.
Il finale è stato sorprendende, uno di quei finali che non ti aspetti, perché non pensi che chi ami possa sparire e chi non sopprti possa rimanere.

Forse l'amore era una superstizione, una preghiera che recitavamo per tenere lontana l'inesorabile solitudine.
Inclinai indietro la testa.
Le stelle sembravano vicine tra loro, ma in realtà erano a milioni di chilometri di distanza l'una dall'altra.
Forse amare significava solo avere nostalgia di qualcosa di impossibilmente luminoso e per sempre inafferrabile.

Vi ricordo che la serie è composta da tre romanzi, più due spin off.

The Shadow and Bone Trilogy o GrishaVerse

#0,5 The Demon in the Wood
#1 Shadow and Bone - Tenebre e Ossa -recensione
#1,5 The Tailor
#2 Siege and Storm - Assedio e Tempesta - recensione
#3 Ruin and Rising - Rovina e Ascesa




Floriana




lunedì 21 febbraio 2022

Rubriche: Tu leggi? Io scelgo! #33

 


Buongiorno lettori, pronti per una nuova lettura nella rubrica, Tu leggi? Io scelgo?, ideata da Chiara del blog, La lettrice sulle nuvole.

In cosa consiste questa rubrica che naturalmente è aperta a tutti, se volete partecipare fate un fischio, saremo ben liete di organizzare il tutto, ma torniamo a noi, la scelta avviene attraverso un sorteggio, dove dal blog assegnatoci scegliamo un libro per poterlo leggere e recensire. Il romanzo scelto questa volta è La casa sul mare celeste dal blog Punto di lettura (recensione)

Titolo: La casa sul mare celeste
Autore: TJ Klune
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Pag.: 348
Costo: 18,00 cartaceo

Data di pubblicazione: 13 luglio 2021











Linus Baker è un assistente sociale impiegato al Dipartimento della Magia Minorile. Il compito che esegue con scupolosa professionalità è assicurarsi che i bambini dotati di poteri magici, cresciuti in appositi istituti in modo da proteggere quelli "normali", siano ben accuditi. La vita di Linus è decisamente tranquilla, per non dire monotona: vive in una casetta solitaria in compagnia di una gatta schiva e dei suoi amati dischi in vinile. Tutto cambia, quando inaspettatamente, viene convocato nell'ufficio della Suprema Dirigenza. E' stato scelto per un compito inconsueto e topo secret: dovrà recersi su un'isola remota, Marsyas, e stabilire se l'orfanotrofio diretto da un certo Arthur Parnassus abbia i requisiti per rimanere aperto. Appena mette piede sull'isola, Linus si rende conto che i sei bambini ospitati nella struttura sono molto diversi da tutti quelli di cui ha dovuto occuparsi in passato. Il più enigmatico tra gli abitanti di Marsyas è però Arthur Parnassus, che dietro ai modi affabili nasconde un terribile segreto. Un'incantevole storia d'amore ambientata in una realtà fantastica, meravigliosamente narrata, su cosa significhi accorgersi che, a volte, si può scegliere la vita che si vuole. E, se si è abbastanza fortunati, magari quella vita ci sceglie a sua volta. 



"Casa è il posto dove possiamo essere noi stessi."

Ho cominciato a leggere questo libro scegliendolo dalle letture del blog che mi è stato assegnato in questa rubrica, più per fretta che per vera e propria scelta (avevo sbagliato libro), quindi pur avendolo comprato non sapevo cosa avrei letto e vi dico che sono contenta perché ne sono rimasta affascinata e colpita.

Linus Baker ci viene presentato come un personaggio anonimo, metodico e sistematico, uscire al di fuori delle sue competenze lo mette in allarme e tutto ciò che può sembrargli diverso dal solito, lo pone in un'eterna situazione di ansia, insomma, non un personaggio che adoro, anzi lo definirei palloso, ma quando la Suprema Dirigenza lo chiama, non può fuggire e a poco servono tutte le paturnie che si fa, deve sapere cosa succede.
La DiMaM è il luogo dove Baker lavora, è un assistente sociale, ha il compito di redigere minuziosi rapporti sui luoghi da lui visitati e lo fa così bene che dai piani alti gli affidano un incarico di grado quattro, quindi importante e molto segreto.

L'isola di Marsyas è il luogo dove deve recarsi, il suo compito è capire se i ragazzi che vivono in quell'orfanotrofio stanno bene, vivono bene e che il loro direttore li accudisca nel giusto modo, Baker sa quello che deve fare ma non si aspetta di trovare un posto completamente diverso dagli altri visitati finora.
Sei ragazzi con peculiarità e particolarità diverse, un direttore alquanto insolito nell'atteggiamento e nel modo di proporsi agli occhi di Linus che dovrà osservare ogni movimento che avviene sull'isola.

"Chissà se ora sei pronto" riflettè Linus ad alta voce. 
"La tua stanza è un po' più grande dell'armadio, ma non così grande da non vedere più le pareti. E' come il villaggio di notte.
Tu vedi loro, ma loro non vedono te, anche se c'è tutto quello spazio a dividervi. 
Questione di prospettiva, credo."

La casa sul mare celeste mi ha ricordato un film che ho visto molte volte, molto tempo fa, purtroppo però non ricordo il nome, cosa mi ha colpita e alla quale ho trovato delle similitudini, la casa arroccata su un dirupo, i ragazzi sono tutti orfani e naturalmente hanno dei poteri o delle peculiarità, quelle di non essere umani. 
Quello che mi è piaciuto di questo romanzo è la storia, la narrazione, la dinamicità dei discorsi, delle descrizioni, le caratterizzazioni dei sei inquilini della casa sul mare, il potere di persuasione di Parnassuss e il caro e "palloso" così ligio al dovere Linus Baker, insomma, tutto il libro è permeato di una sottile pellicola che parla di quanto l'amore vada oltre ogni sospetto, ogni differenza, ogni paura o sentore di bugia o complotto.
Linus Baker ha il compito più brutto e allo stesso tempo più bello, può decidere del destino di sei giovani che non hanno un futuro se non quello di restare dove si trovano ora, l'isola di Marsyas.

"La casa non è sempre quella in cui si vive.
Sono anche le persone di cui scegliamo di circondarci.
Lei magari non abita sull'isola, ma non può dirmi che quella non è casa sua."




Floriana





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