sabato 20 giugno 2015

Recensione: Vorrei che l'amore avesse i tuoi occhi di Diego Galdino

Titolo: Vorrei che l'amore avesse i tuoi occhi
Autore: Diego Galdino
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Pag.: 248
Costo: 17,90














Trama
Sofia vive a Cetona, uno splendido borgo immerso nella tranquilla campagna senese, con la sua famiglia. Ma la quiete è presto turbata dall'arrivo di un ospite speciale, un pittore australiano molto noto che ha scelto che ha scelto quelle incantevoli colline come soggetto per i propri quadri. La fama che lo precede è quella di un uomo affascinante ma molto schivo, solitario e inquieto. Lui e Sofia sembrano appartenere a mondi diversi, ma il loro incontro, dopo le prime schermaglie, risveglierà sentimenti a lungo sopiti, regalando a entrambi una nuova occasione di felicità.


Il mio commento
Se fossi uno scrittore, abituato a mettere su carta le emozioni probabilmente non avrei così tanti problemi a descrivere le mie di emozioni. Ci risiamo, ancora una volta mi ritrovo a osservare il mio computer per chiedergli cosa scrivo?
Questa volta devo dirlo, Diego hai superato ogni mia aspettativa, e non perché sono il tuo sponsor pugliese e non perché ci conosciamo oramai da tanto, ma perché hai finalmente centrato il mio cuore, hai messo in luce quei sentimenti che cercavo sin dal tuo primo romanzo, da quel fatidico giorno in cui mi sono ritrovata a leggere Il primo caffè del mattino.
Sofia e Tyron sono due anime che hanno bisogno l'uno dell'altro, ma non è facile rimettersi in gioco.
Il cuore a volte si chiude all'amore e batte giorno dopo giorno solo per arrivare alla fine, ma a volte basta trovarne un altro anch'esso scheggiato ma pronto a ricominciare, che forse una piccola chiave potrebbe riaprirlo a un sentimento celato, nascosto, sopito...

"Perché mi fa sentire donna ogni volta che mi guarda.
Perché mi ha fatto capire cos'è la passione.
Perché è bastato quel pomeriggio per ritrovare il coraggio d'essere viva!
E' vero, forse mi sto illudendo che la sua sia solo paura di innamorarsi,
invece la realtà potrebbe essere che semplicemente mi sta usando per riempire uno dei tanti vuoti della sua vita.
Ma sai una cosa?
Il tempo passa in fretta e non voglio vivere di rimpianti.
Voglio, devo, almeno
provarci."

Tyron schivo, chiuso, a volte saccente agli occhi di chi lo osserva cercando di carpire il suo umore, ma lui è un artista, è un pittore e si sa, loro sono particolari, sono diversi, quando trovano ciò che stanno cercando si nascondono dietro quell'aura da "maledetti" e cominciano come un fiume in piena, fino a quando, oramai estraniati dal mondo intero reagiscono alla situazione mostrando i loro capolavori. Ecco questo è proprio lui, che in un tutt'uno con la tela s'immerge in quelle sensazioni, in quella ricerca dell'assoluto che solo a creazione compiuta noi poveri mortali possiamo solo guardare ma difficilmente spiegare.
Arriva Sofia, tenace, caparbia, assolutamente immersa in quel mondo che fa delle terre toscane, terre assolate, immense, che a guardarle ti fanno mancare il respiro, ed è proprio il respiro che manca a Tyron, incapace di reagire al tumultuoso cambiare del suo cuore, è un gioco tra passato e presente, è un tornare e fuggire perché i ricordi non si lasciano da un giorno all'altro, il cuore lacerato non si ricuce da un momento all'altro, ma forse basterebbero pochi istanti, momenti vissuti con colei che porta un po' di luce per riuscire a rimarginare le ferite.
E Sofia ci prova, ci prova con tutta se stessa...

"Farò l'impossibile per non innamorarmi"
Sofia parò il colpo e si preparò ad affondare.
"Farò il possibile per farti innamorare"
Era solo l'inizio di un duello dove ogni assalto sembrava diventare più intenso e il risultato sempre più incerto.
"La nostra sarebbe una storia senza futuro, presto me ne andrò per non tornare mai più"
La ferì di striscio, lei vacillò, ma non cadde.
"Non è detto"
"Mi perderai, soffrendo tremendamente"
La sicurezza d'averle inferto il colpo vincente gli fece abbassare per un istante la guardia
Lo trafisse al cuore.
"Come posso soffrire nel perdere una cosa che probabilmente non ho mai avuto?"

Sarebbe semplice terminare ma riusciranno i loro cuori a convincersi dell'amore che provano?
Ma non avrebbe senso perché onestamente ci sarebbero tante cose da dire e da scrivere, come i girasoli (ma per caso hai idea che sono i miei fiori preferiti) a ogni inizio capitolo, che mi ricordano le tazzine da caffè, e che mi ricordano a loro volta delle piccole tartarughe... o ancora un Clark Kent che ritorna a ricordarmi Mi arrivi come da un sogno.
Le parole hanno il potere di lasciare il segno a poco serve girarci intorno e servono d'effetto, da contraccolpo, e Sofia e Tyron hanno bisogno di parole, di significati aperti per costruire un nuovo cuore assolutamente impreparato, al tumulto delle emozioni che rievocano ricordi felici di un passato oramai passato che non farà più ritorno. 

Se avete voglia di leggere:
Il primo caffè del mattino (recensione)
Mi arrivi come da un sogno (recensione)


5 commenti:

  1. Cara floriana, missione compiuta! sei riuscita a trasmettermi forte e chiaro le emozioni che hai provato leggendo il romanzo e ne sono affascinata *_* ....ma ti dirò che se già ero partita per metà quando ho letto che lui è un artista, figuriamoci quando ho letto lo sambio di battute che hai riportato nella recensione <3<3<3

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  2. scambio*
    se non mi mangio qualche lettera non sono contenta XD

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    1. Grazie Valentina, questo libro merita più che mai di essere letto, e sono contenta di essere riuscita a trasmettere le emozioni che ho provato nel leggerlo!

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  3. mi fai venire voglia di scoprire un nuovo autore (per me)!!!

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    1. Non devi scoprirlo devi leggerlo Chiara

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