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lunedì 29 marzo 2021

Rubriche: Cosa segnalo oggi? #117

 

pp. 352 – 18 euro 

 IN LIBRERIA DAL 25 MARZO 2021 

“Io stavo seduta con la schiena contro l’albero della barca. Sognavo a occhi aperti. 

Era l’effetto che mi faceva l’orizzonte. 

Quella linea costante fra cielo e mare mi svuotava la testa. 

Foulard di pensieri estratti senza fatica dal cappello di un mago”. 

Chiusa nell’armadio della sua stanza, Juliet legge il diario di bordo che suo marito Michael ha scritto nell’ultimo anno trascorso in barca a vela insieme a lei e ai loro due bambini. Il viaggio è stata un’idea di Michael, che si è indebitato per acquistare la barca, e Juliet ha acconsentito, piena di dubbi. Comincia così un lungo e incalzante dialogo a due voci: Juliet ripercorre la memoria degli eventi, e Michael racconta il presente, inconsapevole e ottimista, certo che quella sia l’unica possibilià per recuperare il matrimonio, salvare Juliet dall’insoddisfazione, dare un’altra vita ai bambini. E all’inizio pare funzionare: a bordo dello yacht i vecchi problemi vengono spazzati via, la famiglia si trasforma in un perfetto equipaggio e la barca e il mare diventano la casa sempre desiderata. Ma il destino è in agguato, a strappare alibi e certezze, e a svelare il senso della vita anche a costo di perderla. Amity Gaige parla al nostro desiderio più profondo di essere amati e di sentirci liberi, senza compromessi; e parla di famiglia e matrimonio, rivelandoci che le gabbie più anguste sono quelle nascoste nella nostra mente. La sposa del mare illumina momenti di felicità irripetibile, lampi di saggezza e conforto che indicano la strada per essere davvero noi stessi. Questo libro è per chi vorrebbe cercare la libertà nel blu pavone del cielo caraibico, per chi ha avvolto la sua vita nei versi delle poesie di Anne Sexton, per chi cerca le coordinate di un errore su una carta nautica, e per chi è animato da un’inspiegabile felicità al pensiero di essere stato bambino, quando bastava un tuffo in acqua per diventare il mare. 



pp. 368 – 19 euro 

 IN LIBRERIA DALL’11 MARZO 2021 

 “La luce delle stelle sul fiume fa sentire a casa. 

Nella prateria quella luce è più polverosa e in genere rende le persone tristi e solitarie. 

"Ma in quella splendida nottata, le stelle adornavano la stupefacente avventura che io e la ragazza stavamo per intraprendere e che sembrava non aver più fine. Sarebbero finite solo la solitarietudine e la tristezza."

Huckleberry Finn è diventato grande; ha abbandonato da tempo la vita civile vissuta da ragazzo e insieme a Tom Sawyer si è avventurato nel Far West, dove le regole non esistono. Insieme, cavalcano sulle rotte del Pony Express, mentre attorno a loro divampa la Guerra di secessione. Ma ben presto Tom capisce di non voler fuggire dalla civiltà: sposa la sua antica fidanzata Becky Thatcher e torna a Est per inseguire potere e successo. Huck rimane solo: doma cavalli selvaggi, guida carovane di fanatici religiosi, diventa amico dell’indiano Eeteh che gli racconta le storie dei Grandi Spiriti. Sotto i suoi occhi, l’America moderna nasce e si impone con la violenza e con l’inganno, pagando il progresso con il sangue dei nativi e dei neri, non più schiavi ma non ancora liberi. Robert Coover si confronta con una figura chiave della letteratura mondiale: Huck è disincantato ma ancora innocente, affronta la vita senza pregiudizi e senza filtri. Al contrario di Tom, che conosce il potere e ne ha imparato ogni astuzia, vede la verità oltre le parole e porta alla luce le profonde contraddizioni del sogno americano. Denso di poesia, esilarante e a tratti crudele, Huck Finn nel West è un romanzo d’avventura e insieme la storia stessa dell’America contemporanea; e parla a quella parte di noi che si nutre di miti, che li inventa continuamente, e attraverso la narrazione riscopre e plasma la propria vita. Questo libro è per chi fugge dal Tempo correndo a una velocità fantastica

domenica 17 gennaio 2021

Rubriche: Cosa segnalo oggi? #92

 

Titolo: Decameron Project

Autore: AA.VV

Casa editrice: NNE

Pag.: 288

Costo: 19,00 cartaceo


IN LIBRERIA DAL 28 GENNAIO 2021




NON DURERÀ PER SEMPRE. ANCHE QUESTO PASSERÀ. DOVE CI SONO ESSERI UMANI C’È SPERANZA. 

Ventinove nuovi racconti dalla pandemia selezionati dagli editor del New York Times Magazine 

Decameron Project è un progetto degli editor del New York Times Magazine, che durante la pandemia hanno chiesto a ventinove grandi scrittori internazionali di raccontare e immaginare il loro presente. Con questa raccolta NNE ha deciso di partecipare al racconto del mondo in cui abbiamo vissuto. Quando la pandemia di Covid-19 è scoppiata, sembrava impossibile da raccontare. Come tradurre, in parole che non fossero pura cronaca, l’angoscia e il senso di impotenza, la paura e il dolore del mondo intero? Eppure, era già accaduto in passato: lo aveva fatto Giovanni Boccaccio nel Decameron, una raccolta di novelle scritte durante l’epidemia di peste che nel Trecento aveva colpito tutta l’Europa. Quasi settecento anni dopo, nel marzo 2020 gli editor del New York Times Magazine hanno raccolto quell’eredità e lanciato il Decameron Project, e grandi autori come Margaret Atwood, Edwidge Danticat, Charles Yu, Paolo Giordano, Liz Moore e Yiyun Li hanno deciso di mandare le loro parole oltre i confini delle proprie case, oltre lo specchio del proprio mondo. Le loro storie non parlano della pandemia, ma ne sono intrise; non spiegano, ma evocano con accenti, stili, lingue diverse le convivenze forzate e le solitudini, le piccole allegrie e le grandi nostalgie, le città improvvisamente spente e le strade che diventano miraggi di libertà. Sono testimonianze di un tempo straordinario, lo sguardo di un’umanità unita dagli stessi pensieri e sentimenti, in grado di costruire una memoria comune e una comune visione del domani. Questo libro è per il tempo, che non si è fermato nel 2020: è stato raccontato, si è fatto memoria e sogno, e ha ripreso a scorrere.

Titolo: Lady Chevy

Autore: John Woods

Casa editrice: NNE

Pag.: 384

Costo: 18,00 cartaceo


IN LIBRERIA DAL 21 GENNAIO 2021




“Personaggi senza scrupoli, una storia appassionante: Lady Chevy è un eccezionale esordio letterario.” THE OBSERVER 

“Il mio futuro sta per essere inghiottito. Per riprendermelo devo superare la tempesta.”

“Potrei diventare una veterinaria. Potrei andare in prigione. Potrei cambiare nome, trasferirmi altrove e ricominciare tutto daccapo. Non importa. Non c’è nessuna luce ad aspettarmi chissà dove. Il buio non mi segue. Il buio sono io.” 

Amy Wirkner ha diciotto anni e tutta la vita davanti: intelligente e determinata, vuole andare al college e diventare una veterinaria, per lasciarsi alle spalle i bulli, che la chiamano Lady Chevy per il suo fondoschiena massiccio come una Chevrolet, e i suoi genitori, eredi di un retaggio culturale razzista e responsabili di pessime scelte. Come molti altri cittadini di Barnesville, Ohio, i Wirkner hanno infatti venduto i diritti di estrazione mineraria delle proprie terre alla Demont, che sta avvelenando l’acqua e gli abitanti, incluso il fratellino di Amy. Una notte, alla porta di Lady Chevy bussa Paul, il ragazzo di cui lei è innamorata, che vuole far saltare in aria una cisterna della Demont. Amy si lascia coinvolgere e dovrà fare i conti con un omicidio spietato, un assillante senso di colpa, e con l’enigmatico agente Hastings. Intrecciando toni noir e atmosfere di horror quotidiano, John Woods racconta un’America violenta e maltrattata, devastata da irrimediabili ambiguità morali. E ci regala Lady Chevy, una protagonista indimenticabile, che non ha paura del mostro nascosto nella sua anima ed è pronta a liberarlo pur di conquistare il cielo aperto del futuro. Questo libro è per chi da piccolo inseguiva il bagliore delle lucciole nei boschi, per chi ha intravisto l’abisso nelle pagine di Cuore di tenebra, per chi cambia le parole delle canzoni trasformandole in incantesimi, e per chi sa che andarsene non significa soltanto fuggire da qualcosa, ma anche correre incontro a ciò che da sempre sappiamo di meritare. 

John Woods è uno scrittore americano. È cresciuto in Ohio e si è laureato all’Ohio University. Suoi racconti sono stati pubblicati su Meridian, Midwestern Gothic, Fiddleblack e The Rag. Lady Chevy è il suo romanzo d’esordio.



venerdì 16 ottobre 2020

Rubriche: Cosa segnalo oggi? #72

 

Titolo: Redenzione

Autore: Chiara Marchelli

Casa editrice: NNEditore

Pag.: 320

Costo: 17,00





“Sembravano grida. E un rumore basso, pauroso. Mi sono convinta che fosse il respiro della volpe, il verso che le usciva dai denti azzannando il collo delle galline. Mia zia diceva che non era possibile e che me l’ero sognato, ma me lo ricordo ancora oggi, chiarissimo: come un rimbombo. Quando mi mandavano in chiesa e il prete parlava del male, io pensavo sempre a quel rumore lì. Come l’acqua sottoterra, hai presente?” 

La pigra tranquillità di Volterra viene sconvolta dal ritrovamento di un cadavere, una donna strangolata e gettata in un fosso. Del caso si occupa Maurizio Nardi, comandante dei carabinieri, uomo acuto e schivo, sempre in cerca di una solitudine dove far luce sulle indagini e su se stesso. Per Giorgia Volterra è vacanza e rifugio, il posto dove riprendere fiato e proteggersi. Per Malina rappresenta un approdo, il posto in cui confondersi tra gli alberi e le pietre millenarie. Le due donne diventano amiche e Giorgia confida a Malina un passato di anoressia e la fine di una storia d’amore. Malina le restituisce brevi lampi di sé e le racconta della madre, internata giovanissima nel manicomio della città. Mentre il comandante Nardi indaga per ricostruire le relazioni e i movimenti della vittima, anche Giorgia scompare misteriosamente. 

Dopo La memoria della cenere, Chiara Marchelli torna con un romanzo costruito con rara maestria, un’indagine poliziesca intrecciata alle radici storiche della follia. In un racconto mozzafiato, dove il passato sboccia nel presente come un fiore velenoso, l’autrice si immerge nella fragilità dell’animo femminile, che nella fame di libertà e perfezione ha sempre cercato il riscatto dall’infelicità e dal male inflitto e subìto. 

 Questo libro è per la natura ambigua del desiderio.


Titolo: Il riflesso del passato

Autore: Dan Chaon

Casa editrice:  NNEditore

Pag.: 400 

Costo: 18,00






“Perché non riusciva a farlo per se stesso? Paragonato alla maggior parte degli esseri umani, Jonah esisteva a malapena – non era niente, solo un fascio di frammenti casuali di storie e ricordi che portava con sé, una sequela di mutevoli stati d’animo. Una serie di bugie che era costretto a seguire. Quel pensiero lo fece rabbrividire: cosa c’era di vero nei suoi ricordi?” 

Jonah ha sei anni quando il cane di famiglia lo aggredisce, lasciandolo sfigurato. L’incidente lo segna per sempre e lo allontana dalla madre Nora, perseguitata dal ricordo di un figlio dato in adozione. Rimasto solo e ormai adulto, Jonah abbandona la casa d’infanzia e si mette in cerca del fratello, sperando di ricomporre i pezzi della sua vita e sentirsi finalmente parte di una famiglia. Troy, invece, sta perdendo ogni affetto. È in libertà vigilata, la moglie lo ha lasciato e la suocera gli impedisce di vedere il figlio, Loomis. Per caso conosce Jonah che lavora nel suo stesso locale: all’inizio diffida di lui, ma qualcosa nei suoi modi, allo stesso tempo sfuggenti e supplichevoli, lo attira. Finché un giorno il piccolo Loomis scompare, mettendo in moto una catena di eventi che rischia di trasformarsi in tragedia. 

Dopo La volontà del male, Dan Chaon torna con un thriller in cui le vite dei personaggi si intrecciano e si svelano a poco a poco, in un intarsio di passato e presente che assume contorni sempre più oscuri e inquietanti. E mette a nudo fragilità, paure e sogni dell’uomo contemporaneo, raccontando le estreme conseguenze a cui porta il bisogno d’amore. 

Questo libro è per chi si immagina regista del film della sua vita, per chi ha osservato un dipinto così a lungo da trasformarlo in un ricordo personale, per chi ha lasciato volar via un palloncino guardandolo dileguarsi nell’aria, e per chi ha deciso di non perdere la speranza, quella piccola pulsazione che ammicca costante come la luce di un aereo nel cielo notturno. 






martedì 18 giugno 2019

Trame e opinioni: La fine dell'estate di Serena Petrignanelli

Titolo: La fine dell'estate
Autore: Serena Petrignarnelli
Casa editrice: NNE
Pag.: 352
Costo: 18,00














Solo i ragazzini sanno davvero cos'è la fine dell'estate. Lo sanno bene anche i ragazzini del Quartiere, che ai primi di giugno ronzano per le strade in cerca di nuove avventure. Ma Augusto e Pietro una nuova avventura segreta l'hanno già in mente: costruire un motore a gasogeno da montare su una macchina. Perché là fuori, intanto, infuriano i bombardamenti, gli uomini sono chiamati alle armi e a poco a poco le case si svuotano e la benzina inizia a mancare, così come il cibo e gli altri beni di prima necessità. Ma quando una macchina compare, a reclamarla c'è Sorchelettrica, una delle prostitute che abitano nelle baracche, e Pietro e Augusto non possono toccarla a meno di non portare alla luce la verità su quel cadavere bianco come un lampo che è stato ritrovato alla marrana. Accanto ai due amici ci sono Semiramide e Clementina, appena arrivate nel Quartiere con la madre, e Michele e Virginia, che si attraggono e respingono a vicenda. "La fine dell'estate" è un romanzo che costruisce un universo a misura di ragazzino, fatto di avventure simili a sogni ad occhi aperti ma precoci e reali come un viaggio nel tempo.


Augusto e Pietro sono due ragazzini di 11 anni impegnati a trovare qualcosa da fare per trascorrere l'estate. Loro abitano nel Quartiere, in campagna, dove la guerra non è ancora arrivata con le bombe, ma ha già toccato le famiglie col rastrellamento degli uomini che possono andare a combattere e con la scarsità del cibo e della benzina. Essendo bambini non si preoccupano più di tanto di questi problemi, e le loro energie vengono calamitate su una macchina a cui vogliono modificare il motore che da benzina possa muoversi a carbone. Vengono aiutati da un meccanico e il loro sogno comincia a trasformarsi in realtà.

Devo dire che il libro è scritto in modo che i pensieri dei protagonisti siano veritieri e realistici, ma come storia mi ha lasciato molto perplessa. Ci sono alcune vicende che mi hanno lasciato dei dubbi.
Ad esempio: sia la madre di Augusto che quella di Pietro se ne vanno lasciando soli i ragazzi (avevano cose importanti da fare, ma non si sa quanto dura questo viaggio). I protagonisti hanno 11 anni e non hanno altri a cui possano essere affidati. Si è in tempo di guerra e non mi pare logico e responsabile un simile comportamento. L'epilogo del libro non fa capire cosa succede sia ai protagonisti che agli altri personaggi. Sarà che non gradisco una storia senza schema, ma questa mi ha lasciata veramente insoddisfatta. Forse l'autrice ha una visione diversa dalla mia sulla conclusione di un romanzo, ma preferisco sapere che fine facciano i vari attori senza lasciare il lettore a immaginare l'idea dell'epilogo.


Iaia
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