giovedì 21 luglio 2016

Trame e opinioni: Un principe da (odiare) amare di Anna Grieco e Federica Leva

Titolo: Un principe da (odiare) amare
Autore: Anna Grieco e Federica Leva
Casa editrice: self
Pag.: 203
Costo: 2,99 ebook














Trama
Lasciata dal fidanzato a poche settimane dal matrimonio, Kathryn parte ugualmente per quello che avrebbe dovuto essere il suo viaggio di nozze, in Marocco. Pessima idea, visto che tutte quelle coppiette felici non fanno altro che ricordarle quello che ha perduto. Fino a quando non incontra il principe Hassan. Basta una sola occhiata per infiammarla di passione, ma lei non vuole cedere all'istinto, temendo di soffrire di nuovo. Peccato che Hassan non la pensi allo stesso modo e, incapace di resisterle, la fa rapire dai suoi uomini. A quel punto Kathryn non può fare altro che arrendersi. Sembrerebbe l'inizio di una bella favola d'amore, ma un giorno Kathryn fa una brutta scoperta e il suo mondo crolla. Di nuovo. Fugge in America, augurandosi di dimenticare, ma non le sarà possibile, perché aspetta un bambino. Il figlio di Hassan. 
Il destino farà rincontrare i due amanti nove anni dopo. Hassan pretende spiegazioni, ma Kat ricorre a uno stratagemma per tenere lontano il suo principe del deserto, che non ha mai dimenticato ma che crede perduto per sempre. 
Tra incomprensioni, desideri e triangoli amorosi, una storia d'amore passionale che vi resterà nel cuore. 


Il commento di Patrizia

Stranamente un po’ delusa, probabilmente sono stata abituata troppo bene e avevo troppe aspettative dalla Grieco. La storia è carina si legge in poco tempo, è scorrevole ma… dove sono i dettagli, le descrizioni, le atmosfere? Già di per sé la trama non è delle più originali ma se avesse aggiunto un centinaio di pagine, con descrizioni, dettagli e caratterizzazioni dei personaggi non avrebbe di certo fatto un peccato.
Come dicevo nulla di nuovo lei carina, un po’ tonta, lui stra figo e ricco, colpo di fulmine, sesso fantastico, bla bla bla. Per fortuna la scrittura è buona, ironica e non noiosa ma delude un po’ troppo. Rivoglio la mia Grieco che mi sapeva emozionare e far stare col fiato sospeso pagina dopo pagina.
Kathryn è in viaggio di nozze (ma senza le nozze perché “mollata” dal fidanzato storico a due settimane del matrimonio) in Marocco. Decisa a lasciarsi tutto alle spalle, a vivere una vita senza  uomini infatti a pagina 12 si fa già imboccare dallo sceicco pensando al post cena… perché la coerenza è donna!!!

Kat era un giglio rosso in un mare di margherite.

Hassan Abdul-Khaaliq, sceicco di Ras-al-Khaimah la vede e la vuole…

Bello e tenebroso come un angelo vendicatore disceso in terra.

Era impossibile non perdersi in quegli occhi neri sollevati nei suoi. 
E una parte di lei, maledetta!, 
voleva affogare ancora in quello sguardo, e non per una volta sola. 
Per sempre.

I due sono travolti dalla passione, ma uno lo immagina solamente, perché di pagine che raccontino il nascere del loro amore non ne troviamo. Si vedono, la rapisce, la possiede e poi lei scappa, il tutto in una trentina scarsa di pagine. Poi la storia riprende dopo 9 anni.

Ma nella vita, ovviamente, niente va come uno si aspetta e ben presto quell’interludio si era trasformato in qualcos’altro: un bisogno viscerale, una passione travolgente e un desiderio di appartenenza così forti che non aveva mai provato.
 Ma aveva deliberatamente deciso di ignorare quella vocina interiore che la metteva in guardia, che le bisbigliava all’orecchio che era tutto troppo bello per essere vero, che le favole non esistevano. Almeno, non per lei. 
Il ritorno alla realtà era stato devastante.
 Era bastata un’ora perché tutto franasse sotto i suoi piedi. 
Di nuovo. Ed era fuggita. 
Senza lasciare tracce dietro di sé.

Personaggio da spalla al nostro bel sceicco è lo sceriffo Braeden, che si fa usare come un giocattolino da Kat. Zero amor proprio ma personaggio veramente ben gestito, adoro i cowboy quasi più degli sceicchi. 

Kathryn lo fulminò con un’occhiataccia, ma non poté fare a meno di arrossire. 
Sapeva di piacergli parecchio e anche lui le piaceva. 
Accidenti, era un vero schianto con quei capelli blu notte che denotavano le sue origini nativo-americane, gli occhi color ambra e il fisico possente e muscoloso. 
Per non parlare della sua altezza, che sfiorava quasi i due metri.

Non mancano colpi di scena, momenti drammatici, lacrime e batticuore ma tutto troppo veloce, privo dei dettagli indispensabili per far sognare noi lettrici.
Avrei tanto voluto immaginare il Palazzo d’Avorio, i suoi giardini e invece pochi microscopici dettagli, e il ranch Fort Alamo? Uguale stesse ridotte pagine descrittive. Perché?
Vi lascio con un tocco di romanticismo del focoso sceicco:

. «L’avvenenza è l’ultima delle sue virtù. Lei è… amore.»


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